Archivi del mese: Marzo 2014

Un restauro molto speciale… La Cella di San Francesco

Papa Giovanni Paolo II mentre prega nella Cella di San Francesco

Papa Giovanni Paolo II mentre prega nella Cella di San Francesco

Settimana scorsa ho avuto la fortuna di partecipare ad un pranzo molto speciale nel Convento di San Francesco a Ripa a Roma. E’ un luogo molto speciale, modesto e molto bello. Credo nella Chiesa e in quello che fa. All’inizio di questo pranzo Fra Stefano Tamburo ci ha invitato tutti a pregare ed è stato bellissimo pregare i musulmani e cattolici tutti insieme! Convento ospita anche i ragazzi bisognosi musulmani. Il pranzo era preparato da tutti quelli che abitano nel Convento con un’affinità straordinaria. Mi sono commossa vedere Fra Stefano Tamburo servire ai tavoli insieme ai ragazzi. Ho capito il senso della Chiesa Francescana e perché il Papa ha scelto questo nome.

La Cella di San Francesco ha bisogno di urgenti lavori di restauro per tutelare il suo inestimabile valore spirituale. San Francesco d’Assisi è conosciuto e amato in tutto il mondo per la sua scelta coraggiosa di rinunciare alle ricchezze materiali in favore dei poveri. Non aveva nessun tipo di pregiudizi né sociali, né etnici né religiosi. Si è sempre battuto per una società più giusta. Era esemplare. La cella appena entrate v’incanta con l’atmosfera che possiede, ma è veramente visibile che ha bisogno di restauro.

Con l’intervento di conservazione e valorizzazione si vuole recuperare la Cella di San Francesco, le pareti sono annerite dal fumo delle candele e delle lampade a olio, le vecchie stuccature saranno rimosse e gli intonaci saranno consolidati. L’impianto elettrico sarà rifatto, il soffitto di legno verrà restaurato. Il pavimento in cotto verrà pulito come i dipinti murali all’ingresso della Cella e delle targhe in marmo al suo interno.

Un luogo sacro e riflette la sua sacralità e devo ribadire che si sente la presenza o lo spirito di San Francesco per davvero. Uno di quei luoghi che quando ci entrate non volete uscire, appena entrate vi pervade una pace interiore indimenticabile.

Per finanziare il restauro della Cella I Frati Romani della Chiesa-Convento di San Francesco a Ripa hanno lanciato una campagna di raccolta fondi internazionale on-line sulla piattaforma Usa Kickstarter, che dura trenta giorni e si concluderà il 10 aprile. Sul sito Kickstarter, nel link http://kck.st/1cTnhrN dedicato al progetto “ST. FRANCIS IN ROME-THE RESTORATION” è possibile vedere i video appelli di due autorevoli testimonial dell’iniziativa, i registi Franco Zeffirelli che nel 1972 diresse il film “Fratello sole, sorella Luna” e Liliana Cavani che nel 1989 realizzò “Francesco” con Mickey Rourke nella parte del poverello d’Assisisi.

Questa scelta di raccogliere soldi on-line è stata un segnale di rispetto dei Frati nei confronti dello Stato Italiano e cittadini. Perché nei tempi come questi i soldi dello Stato dovrebbero essere indirizzati verso i poveri. E’ la Cella di San Francesco d’Assisi verrà restaurato con i soldi provenienti dai volontari. Che dite? Ce la passiamo fare? Anche se poco, ogni euro conta! Se le donazioni raggiungeranno i 125 mila dollari, i restauri dureranno cinque mesi e la Cella sarà inaugurata il 04 ottobre 2014, alla cerimonia verrà invitato anche Papa Francesco per celebrazioni per San Francesco, Patrono d’Italia.

Nei 125 mila dollari sono inclusi tutte le spese di restauro, pubblicità per la Cella e inaugurazione, e anche una copia virtuale della Cella in scala 1:2 per consentire le visite durante la chiusura per i lavori di restauro.

