Domenico Finiguerra

DOMENICO FINIGUERRA


8mqalsecondo-02-3 (1)La prima volta che ho sentito il nome di Domenico Finiguerra è stata due anni fa a Lecco; un mio amico mi ha detto “Devi assolutamente conoscere il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra, se tutti i politici la pensassero come lui vivremmo in un altro mondo!” Da allora lo seguo sia come politico sia come giornalista de “Il Fatto Quotidiano Online”. Ora cerchiamo di conoscerlo un po’ meglio.

So che Lei è famoso per la difesa dell’ambiente e ha delle idee che quando era sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano in provincia di Milano aveva messo in pratica. Ci può spiegare come si può proteggere il territorio in cui viviamo e se si sarebbero potuti limitare i danni anche in occasione delle recenti tragedie come a Genova?

La prima cosa da fare per difendere l’ambiente, sembra banale dirlo, è smetterla di aggredirlo e consumarlo. Viviamo immersi in un modello economico e culturale in cui si dà per scontato che si debba crescere e svilupparsi, assegnando alla parola sviluppo un significato esclusivamente positivo. Ma in realtà non è così. Anche le malattie si sviluppano, i tumori crescono e portano danni, talvolta irreparabili. Il fenomeno del consumo di territorio, che in Italia avanza al ritmo di 8 mq al secondo, ha di fatto realizzato delle vere e proprie città infinite, conurbazioni, agglomerati urbani che spesso sono invivibili ed anonimi. Il dissesto idrogeologico è una delle conseguenze della cementificazione e fermarla, come abbiamo proposto a Cassinetta di Lugagnano, lanciando la campagna Stop al Consumo di Territorio, è la prima e più importante opera di prevenzione. A Genova, come in altre città e aree geografiche interessate da alluvioni, frane e smottamenti, i danni sarebbero stati sicuramente minori se la politica, invece di progettare colate di cemento, palazzi e autostrade, avesse messo in cima alle priorità la tutela di ciò che abbiamo di più caro: la terra ed i suoi equilibri.

Domenico FiniguerraQuanti comuni in Italia attuano le politiche in difesa del territorio oggi?

Non molti. Però sono sicuramente molti di più rispetto a 15 anni fa. L’azione dell’Associazione Comuni Virtuosi che mette l’opzione cementificazione zero tra le linee da seguire, il Forum Salviamo il Paesaggio e le decine di intellettuali che da molti anni lanciano grida di allarme, hanno aumentato la sensibilità rispetto alla cura e al rispetto del territorio. Però, proprio in questi giorni, è stato approvato il cosiddetto Sblocca Italia, che aprirà ad un vero e proprio banchetto ai danni della terra e delle bellezze italiane: autostrade, trivellazioni, cemento. Tutto venduto agli italiani con la solita frase pubblicitaria: “ci serve per rimettere in moto l’economia”. In realtà si tratterà di veri e propri atti di vandalismo ai danni dei beni comuni.

Ho letto nel suo blog che Lei tiene su ilfattoquotidiano.it dell’idea che Lei ha avuto quando era Sindaco di Cassinetta di Lugagnano il progetto “Matrimoni per la Terra” che ha avuto un grande successo, perché vengono tantissime coppie a sposarsi, a pagamento in qualsiasi ora dalle 09.00 a mezzanotte.  Ci può spiegare da dove deriva il nome di questo progetto?

Abbiamo fatto di Cassinetta la Perla ambientalista del Naviglio Grande. Dal 2002 Cassinetta di Lugagnano è stata al centro di tante battaglie: da quella contro il mostro Tangenziale che vorrebbero far passare ancora oggi a poche centinaia di metri dal Naviglio Grande a quella contro la legge Ammazzaparchi. Da Cassinetta nel 2009 è partita la campagna nazionale Stop al Consumo di Territorio e nel nostro parco De Andre’ nel 2011 è nato il Forum Salviamo il Paesaggio. Con il grande lavoro di recupero della bellezza e del paesaggio coniugato alla spumeggiante e sobria azione dell’assessore alla Cultura Andrea Frassoni, che in dieci anni ha messo insieme centinaia di iniziative a bassissimo costo per il bilancio comunale, Cassinetta si è trasformata in un cuore pulsante per tutto il territorio. Per molti, sposarsi a Cassinetta, era diventata una specie di sigillo di bellezza una certificazione di rispetto per la natura. Così, visto che la scelta di non svendere il territorio comportava difficoltà economiche per il bilancio, ci è venuta l’idea di coniugare l’azione di tutela ai “fiori d’arancio”. Il messaggio era chiaro: chi si sposava a Cassinetta celebrava un matrimonio per la terra e contribuiva a salvare la terra di Cassinetta dal cemento.

