L’ARTE DI FARE LE FOTOGRAFIE

SIDDIK GEDIK

SIDDIK GEDIK

Per me fotografia è l’arte di vedere il soggetto con l’occhio di chi possiede l’obiettivo della macchina fotografica, quindi se fotografia viene bene questo perché chi l’ha fatta ha potuto vedere il soggetto nella sua forma migliore. A me piace fare le foto, come a tutti noi, i social ne sono la prova. Non tutti i scatti sono uguali, alcuni lo fanno meglio degli altri, ovviamente sono professionisti. Uno di questi maghi dell’obiettivo è SIDDIK GEDIK, nonostante la giovane età fa fotografo da 20 anni e dice che la fotografia è stata una sua passione fin da bambino. Le foto che fa lui vengono meglio, le pose che fa fare sono naturali, azzecca sempre la luce migliore per esaltare i pregi del soggetto che rappresenta tramite il suo obiettivo. Ogni shooting che fa diventa una festa perché è sempre felice di poter tirare il meglio dei suoi clienti, usa le lenti e gli obiettivi migliori ed è un esperto direttore della fotografia sa come manovrare la luce. SIDDIK GEDIK lavora a Izmir ogni servizio fotografico deve essere prenotato con diversi mesi di anticipo perché grazie alla sua bravura e alla sua creatività crea anche degli album fotografici indimenticabili. Il suo studio si chiama Artphotography fa il suo mestiere come un artista.
SIDDIK GEDIK essendo molto conosciuto nell’ambiente della tv e cinema come fotografo, di recente ha avuto anche diverse proposte come attore grazie al suo look esotico. “Io amo fare le foto, per me ogni scatto è magia. Io faccio le foto quando vedo delle emozioni e questo mi dà gioia. Devo far vedere ai miei clienti quanto sono belli, lavoro anche 15 ore al giorno. Posso scattare a qualsiasi ora anche se preferisco ovviamente alba o tramonto. Immortalare le emozioni è la cosa più bella. Per quanto fare l’attore, per ora è una curiosità, dopo anni che sono stato dietro gli obiettivi, cambiare posto anche se per un po’ è interessante. Comunque la mia passione sarà sempre la fotografia.” Se volete scatti diversi artfotografcilik@hotmail.com

Un riconoscimento molto importante : Il Premio Touring dei Consoli della Toscana in collaborazione con REGIONE TOSCANA XVI^ Edizione 2015

41.VETRINA_TOSCANAIl premio è stato ideato nel 2000 dal Corpo Consolare toscano del TCI e promosso dalla Regione Toscana, nel 2015 è giunto alla sua 16° edizione. L’edizione 2015 è rivolta agli Istituti alberghieri della Toscana: un riconoscimento che vuole premiare l’impegno ed il ruolo del sistema scolastico regionale nel preparare i futuri attori della cucina e dell’accoglienza toscana. Il premio è realizzato in collaborazione con i tre Assessorati della Regione Toscana: Istruzione, Agricoltura e Attività produttive, nel quadro delle attività realizzate con il progetto di iniziativa regionale Vetrina Toscana. Gli Istituti premiati sono indicati dal progetto Vetrina Toscana sulla base della collaborazioni avviate nell’ambito del progetto stesso. Il premio TCI si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’offerta formativa presente in Toscana rappresentata dai 24 istituti alberghieri nella regione. Una scuola che tende a valorizzare i prodotti tipici e tradizionali, i piatti della tradizione e l’innovazione per una qualificazione della ristorazione e degli esercizi commerciali. Il premio Touring intende sottolineare i molteplici legami tra formazione, prodotti, tradizioni, innovazioni e luoghi secondo un’idea di sviluppo territoriale integrato, all’insegna dell’eccellenza.

Consegna del Premio: Da parte dei consoli toscani del TCI ai Dirigenti scolastici degli istituti indicati. Il premio viene consegnato in occasione di eventi specifici, organizzati nei vari istituti, che prevedono anche degustazioni enogastronomiche realizzate in collaborazione con i consorzi i tutela DOP e IGP della Toscana e col circuito regionale di Vetrina Toscana, con riferimento a percorsi formativi specialmente rivolti alle produzioni tipiche e tradizionali della Toscana. Le premiazioni continueranno fino al 22 marzo 2016.

foto-2Cristina Grieco, Assessore Regionale all’Istruzione e formazione mentre ritirava la targa ricordo a Firenze durante la Presentazione del Premio ha sottolineato l’importanza del riconoscimento: ” E’ un premio dal piatto al prodotto e al saper fare, questo è un passaggio molto bello. Gli studenti che frequentano agli istituti sono i futuri ambasciatori del turismo, della Toscana. Gli Istituti alberghieri danno ottime prospettive per il settore.”

Marco Remaschi, Assessore all’Agricoltura è intervenuto parlando anche il valore dell’educazione nei minimi dettagli agli istituti dichiarando: ”Insegnare anche l’importanza di saper scegliere per il consumo consapevole è un valore aggiunto.”

Stefano Ciuoffo, Assessore Regionale alle Attività produttive, al turismo, al commercio ha commentato indicando un’altro aspetto molto interessante del Premio Touring Club Italiano : “Questo premio è segno di capacità di comunicazione, la qualità di racconti di eccellenze è molto importante per tramandare il saper fare.”

Istituti Alberghieri della Toscana che sono stati premiati dal Touring Club sono:

Arezzo Istituto “A. Vegni” di Cortona

Firenze Istituto “G. Vasari” di Figline Valdarno

Grosseto Istituto “Leopoldo II° di Lorena”

Livorno Istituto “E. Mattei” di Rosignano Marittimo

Lucca Istituto “G. Marconi” di Viareggio

Massa Carrara Istituto “G. Minuto” di Marina di Massa 

Pisa Istituto “G. Matteotti” Montecatini

Pistoia Istituto “F. Martini” di Montecatini Terme

Prato Istituto “F. Datini”

Siena Istituto “P. Artusi” di Chianciano Terme

Ottima presentazione di un libro molto “hot”!

24297668283_716af20e30_bLa bella e brava chef de Il Falconiere di Cortona Silvia Regi Baracchi ha presentato il suo primo libro “ROSSO DI GUSTO-Passioni in cucina” con tanto gusto e stile nel ristorante “Bottega Baracchi” lo scorso sabato il giorno prima di San Valentino perché il libro parla della passione, la passione per la vita, la passione per la buona tavola, la passione per gli ingredienti. Silvia Regi Baracchi ha creato diverse ricette basate sul colore rosso, dà ottimi spunti su come “un piatto semplice può fare accendere un’emozione” perché secondo Baracchi il cibo è sensualità, benessere e la voglia di condividere. L’amore passa anche da tavola!

