Ankara

VENEZIA RACCONTATA DA UN ARTISTA TURCO-VENEDIK’I TURK SANATCININ ESERLERIYLE TANIYACAKSINIZ 1

cagataygokmensergiSe siete in Turchia da 20 marzo 2014 potrete ammirare Venezia tramite le opere dell’artista Cagatay Gokmen. Gokmen è un pittore che con le sue opere comincia a far parlare di sé anche all’estero. Gokmen riesce a mescolare le sue due identità; quella di giornalista e artista. Gokmen è uno dei più importanti anchorman della TV nazionle TRT. Ecco la mostra di Gokmen spiegata dall‘Ambasciatore d’Italia ad Ankara Gianpaolo Scarante. Venedik’i tanimak ve Venedik’in guzelliklerini kesfetmek isterseniz hepiniz son yillarda adini sanatci kimligi ile yurt disinda da duyurmaya baslamis olan, yetenegini kultur ve gazeteci-arastirmaci kisiligiyle birlestirmeyi basarmis TRT Spikeri ve ressam Cagatay Gokmen’in 20 Mart 2014 tarihinde acilacak resim sergisine davetlisiniz. Italya’nin Ankara Buyukelcisi Gianpaolo Scarante sanatci Gokmen’in yeni sergisini su sozlerle yorumladi: “Sono molto lieto di vedere realizzata, per la seconda volta, una mostra di pittura di Cagatay Gokmen all‘Istituto Italiano di Cultura di Ankara, dopo la prima esposizione del 2007. In quanto veneziano, mi sento particolarmente legato al tema di questi dipinti, “Venezia e le sue porte”, che trovo di grande interesse per il suo significato simbolico. A differenza di tante città antiche, Venezia non è mai stata cinta da mura. È, anzi, la città aperta per definizione, offerta all’acqua e protesa nel Mediterraneo. Venezia è essa stessa una porta: la porta aperta dell’Italia su questo nostro splendido mare. Ed è stato attraverso questa porta che Italia e Turchia sono venute in contatto, si sono conosciute ed è nata la forte amicizia che ancora oggi lega i nostri due popoli. Cagatay Gokmen è un caro amico dell’Italia ed un artista che ha saputo raccontare molto bene il nostro Paese. A lui ed agli organizzatori della mostra va il mio sentito ringraziamento per averci regalato un coloratissimo viaggio alla scoperta di Venezia. Sono molto lieto di vedere realizzata, per la seconda volta, una mostra di pittura di Cagatay Gokmen all’Istituto Italiano di Cultura di Ankara, dopo la prima esposizione del 2007. In quanto veneziano, mi sento particolarmente legato al tema di questi dipinti, “Venezia e le sue porte”, che trovo di grande interesse per il suo significato simbolico. A differenza di tante città antiche, Venezia non è mai stata cinta da mura. È, anzi, la città aperta per definizione, offerta all’acqua e protesa nel Mediterraneo. Venezia è essa stessa una porta: la porta aperta dell’Italia su questo nostro splendido mare. Ed è stato attraverso questa porta che Italia e Turchia sono venute in contatto, si sono conosciute ed è nata la forte amicizia che ancora oggi lega i nostri due popoli. Cagatay Gokmen è un caro amico dell’Italia ed un artista che ha saputo raccontare molto bene il nostro Paese. A lui ed agli organizzatori della mostra va il mio sentito ringraziamento per averci regalato un coloratissimo viaggio alla scoperta di Venezia.

 2007 yılında ilki düzenlenen Çağatay Gökmen’in resim sergisinin, ikinci kez Ankara İtalyan Kültür Merkezi’nde gerçekleştirilmesinden dolayı çok memnun olduğumu ifade ederim. Bir Venedikli olarak, sembolik anlamı açısından da önemli bulduğum ‘Venedik ve kapıları’ temalı bu resimlere karşı büyük bir ilgi duyduğumu belirtmek isterim. Tarihi birçok şehrin aksine, Venedik hiçbir zaman surlarla çevrilmemiştir. Bilakis, Venedik’i özel kılan, suyla nefes alıp vermesi ve Akdenize uzanan açık bir şehir olmasıdır. Venedik, başlı başına bir kapıdır; muhteşem denizimizin üzerinde yer alan İtalya’nın açık kapısıdır adeta. Ve bu kapı vasıtasıyla İtalya ile Türkiye arasındaki bağlantılar kurulmuş, böylelikle her iki ülke birbirini tanımış ve iki toplumu halen birbirine bağlayan güçlü dostluğun temelleri de burada atılmıstır. İtalya’nın değerli dostu olan Çağatay Gökmen, ülkemizi en iyi şekilde anlatan bir sanatçıdır. Kendisine ve serginin organizasyonunda emeği geçen herkese Venedik’i keşfetmeye yönelik bu renkli yolculuğu bizlere yaşattıkları için teşekkürlerimi sunarım.”