Non vedo l’ora di rivedere la Cella dopo i lavori di restauro. Ci sono i premi/regali per chi fa una donazione. Renzi ha ragione su “Yes We Can” di Obama, ce la possiamo permettere anche noi! Insieme possiamo dare una mano per proteggere e far vivere per i tanti secoli le nostre bellezze!

 

LE VALLI DEL VINO E DEL RACCONTO TERRE DA GUSTARE

Workshop dedicati alla stampa e agli operatori turistici. Si parte nella leggendaria villa di Romeo e Giulietta

Comincerà sabato 29 marzo nella seicentesca Villa da Porto a Montorso Vicentino, il ciclo di incontri dedicati al racconto del territorio composto dai 16 comuni che compongono il progetto”Le Valli del Vino e del Racconto. Terre da gustare”.

In questi tre incontri i 16 territori si racconteranno, presentando il loro grande patrimonio naturalistico, culturale, storico, ed enogastronomico attraverso la promozione di un’offerta turistica integrata. Chiampo, Arzignano, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, San Vito Leguzzano, Schio, Sovizzo, Trissino, Zermeghedo, Monteforte d’Alpone presenteranno le loro eccellenze ambientali, storiche e culturali. La Villa da Porto a Montorso Vicentino è quella che, secondo la leggenda sarebbe stato il vero teatro dell’amore di Romeo e Giulietta celebrato da William Shakespeare che poi ambientò la sua storia a Verona. Tutti e tre gli incontri si svolgeranno riprendendo le linee di sviluppo comuni: creare un racconto che sappia appassionare l’ascoltatore-spettatore e invitarlo a scoprire ciò che è “inedito ma autentico”.

Questo il programma dell’incontro di sabato 29 marzo 2014 a:

Villa da Porto a Montorso Vicentino – Via L. Da Porto – Montorso Vicentino (VI)

• ore 10.00-13.00 registrazione dei partecipanti

• ore 10.30-12.00 presentazione delle linee operative del progetto.

Illustrazione delle eccellenze del territorio dal punto di vista ambientale, storico, artistico ed enogastronomico

• ore 12.00-13.00 workshop sull’utilizzo dei prodotti locali e sull’offerta di pacchetti turistici

• ore 13.00 degustazione dei prodotti tipici del territorio

Seguirà, sabato 5 aprile alle 9.30, ospiti nello storico edificio del Lanificio Conte a Schio, dove i Comuni di Schio, Isola Vicentina, Malo e San Vito Leguzzano ci introdurranno nel mondo della Valleogra, delle sue eccellenze storiche, culturali, ambientali ed enogastronomiche.

Infine l’ultimo dei tre workshop, sabato 12 aprile sempre alle 9.30, nella prestigiosa Villa Trissino-Barbaran a Castelgomberto, vedrà protagonisti i comuni di Castelgomberto, Arzignano, Cornedo Vicentino, Montecchio Maggiore, Sovizzo e Trissino, con il racconto della natura, delle tradizioni e della storia dei loro territori.

Tutti e tre gli incontri si svolgeranno riprendendo le linee di sviluppo comuni: creare un racconto che sappia appassionare l’ascoltatore-spettatore e invitarlo a scoprire ciò che è “inedito ma autentico”.

Villa da Porto (XVII-XVIII secolo)

Una lunga iscrizione murata sopra la porta centrale della loggia dice che la villa ebbe inizio nel 1662 e completamento nel 1724. (…) La villa, a due piani ma di eccezionale altezza, si compone di un settore centrale, aperto in tre intercolumni tra due pareti chiuse; quattro fusti ionici di modulo gigante reggono il frontone triangolare.

La lunga ala a destra – cui nel progetto doveva corrispondere una di pari sviluppo e di pari forma a sinistra – è arretrata così da rendere più sensibile l’aggetto centrale.robuste mensole conclude le pareti del cor o mediano, ma non prosegue nell’ala rimasta evidentemente incompiuta. Due sole finestre nelle pareti adiacenti alla loggia sono destinate a illuminare le due larghe scale a chiocciola che dall’una e dall’altra parte della loggia portavano ai piani superiori (…).