Le ricette sono pratiche e gli ingredienti sono freschi e rossi che fanno bene alla salute e allo spirito. Il rosso è anche il colore del primo chakra (i chakra sono vortici di energia che assorbono energia universale per alimentare il corpo fisico) che rappresenta la forza, la salute e la vitalità, è un colore associato al fuoco quindi ha un potere riscaldante. Il primo Chakra (chakra della radice) è situato alla base della colonna vertebrale ed è strettamente collegato alla salute del corpo, quando è in equilibrio siamo più sicuri di noi stessi e abbiamo un rapporto più facile anche con il denaro. Uno dei modi di riequilibrarlo è usare il colore rosso il più possibile anche mangiando i cibi che lo contengono.  Questo è sicuramente un altro motivo molto importante per leggere “Rosso di Gusto- Passioni in Cucina”! Silvia Regi Baracchi ha usato tutta la sua sapienza culinaria che deriva dalla sua lunga esperienza in cucina, da tanti anni lavora insieme all’Esecutive Chef Richard Titi, creando piatti unici sempre in evoluzione in un’unione professionale che continua in armonia.

IMG_20160220_000942La chef stellata Silvia Regi Baracchi ci ha fatto assaggiare alcune le sue ricette rosse, devo ammettere che erano squisite! In tema con la serata anche lei era molto elegante vestita di rosso, tutti gli invitati abbiamo gustato questo colore in tutte le sue sfumature dagli antipasti ai dolci, aggiungendo anche gentile accoglienza di Silvia è stata una serata indimenticabile! Il libro “Rosso di Gusto-Passioni in Cucina” e “Bottega Baracchi” sono assolutamente consigliati! Provare per credere.

“Rosso di Gusto-Passioni in cucina” è edito da Trenta Editori, le meravigliose foto sono di Laura Adani, acquistabile anche online su Amazon e IBS.it e anche in tutte le librerie del Gruppo Mondadori, c’è la versione anche in inglese per chi vuole far conoscere agli amici stranieri le prelibatezze italiane, costa 25 euro.

Se pensate che faccia freddo per andare all’Isola d’Elba vi sbagliate!

20160127_210440Per i fiorentini è il momento di conoscere questa meravigliosa isola proprio in questi giorni a Firenze. Com’è possibile sentire l’aria elbana in inverno e in più a Firenze? Ci ha pensato ElbaTaste il consorzio nato per far conoscere cucina elbana e i prodotti enogastronomici, in collaborazione con Regione Toscana e Unioncamere attraverso il progetto Vetrina Toscana, questa grande iniziativa Tra terra e mare: L’Elba in Vetrina propone ancora sei appuntamenti da non perdere per assaggiare le prelibatezze dell’Elba nei ristoranti fiorentini proposte da diversi ristoranti dell’isola insieme allo chef che l’ha ideata. 

I menù sono composti dai piatti principali di Elba così per far gustare i sapori a chi non li conosce o a chi ne è abituato e vorrebbe assaggiarlo di nuovo anche in inverno. 

I primi tre appuntamenti hanno avuto un grande successo e si suppone che per i prossimi appuntamenti bisognerà prenotare in anticipo per essere presente!

Fino ad ora i ristoranti fiorentini che hanno ospitato i ristoranti elbani sono stati:

Il ristorante “Da Burde” con Massimo Poli de “La Taverna dei Poeti”

Il ristorante “La Limonaia di Villa Rospigliosi” con Umberto Giacomelli de “Il Gallo Nero”

Il ristorante “La Leggenda dei Frati” con Marco Olmetti di “Pepenero”

fotoIo personalmente sono stata alla cena che si è svolta nel Ristorante La Limonaia di Villa Rospigliosi di Prato che ha ospitato “Osteria Gallo Nero di Capoliveri” dell’Isola d’Elba. I due chef simpatici hanno fatto un’ottima collaborazione per farci gustare la cena al meglio. Claudio Vicenzo che conosciamo per la sua bravura e il suo sorriso accogliente dice: “questa iniziativa è un’ottima opportunità per crescere anche per i cuochi perché conosciamo nuove ricette, uno scambio meraviglioso, Vetrina Toscana ha progettato una bellissima organizzazione”, Umberto Giacomelli: ” Siamo contentissimi di portare piatti elbani a Firenze così ci verrete a trovare, in più mi piace questa buona contaminazione di idee tra i cuochi.  Il progetto è un vero successo.”

20160127_215015Consiglio vivamente “Tagliata di Palamita in veste di Guanciale con Zuppetta di Ceci” e “Le Cozze ripiene in Temperatura al Nero su Crema di Fagioli”, non ho abbastanza aggettivi per descriverne il sapore di questi due piatti elbani. Dovete assaggiare voi!

Per finire ho assaggiato un panficato al cioccolato che rispecchia anche la storia dell’Isola perché è fatto da una ricetta antica con fichi e miele e cioccolato fondente che era stato portato all’isola dagli americani. Il panficato al cioccolato è un vero successo. Personalmente sto progettando di andarci anche solo per farmi la scorta di questo dolce magnifico!

L’Isola d’Elba rimane sempre un posto da scoprire con tutto quello che ha da offrire. Io a parte i piatti squisiti tipici ho captato anche un’altra qualità degli elbani: sono cordiali e accoglienti. Valter Giuliani, il presidente del Consorzio Elba Taste conferma: “Isola d’Elba è molto conosciuta per il mare e le spiagge, ma noi abbiamo anche una tradizione enogastronomica molto ricca. Con queste cene vogliamo portare L’Elba fuori dall’isola per poi accogliere la gente.” Sicuramente ci andremo per i sapori della cucina, per i colori della natura e per l’accoglienza degli elbani.

Polpo all’elbana, Palamita sott’olio, Stoccafisso alla riese, Sburità di baccalà, Polenta con gli zeri, Penne in barca, Schiaccia briaca sono solo alcuni esempi della tradizione gastronomica elbana, insieme ai dolci antichi quali Il Panficato (ottimo), l’imbollita di fichi o la Schiacciunta accompagnati dai vini Elba Doc Ansonica, Vermentino, Procanico, Sangioveto, Moscato e il più famoso Aleatico DOCG compongono la parte tradizionale dell’enogastronomia dell’Isola d’Elba. Ora per poco tempo bisognerebbe approfittare dell’opportunità di conoscerli a Firenze attraverso le interpretazioni degli chef abilissimi nel rielaborarle per noi. 