ATTENTATO ANKARA/ Selin Sanli (tv turca): a chi giova colpire gli Usa per spaventare Erdogan?

tratto da ilsussidiario.net

Ankara. Il quartiere di Cankaya della capitale turca torna a vivere la paura del terrorismo. In un paese che convive con gli attentati ormai da decenni, la paura per questi atti è comunque sempre qualcosa che spiazza e getta nell’ansia la popolazione. Così descrive a ilsussidiario.net la situazione ad Ankara la corrispondente della televisione turca Selin Sanli, poche ore dopo l’attentato kamikaze che ha provocato la morte dello stesso attentatore e di un addetto alla sicurezza dell’ambasciata americana, ma di nazionalità turca. Il quartiere di Cankaya aveva vissuto un’analoga esperienza il 20 settembre 2011, quando un altro attentato terroristico aveva ucciso tre persone nei pressi di alcuni uffici amministrativi governativi.

Allora non era mai stato chiarito chi fosse dietro l’esplosione, ma, come ci dice Sanli, “in Turchia da anni esistono numerose realtà che possono mettere in atto attentati terroristici, dagli anarchici all’estrema sinistra, dai separatisti curdi ai fondamentalisti islamici fino a membri di Al Qaeda”. Oggi si aggiungono nuovi pericoli, tra cui al momento i principali sospettati: “Diversi esponenti del governo sospettano di ambienti vicini al regime di Assad, i cosiddetti patrioti siriani”. Il principale motivo di questi sospetti, aggiunge, “è dato dall’arrivo di batterie di missili Patriot che unità americane presenti nel nostro paese devono predisporre vicino al confine con la Siria, per prevenire un probabile attacco siriano alla Turchia, cosa che dall’inizio della crisi siriana è già stato sfiorato diverse volte”. Il governo di Erdogan infatti si è schierato da subito con i ribelli siriani, minacciando più volte il regime di Assad di un possibile intervento armato al loro fianco. 

Ma resta il fatto che l’attentato di ieri è stato messo a punto nei pressi dell’ambasciata americana ad Ankara: “Certamente questo è un aspetto che nelle indagini in corso prende un ruolo di primo piano. La lista degli attentati contro le ambasciate americane in tutto il mondo, ma soprattutto nei paesi islamici, è purtroppo lunga per cui si studia anche la pista che porta ad Al Qaeda, anche se non è quella maggiormente battuta. C’è poi da tenere conto di un fatto importante: alla fine di febbraio il segretario di Stato americano John Kerry sarà in visita proprio in Turchia. Tra i vari incontri che terrà nel nostro paese è previsto anche un incontro con i leader dell’opposizione, quelli del partito repubblicano del popolo e del movimento nazionalista. Questo fatto potrebbe non essere stato visto bene da esponenti nazionalisti della stessa Turchia”. 

Selin Sanli spiega che immediatamente dopo l’attentato, i rappresentanti turchi e quelli americani hanno rinnovato il proprio impegno reciproco come alleati e nella lotta al terrorismo, una alleanza che qualunque sia il motivo dell’attentato non viene incrinata per nulla dall’episodio stesso.

Ma ovviamente, ci spiega Sanli, “il livello d’allarme è adesso massimo in tutte le ambasciate americane in tutto il mondo, così come l’allarme è massimo per tutte le ambasciate dei paesi occidentali ad Ankara. Nel passato recente ad Ankara si erano già verificati due attentati rispettivamente contro l’ambasciatore inglese e quello americano. Nel 2008 poi tre appartenenti al consolato americano vennero uccisi a colpi di arma da fuoco fuori del consolato stesso, a Istanbul, da parte di persone che si ritiene facessero parte di Al Qaeda”.

Ora la zona in cui è avvenuto l’attentato è controllata in modo capillare, essendo il quartiere della capitale turca dove si trovano le ambasciate ma anche gli uffici governativi: “Tutte i filmati delle videocamere che erano nella zona stanno venendo esaminati per scoprire dettagli importanti e capire come è stato organizzato l’attentato. Ci si aspetta sviluppi positivi”.