Esiste al mondo una storia che incarni maggiormente il senso del romanticismo struggente più di quella, celeberrima, dell’amore tra Giulietta e Romeo?

Probabilmente no. E probabilmente non tutti sanno che nella famosa storia dei due innamorati per antonomasia c’è anche un po’ di Vicenza, anzi molto…

La tradizione e il richiamo orale, raccolto in uno scritto del 1524 dal poeta e condottiero vicentino Luigi Da Porto, ritiratosi nella sua villa di Montorso dopo una grave ferita subita in battaglia in una fase della guerra della Lega di Cambrai, narra della storia dei due innamorati veronesi avvenuta nel 1300: Giulietta della casata dei Capuleti e Romeo della casata dei Montecchi, e dell’odio acerrimo tra le due famiglie. I primi fugaci incontri d’amore dei due giovani furono, come noto, assai difficili e complicati, nella breve fase in cui i responsabili delle due famiglie furono demandati dal signore di Verona, Cangrande Della Scala, a gestire le rocche di Montecchio Maggiore, nella speranza che la vicinanza dei castelli e coordinamento del comando eliminasse l’odio esistente.

I fatti che seguirono sono ben noti: il coronamento del loro sogno d’amore in Verona complice frate Lorenzo confessore di Giulietta, la fuga di Romeo a Mantova dopo l’uccisione in duello del cugino di Giulietta, Tibaldo, la finta morte di Giulietta per raggiungere Romeo dal quale non poteva stare lontana, la disperazione e suicidio di Romeo nel credere Giulietta morta, il risveglio di Giulietta che raccoglie le ultime parole d’amore di Romeo e la scelta di morire assieme non potendo vivere senza lui. Alla fine del 1500 Shakespeare ne ricava una tragedia d’amore intramontabile. All’altissima loggia imprime ulteriore slancio l’ampia scalea tra larghi poggi, adorni da due mirabili gruppi scultorei.

Info: turismo@comune.chiampo.vi.it  www.raccontidivini.it

ufficiostampa@pomilio.com 

Abruzzo la terra dei sogni tra il mare e verde e la promessa del vino… Wine Abruzzo!

IMG_0586Posso paragonare ogni regione che ho visto in Italia ad un gioiello, se ogni regione lo fosse veramente, Abruzzo si chiamerebbe “ gemma” … Se fino ora non l’avete già fatto o comunque avete voglia di riscoprirla vi consiglio di fare un bel viaggio in Abruzzo facendo attenzione ad alcuni dettagli che condividerò con voi. Sono stata circa una settimana e credetemi volevo rimanerci ancora. Ho scoperto dei vini buonissimi, ho mangiato agnello e ho visto dei luoghi che mi hanno incantato. Abruzzo con l’aria buona che vi fa respirare tra Gran Sasso e Majella vi fa sognare anche al tavolo con il vino prodotto dai viticoltori innamorati della loro terra. In Abruzzo ho visto padroni servire ai tavoli per la passione che nutrono di quello che fanno, ho visto gente orgogliosa d’Abruzzo, ogni proprietario di ogni cantina è presente in qualsiasi fase della produzione del vino che fa e quest’atteggiamento si traduce in gusto nel bicchiere che vi offre e ovviamente la qualità dei vini è ottima. Sono sicura che le mie impressioni vi ispireranno per il vostro prossimo viaggio in Abruzzo…

Se siete amanti del vino, la prima tappa è Ripa Teatina provincia di Chieti, La Cantina Ripa Teatina è una cantina nata nel 1970, comprende 800 ettari di vigneti, produce vini classici e anche un vino chiamato “SYPRO” per il mercato di élite, ottenuto da uve raccolte tardivamente da vigneti in collina dove ha raggiunto una gradazione naturale di 13.5. SYPRO viene vinificato come una volta, con fermentazione assieme alle bucce per 20 giorni. Ne consegue un vino bianco di struttura quasi simile ad un vino rosso, con odore non di fiori e frutta ma legati al miele e alla mandorla a note più tradizionali. Ideale per piatti di pesce. Vi consiglierei spassionatamente anche UA’DI Vino Passito della Cantina Ripa Teatina è ottimo a fine pasto con i dolci o formaggi. Un passito rosso intenso ed equilibrato di un gusto unico.