I prossimi appuntamenti per gli interessati sono:

11 febbraio Il ristorante “I Ghibellini” ospita Giuseppe Sisillo de “L’Amandolo” prenotazioni: 055214424

17 febbraio Il ristorante “Gustavino” ospita Luigi Muti di “Vento in Poppa” prenotazioni: 0552399806

25 febbraio Il ristorante “Pesce Rosso” ospita Mirko Lanari del “Belmare” prenotazioni: 0552776364

3 marzo Il ristorante “Il magazzino” ospita Amos Rota di “Emanuel” prenotazioni: 055215969

9 marzo Il ristorante “La Sosta del Rossellino” ospita Danilo Ferrara di “Capo Nord” prenotazioni: 05569725

Grande successo dell’11° Edizione della Fòcara a Novoli!

IMG-20160116-WA0001Ci sono tantissimi motivi per andare nel Salento e uno in particolare che ormai è diventato una tradizione imperdibile per. Ogni anno a Novoli il 16 gennaio si festeggia in onore del Santo Patrono “Sant’Antonio Abate” l’accensione del falò più grande d’Europa con 20 metri di diametro e 25 metri d’altezza. Il Fòcara Festival ha lo scopo di festeggiare “Fòcara” miscelando amore che deriva dalla fede con divertimento ed eventi culturali, così i giorni della “Fòcara” diventano una vera occasione per visitare Novoli bellissima cittadina a soli 15 minuti di distanza dalla “città della luce”: Lecce.

Quest’anno il Salento ha ospitato circa 150.000 persone tra il 06 e il18 gennaio durante l’undicesima edizione del festival. Si sono esibiti 25 gruppi con 130 artisti provenienti da Italia, Perù, Portogallo, Germania, Nigeria, Inghilterra e Romania.

I nomi più altisonanti della musica erano Subsonica, Antonella Ruggiero, Fanfare Ciocarlia, Marlene Kuntz e Coniglio Viola. 

Loris Romano il direttore artistico del Fòcara Festival: “Il Fòcara Festival crea un crossover tra linguaggi musicali e generazioni diverse, dalla musica d’autore al rock, dai beat elettronici al sub. Un incontro tra pubblico e musicisti che si svolge in un’atmosfera carica di magia, un palco che guarda al grande fuoco prima, durante e dopo la sua coinvolgente accensione.” 

“E’ l’evento musicale dell’inverno pugliese, una connessione tra i riti popolari di antica tradizione ed esperienze musicali attuali che rendono il viaggio a Novoli una piacevole e sorprendente scoperta” sono le parole di Gianmaria Greco, presidente della Fondazione Fòcara e Sindaco di Novoli.

Il Fòcara Festival è una magnifica combinazione tra lo spettacolo, l’arte, la kermesse, la cultura e la musica. E’ assolutamente consigliato esserci per la prossima edizione. Anche quest’anno il Fòcara Festival è stato un vero successo ricco di eventi culturali, mostre d’arte, concerti e uno spettacolo mozzafiato con l’accensione del falò gigante che ha fatto vivere al pubblico presente emozioni uniche. Neanche la pioggia è riuscita a fermare la serata. Tutto ha funzionato come doveva grazie all’organizzazione impeccabile dell’evento da parte di Fondazione Fòcara. C’eravamo anche noi insieme ai colleghi giornalisti italiani come la Stampa Estera per raccontare Novoli e Fòcara ai nostri lettori e ascoltatori in Svizzera, Turchia, Germania, Romania e Cile.

E’ stato particolarmente interessante l’incontro con Fabio Zavattaro, giornalista Vaticanista della Rai, nel Teatro Comunale di Novoli il giorno prima dell’accensione del falò. Zavattaro ha raccontato le sue esperienze e impressioni sul Vaticano, parlando di Papa Francesco, ha sottolineato il suo messaggio “evitate l’inutile, badate all’essenziale” come il Santo festeggiato Sant’Antonio Abate.

IMG-20160116-WA0002Tra  gli eventi culturali più attesi c’è stata la conferenza dell’eccezionale storico e critico dell’arte Vittorio Sgarbi sul tema “Il fuoco nell’arte e Sant’Antonio” sempre nel Teatro Comunale di Novoli il giorno dopo l’accensione della “Fòcara”.

E’ assolutamente da segnalare “Il Presepe Movimento Novoli” preparato da Massimiliano e Raffaele Vetrugno. I personaggi sono preparati con carta, sughero e legno, alcuni sono in movimento, insieme ai suoni, luci e atmosfera creata su misura il Presepe riesce a farvi emozionare come un presepe vivente. L’allestimento che comincia a settembre non è mai uguale il che vuol dire che ogni anno cambia, ed è una tradizione della famiglia Vetrugno dal 1982. 

IMG-20160116-WA0003Fòcara è ovviamente anche una buona occasione per gustare la cucina locale di Novoli e dintorni. Amanti del dolce e cioccolato devono passare dalla “Elio Spagnolo Pasticceria” per le squisite leccornie! Agriturismo Lù Cantieri vi aspetta con prodotti genuini e un’atmosfera calda. Fòcara 2016 ci ha accolti tutti con calore come tutti i novolesi regalando ai partecipanti ricordi bellissimi.

Nota: Le foto sono la cortesia di Donato Guerrieri della Fondazione Fòcara di Novoli.

Meglio ben organizzati che da soli!

IMG-20160119-WA0004Il Gruppo di Azione Locale Piana del Tavoliere è una Società Consortile a responsabilità limitata, nata nel 1998 riunendo soggetti pubblici e privati (associazioni di categoria, soggetti privati, enti pubblici e amministrazioni comunali, Università, Onlus) rappresentativi della realtà rurale del Tavoliere per un totale di 96 soci e 6 Comuni: Cerignola, Stornara, Stornarella, Orta Nova, Ordona e Carapelle.

La Società si occupa della gestione di finanziamenti comunitari nell’ambito delle diverse edizioni del Programma Leader attraverso cui stimola il mantenimento e la creazione di nuove attività, la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, con l’obiettivo di contrastare l’invecchiamento, l’emigrazione, il calo di occupazione e gli altri fenomeni di tipo socio-economico che sono all’origine di difficoltà e crisi del territorio rurale, favorendo l’integrazione fra agricoltura, turismo, valorizzazione del tessuto sociale, culturale e delle risorse ambientali.

