PALAZZO STROZZI OSPITA “BELLEZZA DIVINA TRA VAN GOGH, CHAGALL E FONTANA”

"La Pietà" Vincent Van Gogh

“La Pietà” Vincent Van Gogh

Dal 24 settembre 2015 al 24 gennaio 2016 Palazzo Strozzi a Firenze ospita Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana, un’eccezionale mostra dedicata alla riflessione sul rapporto tra arte e sacro tra metà Ottocento e metà Novecento attraverso oltre cento opere di importantissimi artisti italiani, tra cui Domenico Morelli, Gaetano Previati, Felice Casorati, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova e internazionali come Vincent Van Gogh, Jean-Francois Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Georges Rouault, Henri Matisse.

Bellezza Divina costituisce un’occasione straordinaria per confrontare opere famosissime studiate da un punto di vista inedito, presentate accanto ad altre artisti oggi meno noti, il cui lavoro ha contribuito a determinare il ricco e complesso panorama dell’arte moderna, non solo sacra.

A cura di Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi e Carlo Sisi, l’esposizione nasce da una collaborazione della Fondazione Palazzo Strozzi con l’Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, l’Arcidiocesi di Firenze e i Musei Vaticani e si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Firenze tra il 9 e il 13 novembre 2015, al quale interverrà anche Papa Francesco.

Grandi protagonisti della mostra sono capolavori come l’Angelus di Jean-Francois Millet, eccezionale prestito dal Museo d’Orsay di Parigi, opera che emana una religiosità atavica, un senso del sacro trasversale e universale; la Pietà di Vincent Van Gogh dei Musei Vaticani, fondamentale perché- nonostante la vocazione religiosa e mistica- l’artista ha rappresentato raramente soggetti sacri, e lo ha fatto ispirandosi a opere di altri autori; la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, opera emblematica con un’intensa connotazione politica che esprime, come Guernica, un grido di dolore, la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dal The Art Institute Museum di Chicago, l’opera d’arte più amata da Papa Bergoglio.

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e l’Arcidiocesi di Firenze con la collaborazione dell’Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Musela della città di Firenze, Musei Vaticani e con il sostegno del Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Firenze, l’Associazione Partners Palazzo Strozzi, la Regione Toscana. Con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

PUGLIA DIARIES PREVIEW… THE WHOLE STORY COMING SOON

selinmakina 419-2Ci sono sicuramente tanti motivi per andare in Puglia e sono sicura che la pensano tutti come me; sinceramente non ho fatto un elenco contando le attrazioni turistiche quando ho avuto l’opportunità di vedere questa meravigliosa Terra per raccontarla al mio pubblico turco in occasione dell’inizio dei voli tra Bari e Istanbul, il motivo per cui è stato organizzato un viaggio stampa da Effetto Sud di Manuela Lenoci in collaborazione con la Regione Puglia.
Una cosa è certa :
la Puglia è un vero gioiello nello stivale, andandoci mi sono sentita ancora più a casa. Ho scoperto tantissime somiglianze con Ismirne (Izmir), appena arrivata a Monopoli ho visto un convoglio delle macchine che suonavano i clacson come se avessero vinto i Mondiali di Calcio, poi ho visto che alcune erano abbellite per le nozze di una coppia… mi sono commossa perché anche da noi si fa così! Le emozioni belle vanno enfatizzate, la vita si gusta così. La Gente di mare sa vivere.
Entrando in una pasticceria l’emozione è aumentata perché anche i profumi dei dolciumi si assomigliano tanto. Sono sicura che con i voli della Turkish Airlines che sono partiti da fine aprile (Istanbul-Bari), Apuglia per i turchi diventerà una meta turistica molto importante. Monopoli ha 50 mila abitanti, un comune vivace, molto accogliente. Dovete assolutamente fermarvi da “Caffè del Porto”, Titto vi offrirà un aperitivo che vi farà ricredere nell’aperitivo! Poi sicuramente è la persona giusta a cui chiedere consigli su dove andare e cosa fare non solo a Monopoli ma in tutta la Puglia!
Palazzo Indelli è un albergo a 4 stelle situato nella Piazza Garibaldi, le camere sono comode e lo staff molto gentile e disponibile, con un ristorante a 8 stelle! Le prelibatezze e i vini che offrono sono una vera esperienza che non dimenticherete!
selinmakina 468Sul lungomare vedrete il Castello di Carlo V :
è un fortilizio cinquecentesco edificato durante la dominazione spagnola della città. E’ un punto ideale per far le foto. Dalle torre cilindrica da un lato vedrete il mare e dall’altro il lungomare che ospita tantissimi “gozzi”, il gozzo tipica barca di Monopoli di colori celeste e rosso.
Per le donne Monopoli ospita tantissimi negozi di scarpe e abbigliamento che saranno altre attrazioni da non sottovalutare!
Vicinissimo al centro c’è il giardino botanico più bello del mondo! LAMA DEGLI ULIVI, ospita più di 2000 specie di piante che vi verranno spiegate dal Sig. Intini Francesco, che conosce la storia di ogni pianta :
quelle amichevoli, quelle che amano il sole… ci sono piante interessantissime sia per la forma sia per le qualità e abitudini che hanno, e scoprirete anche quelle da regalare alla suocera o all’ ex marito! Scherzi a parte, passeggiare per questo giardino è una vera terapia che vi riconnette con le vostre origini pre-internet! Sicuramente farete tante foto da sfoggiare su internet, comunque lì la connessione con la natura e la storia è molto più forte, profonda e interessante rispetto a quella tecnologica. Uscirete pensando quando posso ritornare… I miei più vivi complimenti ai proprietari, interessantissimo anche per i bimbi.
1429871981387 copy copy (1)Polignano a Mare ospita delle meraviglie di natura e architettura e anche bellissimi ristoranti tra cui Grotta Palazzese e Begula Club Café Ristorante.
A Monopoli ho scoperto un posto magnifico immerso tra la natura che offre tantissimi servizi, comodità e ospitalità Masseria Garrappa.
Ovviamente dovete anche vedere i Trulli di Alberobello e vedere le Grotte di Castellana. Per finire vi consiglio ottimi vini di Albea che vi offrirà anche una interessantissima visita della Cantina Museo Albea. Vi spiegherò tutti i particolari con delle bellissime immagini dopo le vacanze! STAY TUNED!

Un fiorentino eclettico

034Stefano Pecchioli è un businessman molto creativo. Mentre svolge il ruolo di manager nella sua azienda familiare con successo coltiva anche il suo lato creativo. Stefano è un modello, un attore e soprattutto un poeta.

In tv l’abbiamo visto nella pubblicità di “Mercedes” e nella serie tv molto amata “Carabinieri”, ha sfilato per “Conte of Florence” e “Ralph Lauren”, ha posato per “L’Uomo Vogue” ed è stato il volto di “Balmoral” questi sono solo alcuni nomi della pubblicità, sfilate e riviste in cui è apparso. A settembre sta per cominciare la sua seconda avventura del cinema, le riprese del film “Bandiera Rossa” stanno per iniziare prossimo autunno.