Rimanendo a Chieti in Orsogna c’è un’altra cantina da segnalare ed è si chiama Il Feuduccio di S. Maria d’Orni. Il Feuduccio è stato fondato nel 1995 da Gaetano Lamaletto soprattutto per rendere omaggio alla sua terra impiantando 54 ettari di Montepulciano d’Abruzzo. Oggi insieme a Sig. Lamaletto lavorano sua figlia Laura, il marito Paolo Neri e i loro 4 figli, convinti che questo territorio sia naturalmente uno dei più vocati al mondo per la coltura della vite. Vi consiglio Margae Montepulciano d’Abruzzo DOC ottimo con cinghiale e agnello, colore rubino, aromi di vaniglia e spezie, gusto morbido e consistente. Sig. Neri ha detto “Se siete in Abruzzo bussate e vi apriremo!”. Ringraziandolo devo precisare che sono sicura quest’ospitalità la troverete ovunque in Abruzzo.

La terza cantina in Chieti che mi ha affascinato tantissimo soprattutto per la proprietaria che la gestisce, si chiama Cantina Masciarelli Tenute Agricole in San Martino sulla Marruccina a Chieti. La signora Marina Cvetic ha tanta fede in Abruzzo e nel vino Abruzzese, crede che l’impegno e la passione insieme a fede premiano e premieranno sempre chi lavora, è attentissima a curare ogni dettaglio sia per la produzione dei vini e che nella gestione del Castello di Semivicoli quasi a due passi della Cantina Masciarelli Tenute Agricole. Il Castello di Semivicoli è bellissimo, comprende 10 suite che ognuna delle quali rispecchiano il passato accogliendo il nuovo, ambiente accogliente e chic. Castello di Semivicoli è lussuoso ma modesto, ampi spazi offrono possibilità di diverse attività, dalle riunioni aziendali ai festeggiamenti privati. Il borgo che ospita il castello è proprio magico. Una passeggiata attorno vi fa vivere emozioni uniche per tutto quello che offre. I vini che dovete assaggiare della Cantina Masciarelli sono Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo, Marina Cvetic Merlot, Masciarelli Rosato Colline Teatine. Tutti e tre ottimi insieme alla vasta scelta di altri tipi di vini che Cantina Masciarelli produce. Anche olio d’oliva è buonissimo.

Veniamo a Pescara, un’altra città emozionante e simpatica. C’è un’Abbazia che non so come descrivere. Si chiama Abbazia di S. Clemente a Casauria che ha un’architettura romanica, un cantiere medievale e di una bellezza unica sinceramente per la pace che trasmette vi potrebbe incollarci dentro ore e ore, io dopo un’ora non volevo uscire e ci tornerei domani. Andateci subito ma subito non ve ne pentirete anzi penso che se non la conoscete potrei ricevere pure email di ringraziamenti! Bene dopo aver trovato la pace in quest’Abbazia di indescrivibile bellezza, andiamo per le cantine di Pescara.

  I vigneti dell’Azienda Agricola Angelucci Contrada Vicenne si estendono all’interno dei comuni di Castiglione a Casauria e di Tocco da Casauria, due antichi borghi perfettamente conservati che rientrano rispettivamente nei territori del Parco Nazionale del Gran Sasso e del Parco Nazionale del Maiella. Lo aerale casauriense è famoso sin dall’antichità per le sue particolari condizioni climatiche, caratterizzate da terreni mediamente sciolti, dalla costante presenza di vento e dal notevole sbalzo termico tra il giorno e la notte che consentono ai vigneti non solo di respirare dopo aver accumulato calore, ma anche di trattenere umidità e di favorire la lunga maturazione e l’appassimento delle uve sulla pianta. Il mio vino preferito di quest’azienda è in assoluto il Moscatello Passito Colline Pescaresi IGT . Il miglior Moscatello abbia mai assaggiato. Ha colore giallo paglierino intenso e brillante con riflessi dorati. Ha un gusto morbido e raffinato. Ottimo con i formaggi.