Il GAL Piana del Tavoliere “Gruppo di Azione Locale” sa valorizzare le risorse agroalimentari ed enogastronomici del territorio che rappresenta. La Puglia “il tacco dello stivale” ha tantissime risorse che devono essere messo ancora più in risalto a livello nazionale ed internazionale. Nel fare questo il GAL Piana del Tavoliere sta riuscendo benissimo con iniziative promozionali molto interessanti ed innovativi che attira l’attenzione di tutti gli interessati del turismo e a beneficiarne sono in tanti perché come sempre l’unione fa la forza.

IMG-20160119-WA0005Ogni terra ricca di risorse ha tanto da offrire, per valorizzare le ricchezze del territorio bisogna pensare in termini di turismo responsabile che pone al centro dell’interesse la comunità locale, difende la cultura locale, i prodotti agroalimentari locali e la cucina tradizionale. Solo in questa maniera i produttori locali potranno lavorare e guadagnare, facendo valere i loro prodotti genuini, ristoratori beneficeranno di offrire una cucina ricca di tradizioni che ha sapori veri. Il risultato sarà che i turisti saranno attratti dalla bellezza del naturale e interessante. L’economia girerà per tutti. Il GAL Piana del Tavoliere mette in atto diversi progetti per questo obiettivo. Ultimo di questi è un progetto di cooperazione “Distretto Agroalimentare di Qualità Terre Federiciane Filiera dei prodotti di Puglia e Basilicata”, è stato elaborato, implementato e promosso da un partenariato composto da 7 GAL Pugliesi, il Distretto Agroalimentare di Qualità del Metaponto, La Camera di Commercio di Foggia e 2 GAL Bulgari, comprendendo un territorio che si estende dalla Puglia (Provincia di Foggia-BAT e Bari), alla Basilicata fino alla Bulgaria lungo la direttrice del Corridoio VIII.

Tra gli obiettivi del progetto locale ci sono anche aumentare il grado di apertura internazionale del settore, con particolare riguardo al miglioramento dell’immagine dei prodotti distrettuali sul mercato internazionale e all’aumento della quota di export e favorire la diffusione di luoghi ove si promuovono i prodotti tipici, al fine di incrementare lo sviluppo dei servizi all turismo rurale, promuovere sistemi di rete di supporto, accrescere l’attrazione dell’ambiente rurale.

Le azioni operative del progetto locale:

.censimento delle principali produzioni agroalimentari tipiche dell’area GAL, raccogliendo le manifestazioni di interesse da parte degli operatori impegnati nelle diverse filiere locali, per l’adesione alle rete di imprese che è stata costituita a livello generale con tutte le aziende ricadenti nei diversi territori;

.valorizzazione di uno dei prodotti di punta dell’intera area:l’oliva Bella di Cerignola, ospitando la seconda edizione del Premio Nazionale Monna Oliva;

.elaborazione di un manuale contenente i principi cardine per l’utilizzazione del prodotti tipici della Piana del Tavoliere, in tutte le strutture del territorio;

.istituzione delle gallerie del gusto nel territorio: percorsi individuati anche nell’area del GAL Piana del Tavoliere, che mettono in rete le eccellenze dei territori i i luoghi dediti alla relativa promozione;

.predisposizione di una ricerca di mercato e sondaggio di opinione utili a tutti gli operatori del mercato al fine di favorire l’organizzazione di speed-date inquadrando le esigenze della domanda e dell’offerta locale dei prodotti tipici dell’area GAL per favorire collaborazioni commerciali tra produttori e ristoratori.

.organizzazione e promozione di tavoli specifici di incontro dedicati allo Speed-date enogastronomico del Tavoliere “Amore a primo gusto” realizzati in modo da garantire il coinvolgimento attivo di aziende agroalimentari dell’area GAL Piana del Tavoliere tra operatori della ristorazione e buyers atti a favorire l’incontro tra produttori locali e ristoratori suddivisi per filiere (olivicola-olearia, vitivinicola, ortofrutticola, cerealicola, conserviera).

Il Gal Piana del Tavoliere ha chiuso il 2015 in bellezza con un evento molto ben organizzata. Lo scorso 14 dicembre a Cerignola (città incantevole assolutamente da visitare per chi non l’ha vista) Il GAL Piana del Tavoliere presso Agriturismo Moschella (consigliatissimo per chi vuole visitare Cerignola) ha ospitato i ristoratori e i produttori, l’evento è stato molto coinvolgente ed interessante per tutti i partecipanti compreso il pubblico presente. Al dibattito iniziale hanno partecipato Valerio Caira il Presidente del GAL Piana del Tavoliere, Natale Labia Vicepresidente di Ordine dei Giornalisti Pugliesi che ha moderato il convegno, Antonio Stea ll Direttore del GAL Piana del Tavoliere, Antonio Negroni Esperto di Comunicazione e Turismo responsabile, ed io rappresentando la Stampa Estera. Insieme abbiamo parlato delle eccellenze della regione in cui opera il Gal Piana del Tavoliere, di cosa si può fare per aumentare la visibilità, degli eventi e programmi attuati del Gal e alla fine abbiamo assaggiati diversi prodotti (squisiti) agroalimentari dei produttori aderenti al programma del GAL del Piana del Tavoliere. Abbiamo conosciuto imprenditori anche giovanissimi che invece di lasciare il sud per andare al nord alla ricerca di qualcosa di migliore, non hanno pensato come “l’erba dei vicini è più verde” sono rimasti con orgoglio e impegno  dove sono nati e hanno creati posti di lavoro e prodotti unici nel mercato avendo fiducia nelle loro capacità e nel territorio in cui vivono. Esempio perfetto: una giovane ristoratrice pur essendo di Milano ha scelto Cerignola per aprire la sua attività. Ve li presenterò nel mio nuovo blog in partenza agli inizi di febbraio. I° Speed Date Agroalimentare del Tavoliere è stato un vero successo riportando all’attenzione di tutti i presenti le eccellenze del territorio e i produttori della Puglia. Cerignola ci ha accolto con il tipico calore del Meridione più autentico.

IMG_20151215_113449Vorrei finire con le parole del mio collega e amico Antonio Negroni (Esperto di Comunicazione e Turismo Responsabile e giornalista pubblicista): “E’ stato davvero interessante e gratificante essere con la mia amica giornalista Selin Sanli al 1° Speed Date Agroalimentare del Tavoliere organizzato dal Gal Piana del TavoliereAmore a primo gusto”, con tanti giovani imprenditori locali motivati e ricchi di idee valide, innovative e meritevoli di sostegno, grazie anche ai loro progetti finanziati dal GAL. Ecco un esempio positivo, lontano dai luoghi comuni e dove il “fattore umano” è davvero determinante in positivo. L’Amore e la Passione che animano la presidenza, la direzione e tutto lo staff del GAL Piana del Tavoliere, unite alla voglia di fare e all’entusiasmo dei protagonisti del territorio, produttori e ristoratori… un binomio vincente! Ci torneremo presto volentieri!” Concordo.