Stefano dice: “Se il regista collabora con l’attore insieme possono creare qualcosa di importante. Io non ho figli ma ho un grande bambino dentro di me che continua alimentare la mia immaginazione. Oggi siamo circondati delle cose molto superficiali che non ci servono. Io continuo a creare con l’amore che sento dentro. Comunico attraverso quello che creo. Sto scrivendo un libro per i bambini, mi piace spaziare la mia creatività. Adoro scrivere la poesia, l’ispirazione mi trova ovunque.”
Una delle poesie di Stefano:

004LA PORTA DI LEGNO

L’amore, come una porta di legno,
logorata dal sole, selciata dal vento.
lo sento, la rugosità che hai dentro.
Sfioro, vezzeggio come voler riparare,
il mio dolore che non posso accettare.
Ancora pioggia sulla nuda porta, sfogliata e aggettata
da una lacrima che non è mia.
Posseduto dal dolore, estorto dal pianto,
soffusa luce entri d’incanto.
Porta di legno tu sei sparita davanti all’amore della mia vita.
Stefano Pecchioli
Se volete una poesia da Stefano, è a vostra disposizione. Ama tradurre emozioni degli altri, mentre stiamo pensando ad una collaborazione lo potete contattare per email: stefanopecchioli@libero.it

Girotonno 2015 un evento indimenticabile

IMG_20150603_133342Si è conclusa la 13ma edizione del Girotonno che si è svolta a Carloforte  (Carbonia-Iglesias) nell’isola di San Pietro martedì 2 giugno. Grazie a questo evento ho avuto la fortuna di conoscere un luogo meraviglioso che si trova nel sud-ovest della Sardegna, Isola di San Pietro e la sua favolosa gente. Girotonno è una manifestazione ricca di eventi bellissimi, c’è la competizione del tonno “Tuna Competition” che è l’evento principale della kermesse gastronomica internazionale poi ci sono concerti di star per ogni gusto e tanti prodotti locali in vendita per le strade di Carloforte con altrettanto divertenti manifestazioni. Ogni anno alla stagione del tonno, Carloforte ospita tantissimi turisti che vengono ad assaporare il tonno appena pescato durante la “Mattanza” perchè il primo tonno della stagione porta fortuna a chi lo assaggia! Ve lo dirò alla  prossima edizione se l’anno mi è andato meglio! Troverete gustosissimi piatti di tonno in ogni ristorante dell’isola. Tutti ottimi, anzi “ottimo” non basta per descrivere il sapore del tonno mangiato in compagnia della bellezza dell’isola! Qui un consiglio soprattutto alle donne per solidarietà femminile: organizzate una vacanza a Carloforte appena potete, tornerete abbronzato,  rilassate e felici di aver conosciuto un posto magnifico, in più dopo tanti piatti di tonno vostra pelle risplendera’ grazie a Omega 3 di primissima qualità! Continuiamo con Girotonno…

IMG_20150612_004555“Tuna Competition” è stata presentata dalla bellissima conduttrice Eliana Chiavetta e simpaticissimo chef/attore Andy Luotto. La giuria tecnica è stata presieduta da Sonia Peronaci, Blogger e fondatrice del sito giallozafferano.it. Ero lusingata di far parte di una giuria di nomi importantissimi della stampa italiana ed estera tra cui: Tetsuro Akanegakubo del quotidiano giapponese Shakira Shimpo, Nicola Dante Basile de Il Sole 24 ore, Francesca Ciancio di Repubblica, Pio D’Emilia per Sky Tg24, Isabella Fantigrossi del Corriere della Sera, Cristina Hoefferer della radio austriaca, Violina Hristova del quotidiano bulgaro 24 Casa,  Carla Icardi di Grande Cucina, Gian Maria Marras della rivista Adesso, Milica Ostojic del quotidiano serbo Novoli,  Elena Postelnicu della radio nazionale rumena, Elena Pouchkarskaia del quotidiano russo Kommersant, Hedvig Von Mentzer beauty editor di Elle, Hans Van Der Lugt del quotidiano olandese Nrc Handelsband, Dea Verna di Oggi e io Selin Sanli per la stampa turca.

C’era divertimento e intrattenimento per tutti, dai più piccoli ai più grandi. Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana come sempre hanno dato spettacolo, nonostante il venticello il pubblico è rimasto fino alle una di notte per ascoltare le sue meravigliose canzoni e battute. Renzo Arbore è un artista molto umile e ha sempre la battuta giusta al momento giusto! Dà spettacolo completo! Ci tornerei altri mille volte ai suoi concerti. Ecco un suo aneddoto: ” A Roma i vigili mi vogliono tanto bene perché non mi multano. Una volta sono passato col rosso con una macchina targata Foggia. Il vigile mi ha fermato e ha chiesto- non ha visto il rosso?- e io gli ho risposto -non ha visto la targa?-“

Fedez la sera dopo ha fatto impazzire soprattutto i giovanissimi, i suoi fan teenager l’hanno aspettato per lunghe ore davanti all’albergo, il rapper invece ha preferito salutare tutti dal palcoscenico.

Altri ospiti di Girotonno erano Francesco De Gregori e Francesco Renga che sono stati accolti con lo stesso calore del pubblico come Arbore e Fedez.

_I2A7827_1Girotonno 2015 è stato vinto dallo chef giapponese Yoshinubo Kurio con la ricetta “Nuta di tonno rosso con salsa yuzu miso” che comprende alghe verde e avocado maturo che risaltano il sapore del tonno mentre lo fanno un piatto ancora più nutriente.

Il riconoscimento “La ricetta più creativa” è andato all’Argentina e “Migliore presentazione” all’Argentina e al Giappone. Devo sottolineare che tutti gli chef erano bravissimi; Gianfranco Pulina e Sandro Cubeddu chef sardi hanno preparato un ottimo piatto di tonno con prodotti locali tra cui cialda di carasau dolce e joddu, Percy Manuel Plaza chef del Perù ha usato peperoncino rosso che io apprezzo molto.

Girotonno 2015 è stato una bellissima esperienza. Mi sono innamorata di tutti i sapori che offre Isola di San Pietro, di sicuro non posso aspettare fino alla prossima edizione del Girotonno per ritornarci! Ci torno prestissimo!

IMG_20150531_194623Poi ho conosciuto un signore, un muratore in pensione, con un viso bellissimo, molto abbronzato, ha due occhi color mare di Sardegna, un azzurro cristallino. Sul viso ha un difetto, ha raccontato che è segnato da un calcio di cavallo quando era bambino. Si vede che gli dispiace mentre lo rammenta perché il sorriso diventa amaro ma poi si riprende subito quando gli dico che per me è più bello così anzi è bellissimo! È puro, dolce, mite come la terra da cui proviene e di cui va tanto fiero! Mi hanno detto che si chiama Sciaman!  Il perché lo scoprirò al mio prossimo viaggio a Carloforte e vi racconterò.

Teatro per tutti: LABAD

Gabriella Del Bianco con gruppi di attori bambini e adolescenti sulla scena

Gabriella Del Bianco con gruppi di attori bambini e adolescenti sul palcoscenico

Se volete tornare bambini per un pò, se volete giocare, se volete allontanarvi da voi stessi per poi ritrovarvi rinnovati, se volete divertirvi  “ il teatro” è l’ambiente ideale per voi. Uno dei corsi di teatro migliori di Firenze è “Labad” e “Labad Ludico” presso “Teatro Sancat” a Firenze.

Ci sono corsi di teatro per adulti sia corso base per acquisire le basi del fare teatro imparando la corretta respirazione, dizione, postura, esplorazione e controllo dello spazio scenico in relazione agli altri, sia corso avanzato che approfondisce a 360° quanto necessario alla professionalità teatrale curando tutti gli aspetti di attore teatrale secondo metodo Orazio Costa.

Ci sono corsi anche per i bambini in base alla fascia d’età sono raggruppati Corso Baby 4-5 anni, Corso Bambini 6-12 anni, Corso Adolescenti 13-16 anni. I corsi terminano con uno spettacolo, completo e curato anche nella scenografia nel Teatro Sancat  sede dei laboratori stessi.

