Archivi del mese: Luglio 2013

KITESURF. EUROPEAN COURSE RACING CHAMPIONSHIP DI GIZZERIA: DOMINA LA FAMIGLIA INGLESE DEI BRIDGE

ALESSANDRO DI BENEDETTO 2Sono mamma e figlio, Steph e Oliver Bridge, e sono i due inglesi che hanno conquistato il titolo europeo di kitesurf, specialità “course racing”, nelle rispettive categorie (femminile e maschile), che si è concluso oggi, dopo cinque giornate di gare, a Gizzeria, in Calabria (Italy), nel parco sportivo balneare “Hang Loose Beach”. I due atleti hanno dominato la “medal race” (la finalissima che porta alla medaglia), imponendosi sugli altri 9 atleti (per ciascuna della due categorie). «È stata – dice Steph – una gara emozionante, e anche un ottimo allenamento con un vento diverso da quello a cui, in genere, siamo abituati in altri spot». Dello stesso avviso il giovane Bridge, 20 anni, che è rimasto molto colpito dal mare calabrese e che non fa mistero di ritenersi più bravo di mamma Steph: «Sono certo io, tra noi due, il più forte. Non mi aspettavo di vincere – continua – ma, dopo le prime giornate, ho pensato che qualche chance potevo averla». Negli uomini, la seconda piazza è stata conquistata da Riccardo Leccese, molisano; terzo posto per il francese Maxime Nocher. «Ero arrivato qui con una tavola che aveva diverso assetto da quello utilizzato in gara. Infatti – dice Leccese – quando ho deciso di cambiarla è andata molto meglio. Per l’alto livello e per la più diversa provenienza degli atleti in questa gara calabrese, è come se avessimo gareggiato in un campionato del mondo». Per Nocher «il momento più difficile di questo campionato è stato il debutto, però durante la competizione sono riuscito a confrontarmi alla pari con i miei avversari. Il terzo posto di oggi è per me importante perché mi consente di confermarmi nella pole dei migliori al mondo». Nelle donne, alle spalle di Steph Bridge sono arrivate, rispettivamente seconda e terza, l’olandese Katia Roose, per la quale «si è trattato di una gara difficile. Il continuo cambiamento del vento mi ha fatto faticare di più, ma sono molto contenta del mio secondo posto», e la tedesca Christine Boenninger, felice per il piacevole, imprevisto terzo gradino del podio «che, francamente, non mi aspettavo», dice. Una finalissima, quella dell’ultimo giorno, caratterizzata da un vento leggero, che ha girato molto, e che ha costretto i rider ad una regata molto tecnica. Nonostante ciò si sono mantenuti i valori espressi durante le qualificazioni e le finali.LECCESE RICCARDO 1

I sei che si sono guadagnati il podio hanno confermato i pronostici della vigilia, anche se c’è mancato veramente poco che le previsioni venissero stravolte. Negli uomini, si era appalesato nelle prima quattro giornate di gare, il russo Ivan Doronin, anche grazie alla sua “novità” di kite cassonato,che, però, in questa giornata finale ha mollato, anche a causa del vento intorno ai 9 nodi, poco indicato per il suo kite che esprime il meglio con vento a 12 nodi. Nella donne, Steph Bridge è stata, anche, in qualche modo favorita della squalifica in cui è occorsa la russa Elena Kalinina, sempre in testa alla classifica provvisoria fino all’ammenda impostale dalla giuria. La carovana del kitesurf si sposta ora a Talmona, in Toscana, dove, a settembre, si svolgeranno i campionati italiani, e , poi, si volerà in Cina per i mondiali, a novembre.

GIORNO DEL VERDETTO PER PRESIDENTE BERLUSCONI

Oggi sapremo il verdetto per Silvio Berlusconi, leader del centro-destra, l’uomo che l’Italia ha votato per 20 anni, e un leader che ha subìto 30 processi, un record. Ha tutta la mia solidarietà, rappresenta 10 milioni di Italiani e spero che verrà assolto. Se qualcuno qualcosa contro di lui, l’unico posto e evento per rispondergli sono alle urne. Il leader più carismatico d’Italia non può e non deve essere condannato per di più per le cose che non ha fatto. Comunque vada saprà risorgere lo so. Ammiro la sua forza interiore, apprezzo la sua pacata calma. Ecco cosa potrebbe accadere oggi:

GLI SCENARI IN CASSAZIONE(TRATTO DA IL GIORNALE DEL 25 luglio 2013)