Cantina Bosco Nestore ha una cantina grandissima che mette in risalto la tradizione del vino da oltre un secolo. Il cuore della cantina è posto come un museo di vino, e anche per questo si chiama Museo del Vino e delle Arti Contadine ci sono diverse nicchie una accanto all’altra ed ognuna contiene più di 5000 bottiglie che sono poste una sopra l’altro e bisogna fare molta attenzione se volete tirare fuori un vino, c’è una persona assunta solo per questa mansione. Museo del Vino mostra le bottiglie e gli attrezzi usati all’epoca in un’esposizione molto gradevole. La Cantina Bosco Nestore si trova a Nocciano, l’azienda è stata fondata nel 1897. Le cantine sono di una bellezza unica che offre informazioni utili e un viaggio molto piacevole al passato del vino e campagna, all’interno all’angolo degustazioni potrete anche assaggiare i vini prodotti dell’Azienda. Sono ottimi Pecorino IGT, PAN Chardonnay IGT, Don Bosco Montepulciano d’Abruzzo DOC.

Contesa Azienda Agricola è circondata da 30 ettari di vigneto di proprietà in cui sono allevati Montepulciano, sangiovese e trebbiano. Contesa ha un altro vigneto situato nella parte più bassa della collina che si chiama Vigneto al Lago e ospita i vigneti di uve pecorino. Contesa ha una cantina di vinificazione molto moderna, dotata di vasche di acciaio curato nei minimi dettagli per tutelare la qualità dei mosti. Il lavoro svolto nella produzione del vino si traduce in gusto nelle bottiglie. I vini che vi posso consigliare dell’azienda sono: Contesa Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva, Amir Montepulciano d’Abruzzo DOC Terre dei Vestini Riserva, Vigna Corvino Cerasuolo d’Abruzzo Doc.

Azienda Agricola Montori è tra i promotori più vecchi del vino a Teramo. I primi documenti ufficiali che certificano i possedimenti della famiglia Montori, risalgono al 1880. Oggi guidato da Camillo Montori l’azienda è diventata un’azienda agricola moderna che sa stare al passo con i cambiamenti del mercato. Situata a Controguerra in un paesaggio molto suggestivo Camillo Montori vi offre una vasta scelta di vini che rispecchiano tutti i colori di questa terra meravigliosa. I vini da segnalare sono: “Trend Rosso” Colli Aprutini Rosso IGT, “Trend Passerina” Controguerra Passerina Doc, Montepulciano  d’Abruzzo Colline Teramane Docg.

Azienda Agricola Cerulli Irelli-Spinozzi è un’altra azienda secolare situata in un punto dove si può ammirare il massiccio del Gran Sasso, che insieme con quello che offre per gli occhi vi ammalia anche con l’aria fresca che vi dà la voglia di far pieno per i polmoni. L’azienda coltiva le proprie uve seguendo metodo biologico. Vi consiglio vivamente Cerulli Spinozzi Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg Torre Migliori Riserva, Pecorino IGT Cortalto, quest’ultimo ha un profumo intenso e fruttato, un ottimo bianco.

Per ultimo veniamo in provincia di L’Aquila Prezza, all’Azienda Agricola Praesidium, un’azienda a conduzione familiare nata nel 1988. Azienda Praesidium produce vini biologici e ha delle cantine scavate a mano dove ospitano i vini per maturazione sono assolutamente da vedere, producono Montepulciano d’Abruzzo Riserva doc e Cerasuolo d’Abruzzo Superiore doc assolutamente da assaggiare.