La direzione artistica del Labad è gestita da Gabriella Del Bianco attrice e regista diplomata al Centro Culturale di Teatro di Firenze, vincitrice del “Progetto Donne alla Regia” dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Firenze. Scrive poesie, testi teatrali, cura e dirige spettacoli ed eventi speciali, letture drammatizzate a più voci su tematiche anche di forte impatto, etico, morale, culturale e sociale. Dal 1999 ha fondato e dirige nel Teatro Sancat, i laboratori teatrali adulti e bambini, con i quali ha messo in scena numerosi spettacoli.

Contatti Facebook: Labad Ludico email: sancatcultura@virgilio.it info:055 600048

 

 

 

Ariccia Azienda Cioli Egidio

20150216_132027Come Stampa Estera di recente abbiamo avuto l’opportunità di conoscere altre due eccellenze italiane che vale la pena di raccontare ai nostri lettori. Siamo stati ad Ariccia e Frascati. Ariccia è una delle località più conosciute dei Castelli Romani sia per la rilevanza turistiche delle architetture religiose tra cui anche Santuario di Santa Maria di Galloro sia per la tradizionale porchetta se siete buongustaio  il posto ideale per gustarla è questa piccola e simpatica cittadina.

La porchetta nasce proprio ad Ariccia che i romani chiamavano Porcellum elixum farsilem era già da allora protagonista dei banchetti preparati per ostentare opulenza e potere come testimoniano diversi libri classici che contengono le descrizioni di piatti e tavole imbandite dei patrizi.20150216_121118

Si ipotizza che la prima ricetta della porchetta sia di origine centro italiana precisamente di Ariccia dove si apre la cratere di Vallericcia dove veniva adorata la dea Cerere (divinità del sottosuolo legata alla fertilità della terra) che in seguito allo sviluppo della cultura romana divenne Demetra. All’inizio del XX secolo vennero rinvenute alcune statue che raffiguravano il sacrificio di piccoli maiali (porchette) a Cerere e di grosse scrofe gravide a Maia (dea primaverile e simbolo di fertilità, la quale diede il nome al comunissimo “maiale”). Ariccia fu quindi la sede principale degli allevamenti di porchette sacrificali. Dal 1950 ogni settembre nella Piazza di Corte di Ariccia di festeggia “la Sagra della Porchetta” che oggi si avvale del marchio di Indicazione Geografica Tipica (I.G.P) divenuta la capitale della porchetta e sede dello stabilimento dell’Azienda Cioli Egidio.

Cioli Egidio nasce nel 1917, l’azienda dotata di ogni tecnologia moderna per la produzione e distribuzione della porchetta e altri prodotti suini per ogni singolo prodotto segue la tradizione di allora. Anche se abbiamo insistito Sig.Cioli non ha svelato nulla sulla ricetta della porchetta deliziosa. Abbiamo visitato lo stabilimento di produzione con estrema delicatezza, stabilimento è pulitissimo, tutto viene fatto con estrema cura nei minimi dettagli e i suini selezionati sono di provenienza nazionale e dai loro mangimi alla macellazione tutto controllato e conforme alle normative sanitarie nazionali ed europee. Sig.Cioli ama quello che fa così tanto che ogni notte ritorna nell’azienda a controllare la cottura. Se vedete il marchio Cioli Egidio potete comprarlo con serenità, state facendo un acquisto sicuro, in più gustosissimo! Cioli Egidio produce anche salame ungherese, salame ventricina, salame corallina, salame aquila, salame curvo dolce o piccante, spianata romana, salame milanese, salame artigianale arrotolata, prosciutto crudo di Ariccia con fesa e al pepe sgambato, wurstel di puro suino, lardo di colonnata, lonza di maiale, pancetta tesa affumicata o dolce.

Tutta la gamma di prodotti suini Cioli Egidio sono di ottima qualità e ottimo gusto. Dovete andare ad Ariccia a gustare la porchetta di Ariccia una tradizione enogastronomica italiana che vale la pena di essere riscoperta a pochi chilometri da Roma.

VETRINA.TOSCANA.IT: Presentare il territorio con gusto

20141222_234006VETRINA.TOSCANA.IT: Presentare il territorio con gusto
L’evento più interessante di dicembre è stato “Vetrina Toscana Lab” che mi ha fatto conoscere uno strumento utilissimo per seguire meglio la terra meravigliosa in cui vivo. L’evento si è tenuto alla Fortezza da Basso l’1 dicembre. E’ stata una presentazione ricca di novità, idee e interventi dei personaggi importanti. Alcuni nomi che sono intervenuti nel Convegno: Sara Nocentini, Assessore alla Cultura Commercio e Turismo della Regione Toscana, Marcello Masi, direttore del TG2, Carlo Raspollini, autore e regista televisivo, Paolo Pellegrini, La Nazione, Stefano Tesi, presidente dell’Aset (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana). I nomi importanti del settore del turismo ed enogastronomia insieme ai giornalisti italiani e stranieri hanno parlato di cosa si può fare per far conoscere la Toscana in maniera più adeguata e hanno dimostrato i dettagli del Progetto Vetrina Toscana.
Progetto Vetrina Toscana è un progetto di attività, eventi e comunicazione del gusto e quando si parla del gusto si parla di un’emozione. Un piatto preparato con cura racconta una storia, i singoli ingredienti scelti con cura precisando da dove vengono aggiungono quel sapore di unicità che costituisce un legame tra il territorio e chi lo visita. Le ricette vengono create dalle tradizioni dalle usanze tipiche e dai prodotti offerti dalla natura. Così in questo Paese unico al mondo soprattutto per la sua bellezza naturale e la sua storia ricca d’arte e tradizioni familiari ogni regione offre piatti tipici diversi che sono unici.
La Toscana è una terra forte, ricca di bellezze naturali, spesso fa da scena anche ai film Hollywoodiani, i vip la scelgono per sposarsi, le star mondiali cercano abitazioni anche nei suoi luoghi meno conosciuti. La Toscana sempre attira i turisti, e negli ultimi anni li attira anche per il turismo enogastronomico che comunica i sapori che la appartengono.
E proprio per questo, per comunicare il gusto insieme alla cultura, alla bellezza di questo luogo tanto affascinante, è nato “Vetrina Toscana”, il progetto di Unioncamere Toscana e Regione Toscana. Vetrina Toscana promuove ristoranti e botteghe che utilizzano i prodotti tipici del territorio. Grazie a Vetrina Toscana in questi ultimi anni il turismo regionale è diventato un modello da imitare, un viaggio tra filiera corta dell’enogastronomia, qualità delle produzioni artigianali e territori dal patrimonio storico e culturale unici. Punto di riferimento online del progetto, che vede il coinvolgimento primario delle imprese di ristorazione, è il sito internet realizzato per conto della Regione Toscana in collaborazione con Unioncamere le associazioni di categoria, da Fondazione Sistema Toscana e messo online nel 2013: www.vetrina.toscana.it
Vetrina Toscana ha scelto di promuoversi organizzando eventi che abbiano per protagonisti i prodotti e il territorio dal quale provengono. Degustazioni, rassegne, cene a tema, cene nei musei, spettacoli, festival: dall’inizio dell’attivazione del sito sono stati oltre 480 gli eventi organizzati e ben 220 nel 2014. La forza del progetto sta anche nella sua capacità di fare rete con altre manifestazioni, nelle città capoluogo di provincia come nei piccoli borghi. Tra queste da citare: La Settimana della Cultura Coolt, Boccaccesca, Il Desco, Le Ville Medicee, Arcobaleno d’Estate, Le Notti dell’Archeologia, Food&Book fino ad eventi fuori regione come Casa Sanremo e il Salone del Gusto e Terra Madre di Torino. Una parola a parte merita il progetto sul Pesce Dimenticato per il quale sono stati organizzati 280 eventi coinvolgendo 180 ristoranti, 18 mense, 5 Consorzi e 6 Onlus per 1000kg di pesce consegnato, 11 istituti alberghieri aderenti per 825 alunni coinvolti. Da sottolineare, infatti, l’aspetto formativo del progetto che ha permesso di trasferire cultura con le iniziative nei musei e con vere e proprie lezioni nelle scuole di formazione (214 le ore di docenza svolte)
La comunicazione ha sostenuto il progetto con attività mirate. Dal 2013 sono state 1027 le uscite su carta stampata, 2187 gli articoli online, 2122 servizi tv e 1025 andati in onda in radio. Il tutto per una quantificazione economica pari a 8 milioni di euro.
Il portale www.vetrina.toscana.it è utilissimo per promuovere i ristoranti e i prodotti tipici. Il sito offre tantissimi strumenti agli appassionati del gusto e della cucina toscana, dalle ricette tipiche ai ristoranti dai produttori ai prodotti potete trovare tutto quello che cercate se volete sapere di più sulla Toscana. Io oggi ho provato “Pappa con il pomodoro e olio volterrano”, e per Natale di sicuro prenderò tanti spunti dalle ricette degli antipasti.
Finalmente un portale che fa uscire l’Italia dai soliti spaghetti e pizza, Italia offre molto di più. A me piacciono La ribollita, La panzanella, La minestra di cavolo nero, Pecorino Toscano DOP con Pane Toscano, Il Panforte, Ricciarelli di Siena, Castagnaccio, Olio extravergine d’oliva toscano IGP (è una vera e proprio medicina in cucina e dà il tocco magico finale) e tanti altri piatti fatti con cura con i sapori eccellenti di questa Terra speciale. Vi auguro tutti Buon Natale e Felice Anno Nuovo e vi invito tutti a consultare www.vetrina.toscana.it per conoscere e per far conoscere la nostra Toscana!
Qualche consiglio per i ristoranti toscani:
“Baccarossa” di Firenze
“Pacianca”
Ristorante “Il Capriolo” di Prato
Ristorante “Il Falconiere” di Cortona (Arezzo)
Osteria “Il Ristoro delle Ville di Corsano” (Siena)
Alcuni vini toscani da assolutamente provare:
Bolgheri Bianco 2013, Bolgheri Bianco Doc
Azienda Giorgio Meletti Cavallari di Castagneto Carducci (LI)
Numero 8, Rosso Toscano IGT, Fattoria Castelvecchio di San Casciano Val di Pesa (Firenze)
Chianti Montespertoli DOCG Riserva 2009, Fattoria Corfecciano Urbana Delle Fattorie Parri, Montespertoli (Firenze)
Vallino, Rosso di Toscana IGT, Podere La Regola di Riparbella (Pisa)
Piovano Arlotto, Vin Santo del Chianti DOCG 2000 Tenuta di Morzano di Montespertoli (Firenze)