A proposito delle unioni civili, volevo chiederle cosa ne pensa dei matrimoni tra gli omosessuali?

Sono favorevole. Credo che l’amore non debba avere argini e che anche dal punto di vista simbolico occorra rimuovere tutti gli ostacoli, culturali e burocratici, che impediscono a tutte le persone di vivere con serenità e libertà, in pace con se stessi e con gli altri, il proprio amore.

Lei continua a diffondere le sue idee anche tramite i libri che ha scritto, ce ne può parlare brevemente?

La mia esperienza di sindaco e di ambientalista mi ha permesso di entrare in contatto con persone, associazioni e comitati eccezionali, con le quali ho condiviso battaglie, pensieri e prospettive. Grazie a tutte queste relazioni ho potuto apprendere moltissimo. I libri che ho scritto sono piccoli strumenti che ho cercato di mettere a disposizione delle stesse battaglie che quotidianamente si combattono in difesa della natura e dei diritti delle persone. Il “Suolo è dei nostri figli” del 2009 racconta, insieme a Chiara Sasso, storica militante NOTAV Valsusina, l’esperienza di Cassinetta di Lugagnano. “8 mq al secondo, salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento” è invece un libro che cercando di usare un linguaggio semplice e divulgativo affronta il tema generale della tutela della bellezza italiana e del saccheggio del territorio ai danni delle comunità. Una specie di invito ad unirsi rivolto a tutte le realtà civiche e ambientaliste per difendere il proprio paese dagli appetiti del partito del cemento.

Secondo Lei che momento è per la politica italiana? Ha una prospettiva positiva?

L’Italia sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. A livello nazionale sta cercando di consolidarsi un sistema che, spacciandosi per innovatore, in realtà sta accentuando i caratteri peggiori del liberismo (a livello economico) e del berlusconismo (a livello culturale). Il tutto condito con atteggiamenti di arroganza e supponenza tipici di chi una volta insediatosi al potere malsopporta ogni dissenso o critica, bollandola come disfattista. Matteo Renzi incarna alla perfezione tutto questo. Al dialogo tra pari, alla concertazione, al dubbio, si preferisce accelerare con l’imposizione di un pensiero unico calato da un leader su una massa di sudditi, considerati buoni solo se applaudono. Un pensiero unico ripetuto a pappagallo dalla sua ristretta cerchia cortigiana che sgomita per accrescere la propria visibilità agli occhi del capo. Una sorta di sistema neofeudale, che si dichiara democratico e partecipativo utilizzando la retorica delle primarie e del giovanilismo forzuto, ma che in realtà è la versione più moderna del leaderismo plebiscitario che fa affidamento sulla memoria corta dei cittadini sempre più consumatori e meno portatori di diritti.

Quanto alla prospettiva positiva, penso che essa potrà nascere solo se la moltitudine di movimenti, cittadini, ambientalisti, associazioni e realtà diffuse e sparpagliate che lottano per la giustizia sociale e per i diritti dei più deboli, riusciranno a trovare finalmente il coraggio di unirsi tutti. Ma proprio tutti. Solo se le migliaia di entità sparse che fondano la propria visione del paese e del pianeta sui medesimi convincimenti supereranno le difficoltà che impediscono la formazione di uno schieramento, di un’alleanza, insomma di una forza politica che sappia diventare un polo attrattore per tutte le energie positive che oggi sono disunite e quindi non riescono ad incidere e lasciando campo libero al Renzismo ed al turboliberismo. La prospettiva positiva la immagino proprio come un magnete che comincia ad attrarre tutti i simili e gli affini di questo paese, coloro che si indignano di fronte alle ingiustizie e al biocidio quotidiano. Un magnete che non risponde a forze nascoste, lobbies o interessi di parte, ma che ha una sua interna e naturale capacità di cambiamento a favore delle intere comunità, della collettività, e soprattutto dei bambini di oggi e di domani.

L’AIA E CASSINETTA DI LUGAGNANO

 

 

Dross nel giardino dell'Aia prima di cominciare alla partita del calcio

Dross nel giardino dell’Aia prima di cominciare alla partita del calcio

Milano è una delle città più affascinanti d’Italia, si sa! La notizia è un’altra, devo dirvi che ci sono tanti altri posti che potete gustare intorno a questa città attraente. Se avete intenzione di vedere Milano o ci andrete per forza a vedere tanto discusso e atteso Expo 2015 (come si fa a non passare! Bisogna vedere il prodotto finale!) vi consiglio spassionatamente di andare un po’ fuori Milano.