In Abruzzo in tutti questi posti, in tutte queste aziende ho visto la passione, l’impegno, ospitalità, umiltà e sorriso per il vino, per il cibo e per la gente. Ognuno dei produttori crede in quello che fa e ve lo prova con i prodotti che vi offre. Ho ancora tanto da dire su Abruzzo, ma per ora posso dirvi che andate in Abruzzo e bevetevi un bel vino Abruzzese! Non ve ne pentirete!

VENEZIA RACCONTATA DA UN ARTISTA TURCO 2- TURK RESSAMIN YORUMUYLA VENEDIK

gokmen1TRT ekranlarinin basarili ismi Cagatay Gokmen sadece guzel sesi ve haber yorumu ile degil, ayni zamanda ressam kimligi ve yaraticiligi ile de dikkat cekiyor. Cagatay Gokmen’in eserleri 20 Mart persembe gunu Ankara Italyan Kultur Merkezi’nde acilacak resim sergisinde sanat severler ile bulusacak. Cagatay Gokmen sanatci kimligiyle de hem Turkiye’de hem de yurt disinda buyuk begeni topluyor. Ankara Italyan Kultur Merkezi Muduru Gianluca Biscardi Gokmen’i ve sergiyi su sozlerle tanimladi: “Ressam Çağatay Gökmen, Ankara’da 2007 yılında açtığı Venedik temalı sergisinin ardından, Venedik şehrine olan tutkusuna yeni bir sergiyle geri dönüyor. Türkiye’nin yanısıra Fransa, İtalya ve Bulgaristan’da da sergileri açılan sanatçı, bu lagün şehrine olan sevgisi ve tutkusunu ortaya çıkaran sıcak , eserlerinde Venedik’i kendi gözünden yansıtıyor. Tablolarında yer alan kapı temasının ifade ettiği kavram, tam da Venedik’in Doğu ile Batı arasında bir geçiş ve buluşma noktası olma olgusuyla örtüşüyor. Çağatay Gökmen, İtalyan ve Türk toplumları arasındaki köklü dostluk adına, kültürler arasındaki bu kapıyı açık tutmaya katkıda buluyor. “

Cagatay Gokmen non cattura attenzione del pubblico solo grazie alla sua bella voce e la sua perizia nel raccontare i fatti mentre presenta il tg tutti giorni ma anche con il suo lato artistico che esprime da pittore. Gokmen negli ultimi anni ha avuto tanto successo con le mostre d’arte sia in Europa che in Turchia. Ecco come la pensa il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Ankara Gianluca Biscardi: “Il pittore Çağatay Gökmen torna alla sua passione per la città di Venezia con un’altra mostra di opere a tema veneziano dopo quella organizzata nel 2007 Ankara. Çağatay, dopo aver esposto le sue opere in patria e anche in Francia, in Italia e in Bulgaria, propone la sua visione di Venezia nei suoi quadri dai colori caldi e pastosi facendo trasparire l’amore e la passione per la città lagunare. Il tema della porta, espresso nei dipinti esposti, esprime un concetto che si collega perfettamente all’idea di Venezia come punto di passaggio e di incontro tra Oriente e Occidente. Una porta tra le culture che Çağatay contribuisce a tenere aperta nel nome di un’antica amicizia tra i popoli d’Italia e di Turchia.”