1. Il rinvio in Corte d’Appello

La Cassazione può accogliere uno dei motivi di ricorso contro la condanna e annullare la sentenza

2. La conferma della condanna

La Corte può rendere definitivi i 4 anni di reclusione più i 5 anni di interdizione dai pubblici uffici

3. Sentenza annullata con assoluzione

La Suprema Corte può accogliere in pieno il ricorso e formulare un’assoluzione secca per il Cav

LA DIGNITA’ DI BERLUSCONI: “SONO INNOCENTE, SE CONDANNATO VADO IN CARCERE”

AlessandrosallustiIl verdetto per il processo Mediaset è atteso per domani, Berlusconi lo aspetta con assoluta calma ripetendo la sua innocenza  mentre nell’aria politica c’è agitazione per ripercussioni che potrebbe avere una sua condanna definitiva, il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti mi ha spiegato alcuni dei “perché” molto importanti di questa vicenda intricata. L’ascoltiamo.

PERCHE’ ANDARE IN CARCERE E’ MEGLIO CHE STARE A CASA

“Carcere è un valore simbolico, produce una sofferenza fisica per cui mette chi ti ci ha mandato di fronte alla responsabilità di quello che ha fatto, invece gli arresti domiciliari, nella percezione comune… Uno dice va bene, casa sua… Invece la perdita della libertà è una violenza a prescindere da dove la sconti. Io ho provato gli arresti domiciliari, sono umilianti, mortificanti, perché in realtà nessuno può entrare in casa, non puoi comunicare con esterno. Se hai bisogno di qualcosa devi chiedere… -io vorrei andare in farmacia…-devi chiedere al giudice, giudice ti può dire sì o no, quando vuole come vuole. E’ molto più umiliante gli arresti domiciliari che il carcere. Il carcere ha una sua dignità, mi hai voluto mandare? Eccomi sono qui, è come se Gesù Cristo non fosse finito in croce. E’ quasi una vigliaccata quello di dire “no io ti mando ai domiciliari, sei a casa”, ma non è vero, non sono più libero. Dal punto di vista psicologico è peggiore, perché toglie l’egoismo di quello che stai facendo di quello che stai subendo. Mi hanno preso in giro, anche sui giornali, “non faccia la vittima” la mia compagna era On.Santanché, ha una bellissima casa, la casa della Santanché cosa vuoi di più. Non è così. Tanto vero che io sono evaso, non evaso per andare a scappare, evaso per andare in carcere. Perché devi mettere questi magistrati che usano una giustizia in questo modo così violento e non uguale, di fronte alla vergogna di quello che hanno fatto.”

Anche la sua condanna era inaccettabile…

“Inaccettabile per due motivi, il primo perché sulla sentenza c’è scritto che sono delinquente abituale. Uno può scrivere che io sia un pirla abituale, scema abituale, si può discutere, ma delinquente a casa mia è una parola che ha un valore… Se fermano mio figlio per strada e gli dicono tuo padre è un delinquente, lui non può dire non è vero perché è scritto sulla sentenza dello Stato, non può querelarli, lo Stato ha detto che io sono un delinquente. E questo mi ha ferito tantissimo.

La seconda cosa che tutti noi siamo uguali davanti alla legge, ma la legge deve essere uguale con tutti noi. Mi hanno definito delinquente abituale quindi ho perso i benefici di legge e sono stato condannato. Era la settima condanna per omesso controllo. Se ci fosse una legge che dice alla settima condanna sei delinquente abituale quindi perdi, uno dice va bene sarà una legge pazzesca sarà uno Stato non liberale però questa è la legge, ma invece non c’è una legge che dice questo. Perché il direttore della Corriere della Sera ne ha 24 di condanne, il direttore della Repubblica ne ha 28, Travaglio ne ha 11 allora perché io alla settima sono delinquente abituale e quello là alla ventiquattresima no? Perché questo è il giornale di Berlusconi.”

C’è qualcosa che non torna…

“Nel processo che andrà in sentenza definitiva il 30 luglio ci sono due cose che non tornano. La prima è che  proprio per far scattare lo stesso meccanismo che è scattato su di me, cioè per dare una condanna alta che implicasse automaticamente la sospensione dai pubblici uffici da quindi decade da senatore non può più essere eletto, hanno dovuto definirlo “evasore fiscale abituale”. Questo è un aggravante per cui scatta la pena di sospensione dai pubblici uffici per 4 anni, allora io mi chiedo perché e come mai l’uomo che per 18 anni ha pagato più tasse in Italia, è al primo posto come contribuente e in questi 18 anni ha versato 9 miliardi di euro di tasse, può essere definito “evasore fiscale abituale”? Tu puoi dire che il primo contribuente d’Italia ha evaso le tasse, ma non puoi dire evasore fiscale abituale.