Una cantina eccezionale e le tradizioni eccezionali riscoperte: Clavesana e Fiera del Bue Grasso

La Cantina Clavesana è sinonimo di amore per il territorio e i suoi frutti. Clavesana è una cooperativa composta da 350 piccoli e medi produttori sotto la direzione di Anna Bracco che da 40 anni fa parte di questa realtà con tanta passione che traspare da ogni sua parola quando racconta il lavoro svolto e i vini ottenuti. Sig.ra Bracco è un’ottima padrona di casa, gentile, dolce, generosa, attenta, contenta e fiera del suo lavoro e ascoltarla mentre racconta Clavesana e le Langhe è un vero piacere. 

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Anna Bracco

 

Le Langhe

Le Langhe

La Sig.ra Anna Bracco racconta la realtà della Cantina così: “Clavesana è un modo di essere, attento alla sua storia, ma aperto agli altri. E’ un’azienda che ha capito quanto il territorio sia importante e quanto essa sia importante  per il futuro del suo territorio: la nostra è una terra originale, legata intensamente al Dolcetto. La passione per questo vino ha dato negli anni grande soddisfazioni: è un vino che oggi ha bisogno di farsi riscoprire dai nuovi consumatori italiani ed esteri per il suo valore. Un vino vero, schietto, elegante con i suoi profumi fruttati. Per questo abbiamo deciso di puntare su un disciplinare perfino più impegnativo di quello previsto per la Docg  e di legare il nostro Dolcetto al territorio puntando sul nome Dogliani, la città più importante di questa Langa. Sono nata su queste colline, in mezzo al Dolcetto, e da sempre Clavesana è una mia passione come lo è il suo vino. Una passione non trasmessa a parole, ma a sguardi: quelli di mio padre, preoccupato per una campagna che negli anni Ottanta si svuotava dei suoi agricoltori. Ma ho anche una certezza di avere qualcosa di valore autentico da far conoscere e apprezzare.

Vini

Vini

La Cantina Clavesana è la prova che quando uno sa apprezzare e valorizzare quello che ha con passione i risultati arrivano. La terra risponde all’amore, non all’abbandono e in più bisogna saper vedere quello che si ha. Clavesana ha saputo vedere lontano e dal 1959 ad oggi ha raggiunto circa 2.000.000 di bottiglie, l’obiettivo non è mai stato un numero a prescindere da quanti zeri essa può contenere ma mantenere la qualità migliorando e offrendo un vino indimenticabile e di compagnia, quando assaggiate un Dolcetto o Dogliani della Clavesana lo sentite subito! 

Clavesana è anche uno dei pilastri dell’economia della zona e non solo. La Cantina Clavesana oltre a produrre grandi vini con grande impegno stando attenta alla massima qualità fa anche da portavoce per la bellissima zona della produzione Clavesana e per Carrù in provincia di Cuneo nello scenario molto romantico delle Langhe. La dolcezza della zona vi colpisce in ogni frazione confinante a Carrù. Sinceramente non vedo l’ora di tornare a questa cittadina molto graziosa e accogliente, consiglierei vivamente di andare a scoprire questo diamante di posto con panorami da cartolina e assaggiare la cucina tipica creata con la stessa passione di chi coltiva la terra sicuro e fiero del prodotto finale, ovviamente gustare un buon vino di Clavesana, il mio preferito è il Clou- Dogliani Superiore DOCG (preferito di molti, quindi non è una sorpresa), colore rosso rubino intenso, al naso si sente note di ciliegia con poca percezione di fieno, al palato morbido, equilibrato, con retrogusto ammandorlato dal finale lungo, quindi ottimo in tutto per tutto! Oltre al Clou ci sono tanti altri vini squisiti della Cantina Clavesana che vi farò conoscere con le foto e le schede tecniche sul mio nuovo blog www.lovefoodfashiontravel.it  in partenza in prossimità di Natale e vi parlerò degli agriturismi, la storia della Cantina Clavesana più dettagliata e Casa della Piemontese.

Detto questo per il 2016 annotate subito per il mese di Dicembre di andare alla “Fiera del Bue Grasso di Carrù”, è una tradizione secolare che offre tanto gusto sotto Natale. Vi sveglierete prestissimo ai primi momenti dell’alba per assaggiare un bollito di trippa indimenticabile! Vedrete migliori capi bovini di razza piemontese, la premiazione con le prestigiose gualdrappe, bancarelle per tutto il paese (vuol dire è possibile anche acquisti diversi e bellissimi per Natale), esposizione delle macchine agricole molto simpatiche, cioccolata calda e panettone sulla strada insieme all’atmosfera caldissima (anche quando fa freddo) creata dalla fiera è davvero un’esperienza unica! Ogni viaggio è un’emozione, sicuramente ogni posto che desiderate vedere vale la pena di andarci;  vorrei solo sottolineare che proprio in questi giorni in cui ovunque c’è confusione forse sarebbe meglio apprezzare quello che abbiamo perché a casa nostra c’è di tutto! 

UN PROF CHE AMA LA SUA TERRA: SICILIA, OLIO D’OLIVA, PROF.DUGO

Copia di 942198_110208445848035_1305688301_nHo conosciuto il Prof.Dugo durante il Meeting Internazionale “Mission Incoming Sicily” organizzato dall’Unioncamere Sicilia per promuovere i prodotti agroalimentari siciliani in tutto il mondo e favorire uno scambio di informazione tra buyers, giornalisti, produttori e ricercatori. La più bella isola mediterranea ha tantissime risorse e prodotti eccellenti che spero in poco tempo saranno reperibili anche in Turchia e nel resto d’Europa, ma prima vi presento un Professore che è un amico, un padre, un punto di riferimento per i suoi studenti. Il Prof.Dugo ama ogni centimetro quadro della sua terra, innamorato di quello che fa e soprattutto crede in un’alimentazione sana e questo nonostante tutte le problematiche è possibile. 

Giacomo Dugo è un chimico, Professore Ordinario di Chimica degli Alimenti presso l’Università degli Studi di Messina. E’ presidente del Co.Ri.Bi.A. E’ stato nominato dall’Unione delle Camere di Commercio della Sicilia (PA) Presidente nella Commissione esaminatrice delle aziende del settore agroalimentare da inserire in un paniere regionale per l’EXPO 2015. E’ responsabile del Progetto Science 4 Life -Spin-off dell’Università degli Studi di Messina- in cui coordina anche il Dottorato di Ricerca in Scienze Enogastronomiche. Ha scritto 7 libri scientifici e circa 400 suoi lavori sono stati pubblicati sulle riviste nazionali ed internazionali.