VENEZIA RACCONTATA DA UN ARTISTA TURCO-VENEDIK’I TURK SANATCININ ESERLERIYLE TANIYACAKSINIZ 1

cagataygokmensergiSe siete in Turchia da 20 marzo 2014 potrete ammirare Venezia tramite le opere dell’artista Cagatay Gokmen. Gokmen è un pittore che con le sue opere comincia a far parlare di sé anche all’estero. Gokmen riesce a mescolare le sue due identità; quella di giornalista e artista. Gokmen è uno dei più importanti anchorman della TV nazionle TRT. Ecco la mostra di Gokmen spiegata dall‘Ambasciatore d’Italia ad Ankara Gianpaolo Scarante. Venedik’i tanimak ve Venedik’in guzelliklerini kesfetmek isterseniz hepiniz son yillarda adini sanatci kimligi ile yurt disinda da duyurmaya baslamis olan, yetenegini kultur ve gazeteci-arastirmaci kisiligiyle birlestirmeyi basarmis TRT Spikeri ve ressam Cagatay Gokmen’in 20 Mart 2014 tarihinde acilacak resim sergisine davetlisiniz. Italya’nin Ankara Buyukelcisi Gianpaolo Scarante sanatci Gokmen’in yeni sergisini su sozlerle yorumladi: “Sono molto lieto di vedere realizzata, per la seconda volta, una mostra di pittura di Cagatay Gokmen all‘Istituto Italiano di Cultura di Ankara, dopo la prima esposizione del 2007. In quanto veneziano, mi sento particolarmente legato al tema di questi dipinti, “Venezia e le sue porte”, che trovo di grande interesse per il suo significato simbolico. A differenza di tante città antiche, Venezia non è mai stata cinta da mura. È, anzi, la città aperta per definizione, offerta all’acqua e protesa nel Mediterraneo. Venezia è essa stessa una porta: la porta aperta dell’Italia su questo nostro splendido mare. Ed è stato attraverso questa porta che Italia e Turchia sono venute in contatto, si sono conosciute ed è nata la forte amicizia che ancora oggi lega i nostri due popoli. Cagatay Gokmen è un caro amico dell’Italia ed un artista che ha saputo raccontare molto bene il nostro Paese. A lui ed agli organizzatori della mostra va il mio sentito ringraziamento per averci regalato un coloratissimo viaggio alla scoperta di Venezia. Sono molto lieto di vedere realizzata, per la seconda volta, una mostra di pittura di Cagatay Gokmen all’Istituto Italiano di Cultura di Ankara, dopo la prima esposizione del 2007. In quanto veneziano, mi sento particolarmente legato al tema di questi dipinti, “Venezia e le sue porte”, che trovo di grande interesse per il suo significato simbolico. A differenza di tante città antiche, Venezia non è mai stata cinta da mura. È, anzi, la città aperta per definizione, offerta all’acqua e protesa nel Mediterraneo. Venezia è essa stessa una porta: la porta aperta dell’Italia su questo nostro splendido mare. Ed è stato attraverso questa porta che Italia e Turchia sono venute in contatto, si sono conosciute ed è nata la forte amicizia che ancora oggi lega i nostri due popoli. Cagatay Gokmen è un caro amico dell’Italia ed un artista che ha saputo raccontare molto bene il nostro Paese. A lui ed agli organizzatori della mostra va il mio sentito ringraziamento per averci regalato un coloratissimo viaggio alla scoperta di Venezia.

 2007 yılında ilki düzenlenen Çağatay Gökmen’in resim sergisinin, ikinci kez Ankara İtalyan Kültür Merkezi’nde gerçekleştirilmesinden dolayı çok memnun olduğumu ifade ederim. Bir Venedikli olarak, sembolik anlamı açısından da önemli bulduğum ‘Venedik ve kapıları’ temalı bu resimlere karşı büyük bir ilgi duyduğumu belirtmek isterim. Tarihi birçok şehrin aksine, Venedik hiçbir zaman surlarla çevrilmemiştir. Bilakis, Venedik’i özel kılan, suyla nefes alıp vermesi ve Akdenize uzanan açık bir şehir olmasıdır. Venedik, başlı başına bir kapıdır; muhteşem denizimizin üzerinde yer alan İtalya’nın açık kapısıdır adeta. Ve bu kapı vasıtasıyla İtalya ile Türkiye arasındaki bağlantılar kurulmuş, böylelikle her iki ülke birbirini tanımış ve iki toplumu halen birbirine bağlayan güçlü dostluğun temelleri de burada atılmıstır. İtalya’nın değerli dostu olan Çağatay Gökmen, ülkemizi en iyi şekilde anlatan bir sanatçıdır. Kendisine ve serginin organizasyonunda emeği geçen herkese Venedik’i keşfetmeye yönelik bu renkli yolculuğu bizlere yaşattıkları için teşekkürlerimi sunarım.”