La seconda cosa, in effetti, su quello pasticcio dei transazione dei pagamenti dei film dall’America all’Italia sono stati combinati dei pasticci e Mediaset all’epoca, prima che fosse aperta l’inchiesta, ha licenziato due manager perché li ha beccati a fare dei pasticci e li ha presi e li ha buttati fuori dalla porta. A Berlusconi cosa viene imputato? E’ vero che tu hai licenziato i tuoi manager, però tu non potevi non sapere cosa facevano i tuoi manager. Tra l’altro in un momento in cui lui non aveva la responsabilità giuridica, era Presidente del Consiglio, non era sostanzialmente a capo dell’azienda. In Italia quando vengono scoperti i pasticci nelle piccole e grandissime aziende, non è che viene preso il presidente dicendogli tu non potevi non sapere per cui tu vai in carcere, viene preso il colpevole e viene processato il colpevole. Perché Berlusconi deve essere l’unico capitano d’industria che non poteva non sapere? Se la legge dice che il capitano d’industria non può non sapere, vuol dire tutti i capitani d’industria non possono non sapere. Il Presidente di Banca Intesa che si chiama Bazzoli, il Presidente di Fiat che si chiama Elkann, che si chiama Agnelli, il Presidente del Gruppo De Benedetti che si chiama De Benedetti dovrebbero andare tutti in galera, perché nei loro gruppi sono successi dei pasticci come succedono nel tutti i gruppi del mondo. Queste due anomalie, cioè che viene definito l’evasore fiscale abituale il primo contribuente d’Italia,  e il fatto che l’unico imprenditore che non poteva non sapere cosa stavano combinando i suoi manager… Queste due cose messe insieme mi fanno avere la certezza che questo è un teorema che è costruito semplicemente per mandare Berlusconi in galera.

Non c’è giustizia se la legge non è applicata nello stesso modo nei confronti di chiunque. Se io e te lasciamo la macchina in divieto di sosta, stessa macchina nello stesso punto alla stessa ora provocando lo stesso disagio, a te danno 30 euro di multa, a me ritirano la patente e la macchina, mi mettono in galera, non è giustizia, o tutti i due 30 euro o tutti i due in galera, allora è giustizia. Può essere una giustizia feroce o sbagliata ma il presupposto della giustizia che tutti vengano trattati nella stessa maniera.