SELIN: Lei è un amatissimo tra i suoi studenti nell’Università di Messina, la vedono come un loro amico molto rispettato. Lei è anche un amante degli animali, (Prof.Dugo non butta via il cibo, gli avanzi vengono dati ai cani o gatti randagi), uno studioso, un gourmet, un enologo, poi scrittore e oratore e tanto altro ancora. Ci può raccontare chi è il Prof. Giacomo Dugo?

PROF.DUGO: Dal 1986 sono stato direttore del dipartimento di Scienze e dell’ Ambiente e poi dal 2012 direttore del dipartimento di Scienze dell’Ambiente Sicurezza Alimenti e Salute, perciò l’obiettivo è stato sempre di collegare la sanità dell’ambiente e la sanità dell’alimento a una qualità che ci può preservare dalle malattie. Negli anni 2005-2006 sono stato promotore di un corso di laurea in Scienze Gastronomiche che in origine si chiamava Scienze dell’Enogastronomia Mediterranea e Salute, qualche anno dopo modificato in Scienze Gastronomiche; sono stato anche per 6 anni coordinatore di un dottorato di Scienze Enogastronomiche il cui ultimo ciclo si completa quest’anno, studiando gli alimenti e venendo a contatto con le aziende mi sono sempre di più appassionato all’enogastronomia soprattutto chiaramente a quella siciliana: sono un buon conoscitore dell’enogastronomia siciliana. Ultima cosa così simpatica che abbiamo fatto, perché in rete si possono trovare tanti libri miei sull’olio d’oliva, sulla qualità del vino e anche ci siamo occupati del motivo per cui la plastica alterasse gli alimenti. Negli ultimi tempi ci siamo occupati anche di andare a scoprire qualche notizia sconosciuta sulla tradizione alimentare del popolo siciliano da 500 a.C a oggi, partendo dall’organizzazione siciliana al tempo dei Greci della Magna Grecia, fino all’arrivo dei romani e degli arabi, per arrivare ai giorni nostri. Abbiamo evidenziato che in Sicilia esistono tante piante spontanee che sono presenti anche in altre parti d’Italia ma solo in Sicilia in maniera così diversificata; queste piante sono complementari alla nostra cucina. Lo chef che ci ha ospitato ieri sera, Paolo Austero, come contorno del pesce ha presentato dei cavoli selvatici che sono di largo uso qui, con i quali vengono accompagnate le carni e alcuni pesci. Queste piante selvatiche sono veramente interessanti dal punto di vista nutroscientifico e  molto spesso sono state utilizzate dalla tradizione che risale dai nostri pastori (tanti millenni fa) come piante che curavano le malattie perciò un doppio uso e in questo libro c’è tantissimo sul perché queste piante fanno bene. Per esempio gli arabi ci hanno portato lo zafferano che è un qualcosa di squisito e prezioso; hanno fatto tantissime cose positive in Sicilia, come dimenticare la cassata, la coltivazione del riso, oggi si fanno in Sicilia le arancine, il riso viene prodotto in Pianura Padana mentre nell’ 800 d.C il riso si produceva anche in Sicilia grazie agli arabi. Gli arabi ci hanno insegnato a essiccare l’uva e hanno introdotto in Sicilia le palme da dattero (in seguito è andato perso l’uso). A noi piace scoprire tutto questo, io sono contro la nouvelle cousine, per me i gamberi non c’entrano niente con la ricotta, lo chef prima di elaborare i piatti deve leggere la storia. La cucina delle nostre madri era una cucina molto ricca: la caponata, la pasta fatta in casa, il brodo di pesce, il couscous, le arancine, tanti dolci a base di ricotta che passando da una provincia all’altra si chiamano in maniera differente. I dolci fatti di ricotta e pasta frolla a Marsala si chiamano “campelletti” qua a Selinunte si chiamano “gassatelle”; ecco la pasticceria messinese è la più bella e la più ricca di tutta la Sicilia c’è un libro che fa vedere come ogni dolce era collegato ad una festa religiosa. L’uomo di oggi pensa che può mangiare ogni giorno ciò che pensa, ed è molto sbagliato, basta avere soldi e comprare invece bisognerebbe rispettare le stagioni: le melanzane e peperoni li dobbiamo mangiare in estate. Se noi rispettiamo la natura, la natura rispetta la nostra salute. Non c’è bisogno di mangiare la cassata tutti i giorni, invece meglio mangiarla la domenica come la tradizione di una volta e gustiamola! Certi dolci poi devono essere mangiati solo a certe ricorrenze, per esempio la “frutta di Martorana” (un tipico dolce siciliano, fatto di farina di mandorle e lo zucchero, simile al marzapane ma più dolce e saporito) una volta si mangiava solo per il giorno dei morti, mangiarlo tutto l’anno non fa bene certo.

SELIN: Veniamo all’olio d’oliva: conosco bene quello Toscana, e quello della Puglia che sono ottimi, non sapevo che anche l’olio d’oliva di Sicilia fosse così eccellente! Perché non è conosciuto al di fuori della Sicilia? Cosa potete fare per promuovere questo olio?

PROF.DUGO: In Sicilia abbiamo fatto delle scelte sbagliate nel senso che nel 1991-92  in Europa sono partiti marchi DOP e sono partiti anche i regolamenti per la produzione biologica. In Sicilia sono stati utilizzati soldi per trasformare gli impianti in agricoltura biologica ma non ci siamo interessati se la nostra uva arrivava nel mercato come biologica; io ho un ettaro di uva da tavola, la trasformo in biologica e per 10 anni mi prendo dei contributi dalla Comunità Economica Europea tra 1000 e 2000 euro all’ettaro, ma poi la vendo come l’uva normale invece avrei avuto l’obbligo di mettere nelle cassette e  venderla come uva biologica e metterla a disposizione dei consumatori. Perché per il progetto sul biologico siamo noi che paghiamo le tasse, l’Europa siamo sempre noi, perciò non abbiamo fatto passaggio finale. Invece per olio abbiamo fatto il DOP ma dopo non ci siamo interessati di fare un consorzio che mettesse insieme i produttori, soprattutto per creare un’immagine unica e fare pubblicità al fine di commercializzare l’olio d’oliva siciliano creando un marchio unico. Questo è avvenuto nel vino perché ci sono delle aziende grandissime che lo hanno fatto. Nel mondo conoscono l’olio d’oliva toscano, perché è un marchio indicazione geografica protetta e comprende tutta la Toscana; questo in Sicilia è mancato nel settore dell’olio: esistono piccole realtà che si devono mettere insieme.