DOMENICO FINIGUERRA


8mqalsecondo-02-3 (1)La prima volta che ho sentito il nome di Domenico Finiguerra è stata due anni fa a Lecco; un mio amico mi ha detto “Devi assolutamente conoscere il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra, se tutti i politici la pensassero come lui vivremmo in un altro mondo!” Da allora lo seguo sia come politico sia come giornalista de “Il Fatto Quotidiano Online”. Ora cerchiamo di conoscerlo un po’ meglio.

So che Lei è famoso per la difesa dell’ambiente e ha delle idee che quando era sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano in provincia di Milano aveva messo in pratica. Ci può spiegare come si può proteggere il territorio in cui viviamo e se si sarebbero potuti limitare i danni anche in occasione delle recenti tragedie come a Genova?

La prima cosa da fare per difendere l’ambiente, sembra banale dirlo, è smetterla di aggredirlo e consumarlo. Viviamo immersi in un modello economico e culturale in cui si dà per scontato che si debba crescere e svilupparsi, assegnando alla parola sviluppo un significato esclusivamente positivo. Ma in realtà non è così. Anche le malattie si sviluppano, i tumori crescono e portano danni, talvolta irreparabili. Il fenomeno del consumo di territorio, che in Italia avanza al ritmo di 8 mq al secondo, ha di fatto realizzato delle vere e proprie città infinite, conurbazioni, agglomerati urbani che spesso sono invivibili ed anonimi. Il dissesto idrogeologico è una delle conseguenze della cementificazione e fermarla, come abbiamo proposto a Cassinetta di Lugagnano, lanciando la campagna Stop al Consumo di Territorio, è la prima e più importante opera di prevenzione. A Genova, come in altre città e aree geografiche interessate da alluvioni, frane e smottamenti, i danni sarebbero stati sicuramente minori se la politica, invece di progettare colate di cemento, palazzi e autostrade, avesse messo in cima alle priorità la tutela di ciò che abbiamo di più caro: la terra ed i suoi equilibri.

Domenico FiniguerraQuanti comuni in Italia attuano le politiche in difesa del territorio oggi?

Non molti. Però sono sicuramente molti di più rispetto a 15 anni fa. L’azione dell’Associazione Comuni Virtuosi che mette l’opzione cementificazione zero tra le linee da seguire, il Forum Salviamo il Paesaggio e le decine di intellettuali che da molti anni lanciano grida di allarme, hanno aumentato la sensibilità rispetto alla cura e al rispetto del territorio. Però, proprio in questi giorni, è stato approvato il cosiddetto Sblocca Italia, che aprirà ad un vero e proprio banchetto ai danni della terra e delle bellezze italiane: autostrade, trivellazioni, cemento. Tutto venduto agli italiani con la solita frase pubblicitaria: “ci serve per rimettere in moto l’economia”. In realtà si tratterà di veri e propri atti di vandalismo ai danni dei beni comuni.

Ho letto nel suo blog che Lei tiene su ilfattoquotidiano.it dell’idea che Lei ha avuto quando era Sindaco di Cassinetta di Lugagnano il progetto “Matrimoni per la Terra” che ha avuto un grande successo, perché vengono tantissime coppie a sposarsi, a pagamento in qualsiasi ora dalle 09.00 a mezzanotte.  Ci può spiegare da dove deriva il nome di questo progetto?

Abbiamo fatto di Cassinetta la Perla ambientalista del Naviglio Grande. Dal 2002 Cassinetta di Lugagnano è stata al centro di tante battaglie: da quella contro il mostro Tangenziale che vorrebbero far passare ancora oggi a poche centinaia di metri dal Naviglio Grande a quella contro la legge Ammazzaparchi. Da Cassinetta nel 2009 è partita la campagna nazionale Stop al Consumo di Territorio e nel nostro parco De Andre’ nel 2011 è nato il Forum Salviamo il Paesaggio. Con il grande lavoro di recupero della bellezza e del paesaggio coniugato alla spumeggiante e sobria azione dell’assessore alla Cultura Andrea Frassoni, che in dieci anni ha messo insieme centinaia di iniziative a bassissimo costo per il bilancio comunale, Cassinetta si è trasformata in un cuore pulsante per tutto il territorio. Per molti, sposarsi a Cassinetta, era diventata una specie di sigillo di bellezza una certificazione di rispetto per la natura. Così, visto che la scelta di non svendere il territorio comportava difficoltà economiche per il bilancio, ci è venuta l’idea di coniugare l’azione di tutela ai “fiori d’arancio”. Il messaggio era chiaro: chi si sposava a Cassinetta celebrava un matrimonio per la terra e contribuiva a salvare la terra di Cassinetta dal cemento.