34 condanne in 18 anni non le ha subito nemmeno il capo della mafia. Il numero dei processi è l’indice dell’accanimento giudiziario verso di lui, gli sono andati addosso per ogni cosa, hai fatto questo è reato, quindi processo. Al Capone non ha subìto 34 processi, Toto Riina non ha subìto 34 processi. Ce la mettono tutta per riuscire a condannarlo, ancora non sono riusciti a farlo, e secondo loro il motivo di questo che i reati erano andati in prescrizione, ma non è vero. Se i reati erano così evidenti, non potevano andare in prescrizione. Le loro accuse sono dei teoremi che non si basano su prove e fatti certi. In Italia c’è una grande anomalia. L’Italia non è mai stato un paese normale, nel 1992 quando la Procura di Milano decide di sterminare una classe dirigente con famoso tangentopoli dove i fatti erano prevalentemente veri, dove la magistratura di Milano è diventata inaffidabile e inattendibile perché le tangenti del sistema politico c’erano in tutto il sistema politico, la magistratura di Milano ha arrestato quindi delegittimato ucciso politicamente, e alcuni anche fisicamente si sono sparati sono morti in carcere, soltanto due dei tre attori politici di quelli anni, il partito principale era Democrazia Cristiana, il secondo era Pci Partito Comunista, il terzo era Partito Socialista. Democrazia Cristiana e Partito Socialista erano alleati per tenere Pci fuori dalla stanza dei bottoni, guarda caso la magistratura di Milano ha arrestato e decapitato Dci e Psi e non ha toccato Pci, non solo, ma i due magistrati che hanno fatto questa operazione erano Antonio Di Pietro e Gherardo D’Ambrosio sono diventati deputati e senatori del Partito Comunista che dopo ha cambiato nome PD, il che è molto anomalo. La classe politica nel 92-93 di fronte a questa vergogna pubblica, perché si vergognavano ovviamente dell’avvenuto, cosa fece, rinunciò all’immunità parlamentare, si arrese alla magistratura, dicendo va bene. Perché l’Italia nasce con la Costituzione dopo il fascismo, lo Stato ha tre poteri, potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario quasi come in tutti i paesi. Questi tre poteri devono essere indipendenti tra di loro. Siccome tutti i magistrati che c’erano in Italia nel 48 quando è nata la Costituzione erano magistrati già dapprima sotto il regime fascista, allora si sono detti, ma possiamo fidarci dei magistrati che si sono formati sotto il regime fascista? Possono fare un golpe, con loro potere arrestare tutti i politici e reintrodurre il fascismo, per cui  padri costituenti avevano chiaro che il potere politico doveva essere difeso dal potere giudiziario, tanto è vero che i padri costituenti inserirono l’immunità parlamentare, cioè finché io sono nell’esercizio delle funzioni politiche su mandato del popolo cioè sono eletto  e poi io sia onorevole che sia ministro, per tutto il periodo in cui mi hanno eletto almeno che non mi trovino in flagranza di reato o per particolari reati che hanno previsto tipo strage, omicidio, c’è una serie di reati, i magistrati non possono indagarmi tantomeno arrestarmi, se hanno il sospetto che io sia colpevole di qualcosa quando smetto di essere parlamentare mi possono processare, come è successo in Francia a Chirac e  a Sarkozy si aprono processi, finché sei Presidente del Consiglio o Presidente della Repubblica o onorevole non puoi essere processato se non per i reati di un certo tipo, per cui la classe politica italiana è stata al riparo dall’incursione della magistratura per diversi anni, nel 92 sull’onda della vergogna rinunciò all’immunità parlamentare quindi dal 92 la classe politica italiana è nelle mani della magistratura che fa esattamente ciò che vuole. Attacca un gruppo, mette sotto inchiesta un gruppo non un altro, mette nel mirino un leader anziché un altro… E’ questa normalità, la separazione dei poteri va ripristinata. Se no c’è un potere dello Stato che prevarica gli altri. Non è possibile, non può essere possibile. Questo è il problema che abbiamo in Italia.”

Potrà mai cambiare?

“Io credo che finché non cambia questo sistema non si ripristinano delle condizioni di democrazia. Il Pdl sono tanti anni che chiede con insistenza di cambiare la giustizia ma per farlo ci vogliono due terzi dei consensi, o tu vinci le elezioni con 60% dei voti o devi chiedere alla sinistra che purtroppo è alleata con magistrati e così non si esce da questa cosa. Tecnicamente è impossibile.”

Centro destra senza Berlusconi? Ci può essere un altro leader come lui?

“Non ci sarà un altro Berlusconi, non esiste un sostituto a Berlusconi, come non esiste un sostituto di Michelangelo o Leonardo da Vinci, l’Italia è un paese liberale che è sempre stato di una maggioranza non di sinistra. Il centro-destra andrà avanti ma Berlusconi è un leader irripetibile.”

LA SENTENZA BERLUSCONI

TRATTO DA IL GIORNALE DEL 24 LUGLIO 2013

di ALESSANDRO SALLUSTI

Prepariamoci all’ultimo ricatto

Tra una settimana esatta sapremo se Silvio Berlusconi potrà continuare la sua attività politica da uomo libero. La sentenza della Corte di cassazione, ultimo grado di giudizio del processo sui diritti Mediaset, è prevista infatti per martedì 30 luglio. Mancano sei giorni, ore decisive per i tecnici di accusa e difesa. Ma a dirla tutta, secondo il pensare più diffuso, la scelta non sarà tra conferma o no della condanna(4 anni di carcere, 5 di interdizione dai pubblici uffici) come dovrebbe essere, ma solo tra condanna subito o a settembre in base a complicati cavilli procedurali e scelte di opportunità. Lo dico perché appartengo alla schiera dei pessimisti, non per valutazione di merito giudiziario. Due osservazioni. La prima: che Berlusconi sia un evasore abituale, come definito in sentenza, è smentito dai fatti: 9 miliardi di tasse versate regolarmente in questi ultimi 18 anni da lui e dalle sue aziende dimostrano in maniera inequivocabile che Mediaset non è un’impresa pirata ma un fiore all’occhiello del Paese che ha contribuito in modo importante al suo sviluppo in termini economici e occupazionali. La seconda: Berlusconi è accusato, unico grande imprenditore italiano, di non poter non sapere di qualche pasticcio combinato da suoi manager o addirittura ex (due furono licenziati in tronco all’epoca dei fatti).