SELIN: Unioncamere Sicilia cosa può fare al riguardo?

PROF.DUGO: Io sono consulente d’Unioncamere Sicilia soltanto da pochi mesi e mi hanno chiesto semplicemente di cercare di occuparmi delle iniziative d’Unioncamere in funzione di Expo. Spero di creare delle iniziative che diano un impulso a settore dell’olio e non solo ma partendo dall’olio: dobbiamo mettere insieme tantissime aziende che si mettono sotto un marchio. Io faccio il mio parmigiano, tu fai il tuo ma nel mondo lo conoscono come si ce ne fosse uno solo, mentre ci sono qualche centinaio di produttori. Occorre creare questo marchio unico: Unioncamere in tal senso lo può fare, mentre l’ Università di Messina e il Panlab che avete visitato anche voi, può certificare che questi olii hanno una tracciabilità comune, hanno dei parametri comuni che possono essere veicolati insieme come unico prodotto nel mercato internazionale.

SELIN: Pensare ad una campagna di pubblicità per promuovere l’olio d’oliva? Per esempio regalare una piccola bottiglietta a chi arriva in Sicilia con l’Alitalia sarebbe una cosa fantastica perché i turisti ricordano i paesaggi meglio se lo associano ai gusti.

PROF.DUGO: Questo progetto si può fare facendo un bando per tutti i ristoratori che lavorano in Sicilia e noi con un progetto europeo a questi ristoratori possiamo distribuire 1 milione di bottigliette per tutti i turisti stranieri e italiani che vanno ai ristoranti che aderiscono al progetto. Spenderemmo un milione di euro ma avremmo un ritorno grandissimo. L’Università di Messina e Unioncamere lavoreranno per creare una rete che dia un’informazione corretta sui prodotti locali della Sicilia e una guida reale ai consumatori.

SELIN: Volevo chiederle di Panlab, come è nato questo progetto? 

PROF.DUGO: C’è stato un bando sulla ricerca, un bando strutturale cioè l’università aveva il posto necessario che era adatto a costruire questo laboratorio,  l’acquisto di strumentazione e la ristrutturazione erano finanziati al 100% e la formazione di coloro che lavorano per il progetto che possono essere assunti dopo per far funzionare il laboratorio. Panlab è un progetto di 45 milione di euro, ne abbiamo ricevuto dal Ministero 22 milioni, rimodulando il progetto e poi abbiamo restituito tutto. Io sono stato il responsabile scientifico e quello che ha messo insieme il 90% degli acquisti, poi ci sono degli sezioni, per esempio c’è sezione della geologia e io non sono geologo ma abbiamo dato 500 mila euro alla geologia, poi un fisico ha creato un laboratorio che misura la radioattività, la parte chimica al 50% nasce dalla mia testa, alla fine altri sezioni hanno avuto la loro parte di finanziamenti. Questo Panlab all’interno ha tutti gli strumenti per certificare la tracciabilità di un prodotto agroalimentare. Il Panlab nasce non solo per caratterizzare un prodotto e collegarlo al suo origine, ma anche per stabilire che non contiene tossine né gli antiparassitari né i metalli pesanti, un controllo sia microbiologico sia chimico su tutti quelli che possono essere gli inquinanti anche naturali, perché non è vero che i veleni siano solo sintetici: la natura produce dei batteri per esempio sulle foglie della vite, sull’acino crescono dei batteri tossicogeni che producono una sostanza tossica che si chiama agrotossine; se un impianto contiene questi batteri, nel vino bianco ne passano poche di queste tossine nel vino rosso ce ne sono di più: noi già nel 2004 lavoravamo per scoprire le tossine nei vini. Noi abbiamo comprato un macchinario per rilevare la presenza delle tossine al costo di 600 mila euro. Quindi la nostra missione è contribuire alla sicurezza alimentare e alla qualità, sostenere la qualità controllando la sicurezza, anche con l’aiuto della Dott.ssa Pappagallo che lavora nella nostra Università con grande impegno, tutti noi lavoriamo con grande impegno.

A questo io credo senza alcun dubbio perché l’ho visto di persona, all’Università di Messina: l’amore e lo studio vanno a braccetto. Il Panlab sicuramente è la più grande invenzione degli ultimi tempi, in un mondo in cui ci stiamo ammalando sempre di più perché la carne, il latte, il caffè e tutto il resto fanno male invece che bene! Forse prima di essere incolpate a ragione o meno, le aziende alimentari possono chiedere aiuto per sapere quanto di buono e meno buono mettono nei loro prodotti. In realtà ad ogni problema c’è una soluzione, e la soluzione si chiama Panlab presso l’Università di Messina.

UNIONCAMERE SICILIA:YOUR GATE TO SICILIAN EXCELLENCE

Copia di IMG_20151025_205115Unioncamere Sicilia è l’associazione che riunisce le nove Camere di Commercio dell’Isola e rappresenta 460 mila imprese operanti del commercio, industria, artigianato e agricoltura. L’obiettivo dell’ente, che opera in continuo contatto con il Sistema Camerale nazionale ed internazionale, è quello di favorire lo sviluppo e la crescita dell’economia e dei settori produttivi del territorio regionale, assicurando supporto e coordinamento all’attività delle Camere associate. Da anni Unioncamere Sicilia è impegnata in un’azione strategica di marketing territoriale che punta a valorizzare e armonizzare la filiera agroalimentare con quella turistica.

5 Motivi per scegliere la Sicilia:

. Cibo

. Arte e cultura

. La gente

. Il mare e le isole

. Il clima

Il pomodorino di Pachino e quello Siccagno. Le lenticchie nere di Villalba e il verde del pistacchio di Bronte. I grani antichi e i dolci della tradizione. I capperi delle isole minori e le cultivar dell’olio che raccontano i territori. Ecco alcuni dei tesori della Sicilia che messi insieme rappresentano un grande scrigno delle eccellenze agroalimentari siciliane. Il patrimonio enogastronomico dell’Isola è vastissimo. Basti pensare che un terzo delle imprese attive nella regione opera nel settore agroalimentare e ad oggi sono state riconosciuti 21 marchi tra Dop e Igp. Qualità, tradizione, innovazione e passione sono le parole chiave delle eccellenze prodotte in questa terra. Tutti buoni motivi per scoprire la Sicilia e viaggiare nel suo mondo enogastronomico.