A proposito delle unioni civili, volevo chiederle cosa ne pensa dei matrimoni tra gli omosessuali?

Sono favorevole. Credo che l’amore non debba avere argini e che anche dal punto di vista simbolico occorra rimuovere tutti gli ostacoli, culturali e burocratici, che impediscono a tutte le persone di vivere con serenità e libertà, in pace con se stessi e con gli altri, il proprio amore.

Lei continua a diffondere le sue idee anche tramite i libri che ha scritto, ce ne può parlare brevemente?

La mia esperienza di sindaco e di ambientalista mi ha permesso di entrare in contatto con persone, associazioni e comitati eccezionali, con le quali ho condiviso battaglie, pensieri e prospettive. Grazie a tutte queste relazioni ho potuto apprendere moltissimo. I libri che ho scritto sono piccoli strumenti che ho cercato di mettere a disposizione delle stesse battaglie che quotidianamente si combattono in difesa della natura e dei diritti delle persone. Il “Suolo è dei nostri figli” del 2009 racconta, insieme a Chiara Sasso, storica militante NOTAV Valsusina, l’esperienza di Cassinetta di Lugagnano. “8 mq al secondo, salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento” è invece un libro che cercando di usare un linguaggio semplice e divulgativo affronta il tema generale della tutela della bellezza italiana e del saccheggio del territorio ai danni delle comunità. Una specie di invito ad unirsi rivolto a tutte le realtà civiche e ambientaliste per difendere il proprio paese dagli appetiti del partito del cemento.

Secondo Lei che momento è per la politica italiana? Ha una prospettiva positiva?

L’Italia sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. A livello nazionale sta cercando di consolidarsi un sistema che, spacciandosi per innovatore, in realtà sta accentuando i caratteri peggiori del liberismo (a livello economico) e del berlusconismo (a livello culturale). Il tutto condito con atteggiamenti di arroganza e supponenza tipici di chi una volta insediatosi al potere malsopporta ogni dissenso o critica, bollandola come disfattista. Matteo Renzi incarna alla perfezione tutto questo. Al dialogo tra pari, alla concertazione, al dubbio, si preferisce accelerare con l’imposizione di un pensiero unico calato da un leader su una massa di sudditi, considerati buoni solo se applaudono. Un pensiero unico ripetuto a pappagallo dalla sua ristretta cerchia cortigiana che sgomita per accrescere la propria visibilità agli occhi del capo. Una sorta di sistema neofeudale, che si dichiara democratico e partecipativo utilizzando la retorica delle primarie e del giovanilismo forzuto, ma che in realtà è la versione più moderna del leaderismo plebiscitario che fa affidamento sulla memoria corta dei cittadini sempre più consumatori e meno portatori di diritti.

Quanto alla prospettiva positiva, penso che essa potrà nascere solo se la moltitudine di movimenti, cittadini, ambientalisti, associazioni e realtà diffuse e sparpagliate che lottano per la giustizia sociale e per i diritti dei più deboli, riusciranno a trovare finalmente il coraggio di unirsi tutti. Ma proprio tutti. Solo se le migliaia di entità sparse che fondano la propria visione del paese e del pianeta sui medesimi convincimenti supereranno le difficoltà che impediscono la formazione di uno schieramento, di un’alleanza, insomma di una forza politica che sappia diventare un polo attrattore per tutte le energie positive che oggi sono disunite e quindi non riescono ad incidere e lasciando campo libero al Renzismo ed al turboliberismo. La prospettiva positiva la immagino proprio come un magnete che comincia ad attrarre tutti i simili e gli affini di questo paese, coloro che si indignano di fronte alle ingiustizie e al biocidio quotidiano. Un magnete che non risponde a forze nascoste, lobbies o interessi di parte, ma che ha una sua interna e naturale capacità di cambiamento a favore delle intere comunità, della collettività, e soprattutto dei bambini di oggi e di domani.