Queste due anomalie e forzature(non sono le uniche emerse) fanno pensare che le sentenze di primo e secondo grado fossero già scritte fin dall’inizio. Le corti non hanno cercato la verità storica al di là di ogni ragionevole dubbio e con buon senso ma sono andate diritte su una tesi accusatoria lacunosa, raffazzonata e non vedo perché proprio ora, a un centimetro dal traguardo, la rotta debba cambiare.

Berlusconi la pensa diversamente, sostiene che all’ultimo la sua innocenza dovrà essere riconosciuta. Ammiro il suo incrollabile ottimismo e mi auguro che ancora una volta abbia ragione. Ha deciso di aspettare il verdetto in silenzio, rotto solo per assicurare che la sentenza non avrà ripercussioni politiche. Comportamento apprezzabile, forse suggerito e condiviso dai collaboratori che in queste ore stanno lavorando per la sua  salvezza.

Ma proviamo a uscire dai tatticismi. Ancora per sei giorni Berlusconi ha il diritto-dovere di difendere se stesso, il futuro suo, delle aziende del gruppo e del partito che ha fondato come meglio crede e non è il caso di tirarlo per la giacchetta. Insegnare ai gatti ad arrampicarsi è inutile e presuntuoso. Ma se il 30 dovesse avvenire l’irreparabile, allora il problema non sarebbe più esclusiva del presidente ma diventerebbe anche nostro, cioè di quei dieci milioni di italiani che rimarrebbero senza la rappresentanza politica liberamente scelta alle urne. Penso che a quel punto tutti noi liberali avremmo a nostra volta diritto-dovere di fare sentire forte, nei modi e nelle forme che riterremo, le nostre ragioni. Non ho idea di che cosa potrebbe decidere il Pdl e non credo che la questione centrale sia se tenere in piedi questo governo o no. Le larghe intese potranno ance assicurare i professionisti della politica, forse addirittura i mercati ma certo-almeno che non vogliamo prenderci in giro- non saranno mai decisive per la soluzione della crisi che può arrivare solo da un riequilibrio dei patti che tengono in piedi lo sciagurato euro.

Eppure, scommetto, se la sentenza dovesse condannare definitivamente Berlusconi si alzerà forte un coro minaccioso verso di lui e il Pdl: fate i bravi, state a cuccia al fianco del governo Letta altrimenti lo spread risale, l’Europa si arrabbia e altre palle del genere già sentite per insediare i tecnici di Monti con il risultato che ben conosciamo. Sarà un gigantesco ricatto per tentare di accompagnarci per mano fuori dalla politica e dalla storia di questo paese in modo da spartirsi comodamente le spoglie e soprattutto il bottino. Io credo che, comunque vada, Berlusconi non debba e possa uscire di scena, per di più con l’imbroglio, se non per volontà degli elettori. E allora prepariamoci, se dovessi avere ragione io e non lui su ciò che succederà il 30, a dirlo forte e chiaro a chi ha costruito-dentro e fuori i palazzi di giustizia-questo imbroglio. E anche lui medesimo, nel nostro interesse.

IL PROCESSO SUI DIRITTI TV MEDIASET

LA CONDANNA: Silvio Berlusconi è stato condannato in secondo grado a 4 anni di reclusione più di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

COSA PUO’ SUCCEDERE: La Cassazione può confermare la condanna; rinviare il processo in Appello o formulare un’assoluzione definitiva.

Silvio rimembri ancor chi ti fregò lo «Zibaldone»

TRATTO DA ILGIORNALE.IT DEL 26/07/2013

DI MASSIMILIANO PARENTE

Arriva la traduzione in inglese dell’opera di Leopardi. È stata finanziata da Berlusconi con 100mila euro, ma tutti si dimenticano di dirlo. Del resto, il poeta non è un’olgettina…

Ha ragione Pietro Citati, scrivendo, ieri sul Corriere della Sera, che «mancava alla cultura di ogni paese una figura essenziale: Leopardi». Mancava soprattutto lo Zibaldone in lingua inglese, un’opera fondamentale del pensiero occidentale che adesso, dopo cinque anni di duro lavoro, esce finalmente negli Stati Uniti e in Inghilterra. 