Le eccellenze in mostra: Gli aeroporti siciliani, i porti e alcuni siti culturali di maggiore interesse turistico sono le “vetrine” che Unioncamere Sicilia ha scelto per mettere in mostra le eccellenze agroalimentari dell’Isola. L’obiettivo è quello di far conoscere al turista e al visitatore una piccola anteprima del vasto patrimonio enogastronomici presente in Sicilia. L’iniziativa è inserita nell’ambito del progetto “Your Gate To Sicilian Excellence”, finanziato dall’Assessorato regionale alle Attività Produttive con lo scopo di promuovere le aziende siciliane sui mercati esteri.

Per info: www.unioncameresicilia.it

XIII EUROMEETING ALL’EXPO 2015

IMG_20151007_200736XIII EUROMEETING

Regioni Europee e Turismo Sostenibile

Euromeeting è un seminario a carattere internazionale, un appuntamento annuale organizzato dalla Regione Toscana per NECSTouR, rete di 30 regioni europee di cui la Toscana è capofila, unite per garantire uno sviluppo sostenibile e competitivo del turismo.

La Regione Toscana e la rete NECSTouR hanno da sempre condiviso con la Commissione Europea i temi di Euromeeting e da alcuni anni ha dato un importante contributo all’evento anche il Consiglio d’Europa.

NECSTouR e la Regione Toscana -promotrice e organizzatrice, dal 2001, dell’annuale Seminario dedicato al ruolo delle Regioni europee per lo sviluppo sostenibile del Turismo Euromeeting, riconoscono nei temi e nelle iniziative dell’Expo 2015 di MilanoNutrire il pianeta, energie per la vita” una grande opportunità anche rispetto al turismo e al ruolo che le Regioni possono avere per la creazione di ambienti favorevoli alle piccole e medie imprese per un loro equilibrato sviluppo economico e occupazionale.

20150929_165309-2Per tutte queste considerazioni, condividendo anche i contenuti della cosiddetta Carta di Milano sull’alimentazione e la nutrizione, la Regione Toscana, le Regioni Europee e gli organismi aderenti alla Rete NECSTouR hanno scelto di organizzare, in stretta collaborazione con la Commissione Europea ed in particolare con la Direzione Generale Growd, l’edizione 2015 del Seminario Euromeeting a Milano, nell’ambito di Expo 2015, in due giorni consecutivi il primo a Palazzo delle Stelline a Milano, il secondo all’Expo padiglione Unione Europea. Durante il Seminario il tema “Turismo Sostenibile” è stato affrontato da diversi aspetti. I problemi del settore turistico, i diversi parametri che attirano i turisti, come sono cambiate le esigenze del turista europeo, perché si sceglie un posto specifico, quale tipo di turismo è più interessante.

In particolare, il primo giorno dell’edizione di quest’anno, le Regioni aderenti alla Rete NECSTouR hanno sottolineato alcune questioni molto importanti per porre all’attenzione delle Istituzioni Internazionali, al mondo delle imprese, alle organizzazioni dei lavoratori e delle Istituzioni dell’Unione Europea la necessità di:

. dare seguito all’importante lavoro svolto durante tutto il periodo dell’EXPO Milano 2015 ed in particolare in Euromeeting, mantenendo e sviluppando ulteriormente le idee e le iniziative su cui sono stati avviati il confronto e lo scambio di esperienze;

. promuovere, anche nei confronti della Commissione Europea, un maggiore accordo tra le politiche di sviluppo dei settori: del Turismo, dell’Agricoltura e delle produzioni alimentari; del commercio e della distribuzione delle specialità enogastronomiche locali fortemente legate alle identità dei luoghi e delle relative comunità;

. operare al fine di cogliere, anche rispetto alle attività turistiche, gli obiettivi contenuti nella Carta di Milano, con particolare riferimento agli impegni espressamente richiamati:
contenimento e eliminazione degli sprechi di cibo;
-priorità nell’utilizzo di produzioni collegate ad un’agricoltura sostenibile;
-combattere l’obesità;
-combattere la fame anche promuovendo progetti di cooperazione per lo sviluppo turistico nei paesi in via di sviluppo e in difficoltà economiche;

.promuovere, anche sulla base delle importanti esperienze interregionali già maturate in materia di costruzione e promozione di itinerari turistico-culturali, una formale e fattiva collaborazione con il Consiglio d’Europa e con l’Istituto Europeo degli Itinerari culturali;

.operare in modo coordinato e condiviso per la creazione di un Gran Tour delle identità europee dei sapori e delle produzioni agroalimentari e enogastronomiche;

Tra tutti gli aspetti del turismo, quello più importante e invitante è sempre “il cibo” cioè enogastronomia; il turista si ricorda i sapori che ha assaggiato nei posti visitati, e se questo gli rimane in memoria ci ritorna volentieri. Se il gusto va associato anche ad un “panorama di sfondo” che propone arte, storia, divertimento con i sapori locali come propone Vetrina Toscana il viaggio del turista diventa indimenticabile e che vale la pena di rivivere.

Vetrina Toscana è il progetto di Regione Toscana -a cui collabora anche Unioncamere Toscana ed il sistema camerale toscano, nato per promuovere ristoranti e botteghe che utilizzano i prodotti tipici del territorio.

E’ un’azione di marketing per promuovere le imprese che ne fanno parte come ambasciatori del territorio. L’enogastronomia è vista come momento privilegiato di accoglienza ed occasione per incontrare l’arte ed il patrimonio di tesori culturali e paesaggistici. Vetrina Toscana ha scelto di promuovere le imprese organizzando eventi che abbiano per protagonisti i prodotti e il territorio dal quale provengono; associando degustazioni, rassegne, cene a tema con musei, siti archeologici, spettacoli, festival, biblioteche, eventi sportivi, ed ogni altra risorsa territoriale presente localmente.

Vetrina Toscana Grand Tour è stato presentato a Milano in occasione di Euromeeting dall’Assessore alle Attività produttive e Turismo della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, che ha sottolineato “l’importanza di stimolare e sostenere i processi di innovazione che aiutano il settore del turismo” come fa la Regione Toscana. L’enogastronomia non è solo un vezzo per palati fini, ma è economia, cultura, storia, tradizione; è valore identitario: questo da 10 anni è quello che comunica Vetrina Toscana. Un progetto di promozione economica e culturale che attraverso gli chef e i loro ristoranti racconta e fa parlare i prodotti, anche grazie ad eventi che legano il cibo alla fruizione di location straordinarie come teatri, musei e luoghi al di fuori del classici circuiti turistici.

www.vetrina.toscana.it