Dieci passi di Tango

Copertina Dieci Passi di TangoVi piace il tango? Siete appassionati a questa danza della passione? Sapete pure ballarlo? O come me avete sempre sognato di ballare tango… Vorrei introdurvi ad un autore Andrea Sardi. Andrea Sardi è un uomo versatile. Un autore che sa sognare e sa esplorare tutti i meandri dell’anima. Leggere “ Dieci passi di Tango” è come scoprire di saper ballare questo ballo che sempre più in voga in tutto il mondo. Una delle cose più belle che la globalizzazione ci ha regalato, milonghe a Istanbul, milonghe a Milano, milonghe a Berlino… emozioni dappertutto!
Andrea Sardi con il suo ultimo libro “Dieci passi di Tango” riesce a farvi provare le emozioni come se lo ballaste con una musica ritmica sottofondo che vi accompagna durante la lettura. Un libro molto bello e dolce, a tratti vi emoziona; a tratti vi fa fare le domande insieme all’autore che in qualche capitolo esplora la vita, cercando di dare un senso alle nostre azioni e emozioni. “Dieci passi di Tango” è un libro scorrevole di facile e piacevole racconto. Se vi piace la filosofia, se vi piace la poesia, e se vi piace il Tango, ve lo consiglio spassionatamente.
Innanzitutto complimenti! La prima domanda: Perché hai voluto scrivere un libro su tango?
Grazie, Selin, per la tua prima risposta, sentita, connessa alla tua esperienza personale. Alla mia condivisione è seguita la tua. Mi ha molto commosso. Anche questo “è Tango”. Sul tango sono stati scritti molti libri, alcuni utili a comprenderne la storia e lo spirito, altri le tecniche di ballo. “Dieci passi di Tango” non è un libro “sul tango”. E’ un dramma. Di fatto, un tango. Per me, scrivere e dipingere sono percorsi per prendere contatto, esplorare, dare voce, alla parte più profonda di ognuno di noi, lontana dalla razionalità. Quella parte luminosa e tuttavia spesso offuscata dalle paure, penetrata dalle radici dell’inquietudine: la nostra Anima. Anche questo “è Tango”. “Dieci passi di Tango” nasce sotto l’impulso della brusca perdita dei miei ultimi riferimenti. Il dolore di quei momenti prende a risuonare nelle struggenti composizioni di Di Sarli, Pugliese, Piazzolla, accelerando il mio viaggio interiore. Un giorno mi propongono di scrivere un testo di tango, per un concorso. Lo scrivo, senza inviarlo. Da quella poesia (“Per l’Argentina”), da ciò che stavo elaborando in me, nasce “Dieci passi di Tango”. Nella vita, come nel Tango, da un “vuoto”, possono partire molti cammini.
Ci puoi spiegare perché i passi sono dieci?
Perché su una tela dipingo determinati simboli? Perché faccio un certo sogno? Non lo so! A volte sarà l’Altro a svelarmi il segreto. L’arte, se sincera, è condivisione, dove ognuno interpreta, comprende e svela. Alfredo Moffat, psicanalista e psicologo sociale argentino, dice che nel Tango, vi sono quattro “Ruoli”: il Cantore che confida la perdita dell’Amato, l’Amato perduto, la Causa della perdita (la morte, il rivale in amore…), chi accoglie la confessione. L’Amato perduto rappresenta, sublimato nella poesia, lo smarrimento della propria “Anima”. Questa frammentazione è statica e riflette, a livello simbolico, quella interiore dell’Uomo, esasperata dalla perdita dei riferimenti esterni. Un altro psicologo argentino mi ha detto:”Il tuo dramma rispetta, nello spirito, la tradizione. Ed è un passo avanti poiché in esso i quattro “ruoli” si riuniscono. E’ ciò che vogliamo raggiungere in un percorso di crescita individuale” . Vedi Selin, io non ho prefigurato questo aspetto, eppure il mio percorso personale si è trasferito, inconsciamente e con sincerità, nel libro. E può essere condiviso.
Nel libro stai cercando di esplorare diversi sentimenti tramite i passi del tango, uno di questi è l’amore… Cosa ne dici a proposito?
L’amore, verso l’Amato, la Madre, l’amico, il luogo d’origine, è tema centrale del tango, non l’unico. Ma, ascolta con attenzione! Si coglie sempre, nelle parole e nella musica del tango, la vibrante espressione della nostalgia: dolore per una “perdita” o “lontananza”. Le origini del tango spiegano, sotto l’aspetto storico e psico-sociologico, le ragioni della “nostalgia per un altrove idealizzato”, accesa dal presente sconfortante. Il Tango parla anche del nostro quotidiano rapporto con la perdita o lontananza dell’Amato. Così possiamo commuoverci sino alle lacrime ascoltando le parole di “Adios Nonino”, rivivendo la perdita del nostro genitore. Ma sopratutto, oltre questa superficie pure così intensa, il Tango esprime, in modo delicato, invisibile ai più, sentimenti più forti: lo sgomento di fronte al Vuoto esistenziale, la Paura che ne deriva. Un Vuoto così profondo, esasperato dall’assenza di certezze e riferimenti esterni, da portare il Cantore a “fuggire”, con le sue parole, le sue emozioni, verso la nostalgia. Il protagonista di “Dieci passi di Tango”, in modo più consapevole ed esplicito, ad un tratto dice: <… “Dammi un pieno totale che io possa riempire il mio vuoto assoluto, e non sentire così paura!” Un pieno di Amore. Un pieno di paura, anche. Un pieno di dolore, anche. Qualunque pieno, anche una grande pena, per non sentire la mia stessa pena… >. Tuttavia quest’uomo decide di non fuggire dal Vuoto e dalla Paura. Dell’Amore si toccano in “Dieci passi di Tango”, altri aspetti che mettono alla prova la relazione. Tra tutti, lo scontro tra le Personalità. Soprattutto, si iniziano a suggerire, pur attraverso una forma interrogativa, delle risposte.
“Dieci passi di Tango” è un libro molto poetico, vedo che ti piace esprimerti con i versi che compongono delle bellissime poesie.
Nella poesia la parola risalta con maggior pienezza nello spazio lasciato da una struttura sintattica rarefatta. Il significato si amplia nel suono, nella metrica, o in una cadenza, un ritmo, suscita suggestioni nelle assonanze. Così supera la barriera della logica, comunica immediatamente attraverso l’emozione. Ho istintivamente scritto “Dieci passi di Tango” ascoltando costantemente Tango. Così anche la prosa segue quel ritmo, spesso si destruttura. Caduta la separazione prosa-poesia, alcuni versi raccontano, alcune frasi evocano. Logica e intuizione si integrano, si completano, canto e controcanto tra violino e bandoneon.
Si può mai riuscire a spiegare un Tango con le parole?
La musica, le liriche di Tango, suscitano emozioni così forti, così intimamente personali che non si possono spiegare e che al più si può avere la fortuna di condividere nel ballo, o nel canto, o nell’ascolto, con una persona che le senta altrettanto intensamente. Vorrei che la milonga vorrei fosse luogo di sincera accoglienza, di rispetto ed attenzione. Come tra veri amici, anche se non ci si conosce neppure, poiché nella vita siamo comunque compagni di viaggio. Vorrei il ballo fosse rispettoso, accogliente, senza esibizionismo. Il Tango esprime metafore bellissime del vivere: nell’abbraccio ciascuno è in equilibrio sul proprio asse, entrambi ruotano attorno all’asse della coppia. Se uno perdesse il proprio asse e l’altro cercasse di forzarlo, questo peggiorerebbe solo le cose. Per entrambi. Quindi: “Cerca e mantieni il tuo asse, e aspetta che l’Altro ri-trovi il suo”. Non sarebbe opportuno anche nella vita? Mi spiace che si associno al Tango l’eros o la sensualità. Vero, c’è chi vi cerca solo un superficiale elemento di “piacevolezza”. Ma anche questo rappresenta una difficoltà nel gestire il proprio Vuoto. E’ una “fuga”.
Quando vedremo “Dieci passi di Tango” nei teatri?
Appena riesco a trovare un produttore, non facile perché sono uno scrittore sconosciuto tra tanti, e perché alla parola “tango” si associa un mondo di adepti, mentre il Tango si rivolge all’umanità intera: accoglie le sue inquietudini, le sue paure, il suo smarrimento. Lo stesso disagio profondo degli emigranti europei di cento anni fa, che oggi viviamo senza neanche dover attraversare un Oceano. Il Tango è vivo, è “ora”.
Il prossimo progetto?
“Dieci passi di Tango”, suggerisce di accogliere il Vuoto, le “ferite primigenie”. Ciò presuppone il ritorno alle proprie origini: quelle dell’infanzia, dove l’Anima è stata per la prima volta ferita. Piuttosto che verso “l’altrove” il nostro viaggio è verso il “qui” interiore. Fronteggiare il dolore antico anziché seguire ciò che indurrebbe a compiere per compensarlo, non è facile né piacevole. Ma libera l’Anima dalla Paura, dall’inquietudine. Dicono: “Solo le salite portano in alto”. Grazie Selin, per aver accolto il mio sentire.

Il libro è distribuito in formato e-book su tutti gli e-book stores (Apple, Amazon etc.).
In formato cartaceo, SOLO da Feltrinelli. Va ordinato, o sul sito di Feltrinelli, o presso le librerie, perché è un “print on demand”. diecipassiditango@libero.it o a.sardi@libero.it