Citati i nomi di chi ha reso possibile un simile progetto li cita uno per uno: il professor Franco D’Intino, Michel Caesar, il Centro Studi Leopardiani, il ministero degli Esteri, l’editore americano Farrar, Straus and Giroux. Che insieme sono una massa di ipocriti, salvo Citati, forse solo disinformato, perché la vera storia è un’altra, talmente emblematica del malcostume italiano che Leopardi l’avrebbe citata come modello negativo nel suo discorso sui costumi degli italiani.

Ve la racconto io, anche perché c’entro in prima persona. A maggio 2007 fui contattato proprio dal professor Franco D’Intino, stava portando avanti la traduzione dello Zibaldone e aveva bisogno di soldi. Gli chiesi quanti soldi, rispose centomila euro. Non glieli dava né il ministero degli Esteri, né il Centro Studi Leopardiani, e quest’ultimo anzi, aveva pressoché bloccato tutto il lavoro. Non glieli dava neppure la Farrar, Straus and Giroux, anzi Jonathan Galassi pretendeva non solo che fosse pagata la traduzione ma perfino le spese di stampa. Stavano andando avanti con le collette online, spiccioli. A quest’ora sarebbero ancora a pagina dieci.

All’epoca facevo solo lo scrittore, e non scrivevo in esclusiva su nessun giornale, però mi venne un’idea e la proposi a D’Intino: perché non facciamo una campagna per chiedere a un imprenditore, un De Benedetti, un Montezemolo, un Armani, di finanziare proprio questa colossale impresa di prestigio culturale internazionale? Girai l’idea all’Espresso, dal quale proprio in quei giorni avevo ricevuto una proposta di collaborazione. Ma dopo settimane di riunioni risposero no, per Daniela Hamaui non era «abbastanza pop», testuali parole. D’Intino sempre più depresso, io gli dissi di non perdere le speranze, qualcosa mi sarei inventato.

Quindi provai con Libero, diretto da Vittorio Feltri, parlandone con il capocultura Alessandro Gnocchi, e mi dettero subito carta bianca: fai quanti pezzi vuoi, è una cosa troppo importante, se vuoi andiamo avanti anche per un mese. Alla faccia della destra ignorante, pensai. Tra parentesi nacque in quel momento la mia collaborazione in esclusiva con Libero e poi con il Giornale, con la stessa carta bianca.

Non fu una campagna lunga, durò appena un appello, in cui esposi la situazione. Non passarono due giorni e con mia grande sorpresa mi telefonò Gianni Letta, e non da Palazzo Chigi bensì da Recanati, dove era andato per verificare il progetto. Mi informò che Silvio Berlusconi era intenzionato a finanziare la traduzione dello Zibaldone, senza se e senza ma. «Quanti soldi servono?». «Centomila euro». «Bene». Trascorsero altri tre giorni e Letta mi richiamò, chiedendomi su quale conto dovesse far pervenire il bonifico di Berlusconi, e al contempo D’Intino mi pregò di non mandare il denaro al Centro Studi Recanati, sarebbe finito chissà dove. Detti quindi a Letta il numero di conto del Leopardi Centre, raccomandandomi di tenere fuori il Centro Studi di Recanati, e dopo una settimana arrivò il bonifico di Silvio Berlusconi a D’Intino, i centomila euro richiesti.

Tutto l’italico, vomitevole schifo ha inizio da quel momento. Neppure il tempo di festeggiare e D’Intino mi telefonò in lacrime: il Centro Studi Recanati, e perfino l’Università La Sapienza, lo stavano isolando perché aveva accettato i soldi di Berlusconi. Obiettai che era assurdo, ma lui continuava a frignare, la sua carriera rischiava di finire. Addirittura? Allora, a malincuore per Leopardi, gli consigliai di non prenderli. Invece i soldi se li tenne, e l’équipe si mise al lavoro. Tuttavia il nome di Berlusconi continuò a non comparire nel sito del Leopardi Centre, neppure a distanza di anni, solo una vaga dicitura: finanziamenti privati. Richiamai D’Intino per avere spiegazioni. Per mio principio, Berlusconi aveva finanziato a fondo perduto e senza nessuna richiesta o clausola, gli bastava andassero avanti. La risposta di D’Intino fu surreale: avevano perso la password. Sebbene il sito continuasse a essere aggiornato. 