IL PIU’ AFFASCINANTE DELTA DEL MONDO: DELTA DEL PO

20140708_134405 (2)L’Italia è in assoluto uno dei paesi più belli del mondo se non il più bello! E riesce ancora incuriosirmi con ogni suo centimetro quadro. Vorrei parlarvi di un posto unico in Italia, del Polesine Delta del Po, un territorio che offre tantissime risorse naturali, musei, parchi, prodotti locali biologici e certificati, paesaggi che destano stupore per la loro inspiegabile bellezza.
Gli italiani sanno vivere, qui all’ora di pranzo forse ad eccezione di qualche grande città, si ferma tutto. Perché mangiare è un atto importante, non si mangia con la fretta, bisogna prendere del tempo per farlo. Basando su questo concetto e tante altre cose possiamo convergere sul fatto che in Italia c’è una lentezza. Una lentezza che alcuni ci vengono a provarla qui. Abbiamo inventato slow food, forse per non cadere nella trappola della frenesia odierna che regna un po’ dappertutto nel mondo, forse anche qui stiamo accelerando i ritmi, e ultimamente siamo tutti un po’ più stanchi nella nostra quotidianità forse il motivo di questo è sentire molto spesso le parole che ci turbano a nostra insaputa. Una di queste è “la crisi” (ovviamente quella economica, forse in parte questo in parte cibi avvelenati e geneticamente modificati ci portano ad avere tante altre crisi, quella di mezza età, quella delle coppie, disturbi della salute etc…)
Vorrei spargere la parola in tutto il mondo, nel Polesine Delta del Po la parola “crisi” non esiste! Credetemi è così! Regna una lentezza rassicurante, non quella della pigrizia, anzi la gente del Polesine ama lavorare instancabilmente, la gente del Polesine ama il territorio in cui vive e sa prenderne cura con un unico sentimento: “amore” per il territorio, per il lavoro, per vivere. Il Polesine si trova nel basso Veneto e s’identifica con la provincia di Rovigo, situata tra il basso corso dei fiumi Po e Adige. Il Polesine è, infatti, una terra dove domina l’acqua, che è stato capace nei secoli di forgiare il territorio, creando paesaggi unici e luoghi naturali straordinari. Un territorio ricco di natura, storia, arte e cultura: piccoli centri, ville, palazzi, chiese e musei, ma anche tradizioni e gastronomia.
A Rovigo dappertutto ho visto gente sorridere, non ho sentito nessuno lamentare, ho visto gente orgogliosa di quello che fa (anche perché sa che quello che fa sarà utile a qualcuno).
Gli Italiani e non vi invito tutti a visitare Polesine Delta del Po con tutto il cuore, è un’esperienza che auguro a chiunque! La forza della gente che ci abita si riflette in qualsiasi cosa, gli abitanti hanno saputo a resistere alle diverse alluvioni e hanno tratto il meglio dai disastri avuti, sia gli abitanti sia la terra sono diventati più forti.
Così è nato il “turismo slow” in Veneto, il Po (il fiume più lungo d’Italia) e i trentatré comuni della provincia di Rovigo disposti lungo la sua riva sinistra offrono un vero paradiso per le vacanze. Nel Polesine Delta del Po la vita diventa un’esperienza tutto da gustare, grazie a questo ritmo calmo vi rendete conto di essere vivi, di respirare aria buona, di vedere giardini stupendi disegnati dai gestori di tantissimi agriturismi che ospitano tantissimi fiori di ogni colore, negli agriturismi troverete delle pietanze preparati con i prodotti locali e naturali. Qui il rispetto per la terra è la regola d’arte, quando è così, tutto diventa più salutare. Un tramonto che offre tutti i colori dell’anima nel Polesine veramente non ha prezzo! Un territorio bellissimo sia quando c’è il sole che quando piove. Quando volete staccare la spina divertendovi la destinazione è Polesine Delta del Po!
I prodotti tipici dell’area Delta del Po sono delle vere e proprie eccellenze: Il Riso del Delta del Po IGP, Il Radicchio di Chioggia IGP, l’Aglio Bianco Polesano DOP, Insalata di Lusia e poi il pescato con la Cozza di Scardovari DOP.
Il riso è una meraviglia, a parte essere gustosissimo è anche facilmente digeribile, l’aglio è fantastico assolutamente da provare, l’ insalata di Lusia è talmente buona che non ha bisogno di essere condita (lo giuro), il radicchio di Chioggia è molto speciale e croccante che potrebbe accompagnare tantissimi primi piatti, la cozza di Scardovari è di indescrivibile bontà!
Perché questi prodotti sono così buoni?: Grazie alle qualità del territorio…
Il riso del Delta del Po IGP (ad indicazione geografica protetta) è coltivato nelle risaie del Delta del fiume Po, sui terreni bonificati già dal 1500 dalle antiche famiglie veneziane. Nel tempo la vita delle comunità agricole del Delta era legata alla risaia: il lavoro, i ritmi quotidiani, l’alimentazione, la cultura. Il riso del Delta del Po è quindi frutto del lavoro quotidiano degli agricoltori locali che hanno affinato nel tempo le tecniche colturali e di conservazione rispettosa dell’ambiente naturale. I terreni alluvionali del Delta, naturalmente dotati di elevata fertilità e lambiti dalla costante presenza della brezza marina dell’Adriatico, rendono i chicchi di questo riso esenti da difetti oltre che particolarmente sani e ricchi dal punto di vista nutritivo.
Il Radicchio di Chioggia IGP presenta due tipologie: “precoce” e “tardiva”. Per il tipo precoce, pezzatura a medio-piccola, con un peso da 180 a 400 grammi, con foglie di colore caratteristico dal cremisi all’amaranto, di consistenza croccante e con sapore dolce o leggermente amarognolo; per il tipo tardivo, pezzatura medio-grande, grumolo molto compatto con peso compreso tra 200 e 450 grammi, con foglie di amaranto carico, di consistenza mediamente croccante e con sapore amarognolo.
L’Aglio Bianco Polesano DOP è un ingrediente ideale per esaltare il gusto di molti piatti, come zuppe, sughi o stufati, spaghetti all’aglio, olio e peperoncino (visto che sono turca, qui vorrei condividere un’usanza tipica turca: aglio con yogurt naturale come condimento per verdure fritte insieme all’olio di oliva con peperoni, provatelo non ve lo pentirete, prometto!). Responsabili della qualità eccelsa dell’Aglio Bianco Polesano DOP sono la tipologia dei terreni e le condizioni climatiche tipicamente temperato-asciutte che caratterizzano l’area geografica del Polesine. I suoli sono di medio impasto, argillosi, ben drenati, porosi e particolarmente fertili, grazie alla presenza dei fiumi Po e Adige che ne corso dei secoli hanno visto più volte alluvionato la pianura. Anche la composizione mineralogica di questi terreni gioca un ruolo determinante: il calcio e il magnesio contribuiscono a migliorare la qualità dei bulbi, mentre l’elevato contenuto di fosforo e potassio è responsabile del tipico colore bianco e della buona conservabilità del prodotto. Il vero pregio dell’Aglio Bianco Polesano DOP deriva anche dalle tradizioni e dalla storia del territorio: il fattore “umano” e in particolare la capacità trasmessa di generazione in generazione di saper coltivarlo.
L’insalata di Lusia IGP è riconducibile alle lattughe appartenenti alle varietà Cappuccia e Gentile. Le prime coltivazioni di insalata a Lusia risalgono al 1836. Le proprietà del terreno garantiscono q questo prodotto le caratteristiche organolettiche, di gusto e croccantezza che lo contraddistinguono rispetto ai prodotti di altre zone. L’insalata di Lusia IGP contiene vitamine A e C, calcio e ferro, è ricca di acido folico, di fibre ed è conosciuta per le sue proprietà rinfrescanti e depurative. La falda superficiale di Lusia permette disponibilità di acqua durante tutto l’anno; ciò consente la presenza del prodotto in tutte le stagioni con caratteristiche come la freschezza e la turgidità, anche dopo alcuni giorni della raccolta, che lo rendono tipico della zona di produzione. Inoltre i sali minerali presenti nel terreno conferiscono al prodotto una sapidità particolare tale da renderne possibile il consumo senza alcuna aggiunta di sale.