Ora finalmente esce lo Zibaldone, e salta fuori che proprio chi ha ostacolato l’impresa se ne prende il merito e viene citato da Citati. Il sottoscritto, tra l’altro, non è stato neppure informato della pubblicazione, immagino neppure Berlusconi. Non essendo Giacomo un’olgettina non interessa a nessuno, non sarà abbastanza pop. Anzi, le olgettine sono un modello etico di gratitudine e lealtà in un’Italia di ingrati approfittatori. Di certo se Leopardi fosse vivo sputerebbe in faccia a tutti.

 

PERCHE’ HO VOTATO “BERLUSCONI” E RIVOTERO’ “BERLUSCONI”(3)

Dopo M5S e Pd tocca ad un elettrice del centro destra a spiegarci perché ha votato PDL e rivoterà il suo intramontabile leader Silvio Berlusconi. Sentiamo la Sig.Ra Antonella.

ANTONELLA NOGARA (60) COMMERCIANTE

“Perché Berlusconi ha un carisma incredibile, attira con il suo personaggio e mi piacciono le sue idee. Le feste a casa sua? Assurdo! A casa propria uno può fare quello che vuole, hanno esagerato in una maniera smisurata perché sono gelosi del suo successo. Alle ultime elezioni di nuovo ha vinto, lui vince sempre e sarà sempre vincitore. Lo rivoterò! Siamo in 10 milioni a volerlo bene e di sicuro lo sosterremo. Un uomo bello, è intelligente, sa parlare con chiunque, educato e garbato, sa trovare i punti in comune con tutti i cittadini, sa trascinare il popolo è così che deve essere un vero leader! Crede in quello che fa. Ed è l’unico leader più forte che abbiamo mai avuto in Italia. Sono orientata verso destra, credo nella libertà. Per me stavamo meglio quando lui era il capo del governo. Spero che torni presto a fare “Presidente del Consiglio”, se di nuovo andassimo alle elezioni lo rivoterei. Fanno di tutto per togliercelo dalla scena politica, ma lui resiste e rimarrà nella politica ne sono sicura. Per il bene del paese abbiamo bisogno di Berlusconi.”

KITESURF PRIMA GIORNATA DI QUALIFICAZIONI A GIZZERIA IN CALABRIA

kite-surfPrima giornata di qualificazione, ieri, a Gizzeria, in Calabria, nel mare antistante il parco sportivo balneare “Hang Loose Beach”, per l’European Course Racing Championship di Kitesurf, che si concluderà il prossimo 28 luglio. Per la categoria degli uomini, sono state due le batterie a partire, ciascuna composta da 37 riders; unica, invece, quella delle donne, che, allo start, si sono presentate in 18. Gli atleti, provenienti da tutto il mondo, alle 11,00 sono scesi in acqua per il training libero e, alle 12,30, hanno preso il via per confrontarsi nella disciplina del course racing (detta anche più semplicemente “race”) che consiste nel fare della vere e proprie gare su distanze variabili. Una gara particolarmente difficile nelle acque di Gizzeria che presentano un’onda abbastanza insidiosa, che sottopone le gambe ad un notevole sforzo fisico, quindi bisogna concentrarsi sul far correre la tavola e non stringere troppo il vento per non subire l’onda. « È meglio fare un angolo meno chiuso di bolina o di vela, non risalire troppo il vento, ma far scorrere la tavola in modo da ammortizzare meglio l’onda», suggerisce uno dei rider della squadriglia italiana, Enrico Tonon, che è arrivato dal Veneto. Una manifestazione sportiva prestigiosa, questa di Gizzeria, e di grande valenza internazionale. Non a caso si registra la partecipazione di atleti titolati a livello mondiale. Prima fra tutti Steph Bridge, inglese, campionessa europea in carica, la più accreditata alla vittoria finale tra le donne. Tra i più favoriti degli uomini, invece, è il colombiano, di origini italiane (i suoi genitori sono del Molise), Riccardo Andrea Leccese, senza trascurare il romano Lorenzo Giovannelli  che, proprio a Gizzeria, lo scorso anno, ha conquistato il titolo europeo nella specialità “slalom”. «È sempre un piacere – dice Giovannelli –  tornare in Calabria. È uno degli spot più ventosi d’Italia e per quanto riguarda i rider è un posto molto accogliente. Anche l’organizzazione quest’anno è migliorata molto. Io, come anche gli altri atleti, siamo qui già da qualche giorno e abbiamo fatto numerosi giri di warm up che hanno dato delle ottime risposte. Speriamo di riuscire a portare a casa un ottimo risultato, così come abbiamo fatto l’anno scorso, e mantenere alta la bandiera italiana».  A condividere il giudizio positivo sulla location è anche Steph Bridge. «Il luogo è magnifico – dice – e la presenza costante del vento è una risorsa per noi rider. Il mare è calmo e caldo. Anzi, forse è un po’ troppo caldo per un’inglese. La mia volontà è quella di confermarmi nel titolo. So bene che la qualità degli atleti è alta, ma ce la metterò tutta per vincere». Nutrita la pattuglia degli atleti italiani, sono 19. Gli azzurri possono già annoverare un “primato” con Mario Calbucci, di Cesena, già campione italiano race e slalom, che coi suoi 16 anni, è l’atleta più piccolo (d’età) della manifestazione. «Si sono il più giovane nella coppa, sia italiana che europea. Sono qui per disputare la gare e concorrere per il titolo europeo juniores. Questo spot di Gizzeria è fantastico: tanto spazio, tanta accoglienza e soprattutto,tanto vento e tanto mare». Team numerosi sono arrivati anche da Francia, Spagna, Polonia, Germania, Gran Bretagna e ci sono atleti provenienti anche da Australia, Colombia, Russia, Stati Uniti, Turchia. Oggi, al termine della seconda giornata di qualificazione, nella categoria uomini, saranno i migliori 37 ad accedere alla competizione per la flotta “gold”, mentre gli atleti che si piazzeranno oltre la 37° posizione animeranno quella “silver”. Venerdì e sabato si svolgeranno le prove di “gold” e “silver”. Domenica i primi dieci della “gold” si contenderanno il titolo europeo. Le donne, invece, già da ieri, hanno cominciato ad accumulare i tempi per la classifica finale, quindi, per la conquista del titolo.

KITESURF. COMINCIA OGGI, A GIZZERIA, L’EUROPEAN COURSE RACING CHAMPIONSHIP

kitesurf-11Prende il via oggi, in Italia, a Gizzeria, in Calabria, nelle acque di mare antistanti il lido “Hang Loose Beach”, davanti alla pineta di “pesce ed anguille”, l’European Course Racing Championship di Kitesurf, in programma fino al 28 luglio. Il Course Racing, è la nuova frontiera delle discipline del kitesurf, è stato introdotto nelle competizioni nel 2009 e consiste nel fare delle vere e proprie gare su distanze variabili. Una disciplina che si fonda su velocità e tecnica di regata, non una gara di stile o estetica delle manovre ma una competizione agonistica tra i più forti, i più veloci, un vero testa a testa, boa a boa. Sono già arrivati i 120 atleti, provenienti da tutto il mondo, che si sono iscritti al prestigioso torneo internazionale. Alle 9,00 saranno tutti in acqua per il training libero; alle 11,00 partiranno le prime batterie. Sono 17 gli atleti italiani in gara, e pattuglie piuttosto nutrite arrivano anche da Francia, Spagna, Polonia, Germania, Gran Bretagna ma ci sono atleti provenienti anche da Australia, Colombia, Russia, Stati Uniti, Turchia. Alle 18,00 i risultati della prima giornata di competizione.

Berlusconi: “Forza Italia? Per giovani e imprenditori”

Italy's former Prime Minister Berlusconi waves during a meeting in RomeTRATTO DA ILGIORNALE.IT DEL 22.07.2013 DI RACHELE NENZI

Il Cavaliere spiega il perché del cambio nome: “Vorremo rivolgerci ai tanti italiani che con passione si interessano al nostro comune destino”

 – Lun, 22/07/2013 – 20:48

 “Abbiamo deciso di tornare a Forza Italia per un motivo che riguardava il nome Popolo della Libertà, fatto di due belle parole, mai usate in realtà, e perché vorremmo, come ci riuscì 20 anni, rivolgerci ai giovani e ai protagonisti del mondo del lavoro per chiedere di interessarsi al nostro comune destino”.

Silvio Berlusconi ha così spiegato il nuovo nome del partito.

“Non è giusto che solo alcuni si interessino del nostro Paese e gli altri guardino da lontano criticando chi invece si impegna”, ha poi aggiunto intervenendo telefonicamente durante l’incontro organizzato da L’esercito di Silvio, “Spero che con il lancio di Forza Italia nel mese di settembre possano aggiungersi a noi tanti italiani con il loro entusiasmo e loro passione”