La Cozza di Scardovari è prodotta con allevamenti sui pali all’interno di un’area di dodici ettari data in concessione all’interno della Sacca degli Scardovari, vasto specchio d’acqua compreso tra le foci del Po di Gnocca e del Po delle Tolle. Si tratta di un ambiente lagunare di transizione, dove la mitilicoltura viene praticata dalla dine degli anni 60’, raggiungendo oggi elevati livelli di produttività, grazie alla concomitanza di fattori ambientali che rendono quest’area particolarmente idonea a questa attività. In mare aperto, al largo delle zone di Rosolina e Scardovari, viene allevata su un’estensione complessiva di 1600 ettari, in impianti galleggianti (off-shore) con sistemi di allevamento in sospensione (long-line). Si tratta di un alimento ad alto valore nutritivo, ricco di proteine e di acidi grassi polinsaturi, importanti della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Garantisce inoltre un buon apporto di sali minerali, in particolare sodio, potassio e fosforo e di vitamine. La peculiarità dell’ambiente delle lagune del Delta del Po conferisce alla cozza di Scardovari una qualità notevolmente superiore, e un sapore molto delicato. Ne è consigliato il consumo nel periodo che va da aprile a settembre.
I sapori dell’area Delta del Po sono tutti veramente unici e indimenticabili. Detto questo vorrei sottolineare alcuni posti da assolutamente vedere almeno una volta nella vita: Villa Badoer nel piccolo centro polesano di Fratta Polesine, una delle ville più prestigiose del Veneto, è la prima villa in cui il grande architetto vicentino Andrea Palladio, uno dei massimi architetti italiani del ‘500, utilizzò pienamente un pronao con frontone in facciata, è l’unica realizzata in territorio polesano; è stata inserita insieme alle altre ville palladiane del Veneto, nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. La villa fu decorata, e lo ricorda il Palladio stesso in uno dei suoi libri, dal Giallo Fiorentino che vi dipinse, nel pronao e negli interni fantasiose grottesche recuperate durante i lavori di restauro compiuti dall’Istituto Regionale per le Ville Venete. Nella parte Barchesse di Villa Badoer si trova Museo Archeologico Nazionale.
A Rovigo vale la pena invece visitare il Tempio della Beata Vergine del Soccorso detto “la Rotonda”, edificio religioso peculiare per la sua forma architettonica a pianta ottagonale.
Il “Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare” di Bergantino a Rovigo è un posto meraviglioso, divertentissimo interessantissimo! Lo devono vedere tutti i bambini e grandi! E’ un centro di ricerca e documentazione unico nel suo genere in Italia, che si occupa del complesso e variegato mondo dello spettacolo popolare di piazza: dalla Fiera mercantile al Parco divertimenti dell’Ottocento con i suoi tradizionali spettacoli itineranti (il Teatro delle maschere, dei burattini e delle marionette, il circo, il cinematografo ambulante, le prime giostre dalle origini rituali), fino al Luna Park ipertecnologico di oggi con le sue vertiginose attrazioni. Il Museo racconta la Storia della Fiera, vista come grande contenitore di giochi e spettacoli dalle origini antiche in maniera super divertente che ne riparleremo prossimamente di certo.
Un altro tra i più importanti e interessantissimi musei dell’area Polesine Adige è Il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, è rivolto alla valorizzazione e divulgazione del patrimonio archeologico, etnografico, culturale e ambientale della terra polesana, profondamente segnata nel suo profilo geografico e nel suo sviluppo storico dal due maggiori fiumi italiani, il Po e l’Adige, ed è caratterizzata dal Delta del Po. La sede è un ex Monastero Olivetano di San Bartolomeo di una bellezza mozzafiato. Il percorso del Museo dei Grandi Fiumi comprende: L’età del Bronzo con panoramiche storiche, culturali e commerciali dell’Europa protostorica; L’età del Ferro esamina il vivace processo sociale ed economico dei secoli VI e V a. C; l’età Romana presenta il quadro dell’antropizzazione del Polesine durante l’epoca romana, tra il II sec a.C e II sec. d.C. illustrando la graduale espansione dell’Impero e l’esportazione nei territori conquistati dei modelli culturali, sociali ed economici dell’Urbe; Il Medioevo il viaggio nella storia prosegue con i 1200 anni del Medioevo. Ricostruzioni e audiovisivi ridanno vita alle testimonianze archeologiche del Polesine dall’età tardoantica agli inizi del XV secolo, mettendo in luce l’importanza strategica di questo territorio conteso e valorizzando reperti importanti e rari quali i preziosi gioielli appartenuti alla nobildonna ostrogota nota agli studiosi come la Dama di Chiunsano. Da assolutamente visitare anche per scoprire che imparare la storia può essere facile, interessante e divertentissimo per tutti!
Nel Polesine la cultura, la storia e le tradizioni sono sparse ovunque! Gli itinerari, per chi cerca una vacanza attiva: a piedi, in bicicletta, in barca e a cavallo , sono tantissimi… Polesine è pieno di percorsi ciclo pedonali, ippovie, percorsi nautici tutto pensato per gli amanti dei ritmi slow e della ruralità, tra un po’ arriva anche un’applicazione per smart phone in cui sarà possibile scaricare tutti gli itinerari, meglio di così! C’è solo l’imbarazzo della scelta: con tranquillità, senza fretta, lungo gli argini del Po, tra le ampie golene, come quella di Panarella o di Cà Pisani, insieme alle tante sparse nei comuni dell’area Delta Po, nei percorsi immersi nel verde, tra piccolo borghi, valli da pesca e campagne sconfinate, tra le dune fossili (sono l’antico confine tra la terra e il mare, prima che il Po, trasportando i detriti verso la foce, creasse le attuali terre deltizie spostando più avanti la linea di costa, sono SIC-Siti di Importanza Comunitaria) è possibile respirare tutta questa atmosfera magica che questo territorio sa esprimere. Un’emozione in più? Programmare un’escursione anche notturna allora la suggestione diventa una vera magia.
Nel Polesine Delta del Po troverete tantissime offerte di agriturismi in cui regna un’ospitalità calda, gentile e di alta qualità, con ricchissimi servizi e comfort, tutti immersi nel verde in ambienti familiari. Chi gestisce gli agriturismi della zona, che spesso sonno ville padronali di nobili veneziani ristrutturate, alcuni dei quali dotati di piscina e spa, sono spesso aziende produttrici in cui potete anche fare degli acquisti dei prodotti locali. Quasi tutti noleggiano biciclette e cavalli organizzando anche delle escursioni. Vi consiglio vivamente Tenuta Castel Venezze, un edificio del XVI secolo, ristrutturato finemente con eleganti camere e appartamenti, offre una colazione e cena ricca di prodotti locali e buonissimi, ed è facilmente raggiungibile da tutte le vie principali del Veneto. L’ Agriturismo Corte Carezzabella è un altro posto da valutare assolutamente, soprattutto se vi piace nuotare in piscina gustando anche il verde attorno. Agriturismo Millefiori Corte delle Rose è un altro agriturismo stupendo, a gestione familiare, curato nei minimi dettagli vi sentirete a casa, il cuoco è eccezionale! Se volete mangiare pesce, o meglio assaggiare le cozze di Scardovari nel Polesine c’è un ristorante di pesce che dovete provare, sono sicura ci tornerete anche un’altra volta! Si chiama Ristorante Marina 70, una vera perla della zona, le cozze e spaghetti alle vongole non sono solo ottimi ma di più!!
Se volete dormire in un albergo, vi segnalo Isola di Albarella, che a mio avviso ha tantissime somiglianze con Florida degli Stati Uniti, un’isola in cui potete fare tantissimi sport, soprattutto tennis, golf ed equitazione ma anche approfittare dalle spiagge private. Nell’Isola di Albarella si respira solo aria buona perché l’uso delle macchine è vietato. Qui ci sono diversi alberghi e case vacanze da affittare. Per una vacanza diversa è veramente molto interessante. Hotel Capo Nord è uno degli alberghi molto belli che posso consigliarvi nell’Isola di Albarella-Rosolina.
Nel Polesine c’è una fauna che comprende più di 400 specie diverse, tra mammiferi, rettili, anfibi e pesci e con circa 380 specie di uccelli, un vero e proprio paradiso per gli amanti del birdwatching! Fate come me andate a conoscere questa terra speciale per scoprirla e assaporarla soprattutto per tornare a trovare il vostro equilibrio con la natura, riposandovi e divertendovi!