 

Cassinetta bella

Cassinetta di Lugagnano

Ho avuto la fortuna di conoscere una piccola cittadina stupenda in provincia di Milano che si chiama Cassinetta di Lugagnano nel cuore del Parco del Ticino (a 25 km da Milano, facilmente raggiungibile in treno o in macchina), famosa per essere uno dei Comuni Virtuosi perché difende l’ambiente rispettando la natura, cementificazione zero, recupero e riqualificazione delle aree dismesse, bioedilizia compatibile con ambiente. Si è parlato molto di Cassinetta di Lugagnano negli ultimi anni sui media, grazie anche al grande lavoro svolto dall’ex sindaco Domenico Finiguerra, un borgo molto ben organizzato situato in riva al Naviglio Grande, immerso nel verde che dopo aver respirato per due giorni quell’aria talmente pulita e fresca ero pronta a correre una maratona! Cassinetta di Lugagnano possiede anche un ristorante di alto livello in cui molti politici si recano per discutere questioni importanti (si suppone). Tutti si ricordano ancora della visita di Berlusconi nel 2006 che era arrivato in elicottero parcheggiandolo nella piazza principale del paese. Lungo il fiume ci sono diverse dimore storiche seicentesche settecentesche appartenenti alle famiglie abbienti che da secoli abitano a Cassinetta di Lugagnano, una di queste, Villa Negri in cui risiedono discendenti della storica Famiglia Negri, oggi viene utilizzata per le cerimonie di matrimoni sia civili che religiose ed eventi meeting aziendali e feste private. Villa Negri è dotata di un grande parco e di numerose sale, che ospitano anche i dipinti degli antenati della famiglia.
Sempre lungo il fiume ho scoperto un Agriturismo altrettanto affascinante quanto Cassinetta di Lugagnano che si chiama l’AIA gestito dai signori Anna Baroni e Massimiliano Radice con l’aiuto del figlio Enea. La cascina è uno storico casale di campagna, con edifici del 1550-1700, che Anna, Massimiliano ed Enea hanno deciso di recuperare per creare un sistema agricolo che operasse nel totale rispetto dell’equilibrio ambientale, il più possibile ecologico. Anche per questo hanno aderito al progetto WWF “Fattorie del Panda”. La superficie aziendale è di circa dieci ettari, dove vengono coltivati secondo il metodo biologico cereali, ortaggi e frutti, privilegiando antiche varietà arboree con nespoli comuni, cotogni, ponciri e azzeruoli. Inoltre, a ridosso della cascina, Anna segue “L’orto dei semplici” con una raccolta di piante officinali ed un orto sinergico in fase sperimentale. L’Aia ha cinque stanze ben curate con tv e bagno, nel prezzo di alloggio è inclusa anche la colazione preparata da Anna con i prodotti locali, biologici e naturali. Tutte queste qualità fanno sì che un semplice biscotto diventi una parte molto importante di una sinfonia indimenticabile! Il biscotto fatto da Anna è davvero favoloso, morbido e leggero grazie alla farina integrale biologica prodotta dall’azienda.
Dal 2007 l’azienda ha aderito al progetto “Fioriture campestri nelle aree coltivate a cereali” reintroducendo i fiordalisi, oltre ai papaveri e camomille già presenti nei campi di grano.
In ottobre 2012, aderendo all’iniziativa della “Filiera del pane” del DESR, sono stati seminati sperimentalmente undici grani antichi di frumento, con la partecipazione dell’AIA e della facoltà Agraria di Milano. Si tratta di cultivar risalenti all’inizio del 900, provenienti dalle selezioni agronomi Todaro e Strampelli, che selezionarono i principali grani diffusi in tutto il mondo rurale del tempo. Questi grani sono caratterizzati da un glutine debole e quindi più facilmente digeribile. Sono a taglia alta (140-170 cm), non tollerano i terreni troppo ricchi di azoto, coprono bene il campo riducendo il problema delle erbe infestanti, sono rustici e danno dei risultati accettabili anche in terreni poco adatti, il che li rende adatti a un metodo di coltivazione biologico.
I prodotti dell’azienda in vendita allo spaccio sono:
Cereali biologici, farine (di grane tenero, integrali o semintegrali, di mais, integrale degli “11 grani antichi”, frutta e verdura di stagione (che secondo me con tutte le malattie che siamo circondati, sarebbe il momento di optare per la frutta di stagione come facevamo una volta, ed eravamo tutti più sani), erbe aromatiche, officinali e spontanee (menta, origano, melissa, malva, perilla, pepe dei monaci, rosmarino, limoncina, nepetella, salvia, lavanda, etc.…) tisane raccolte a mano ed essiccate lentamente.
Dopo la colazione se avete voglia di fare lo sport vi aspetta Dross! E’ un border collier (il cane di Fiorello nella pubblicità) dolcissimo, amante di sport e gioco che vi fa compagnia se lo gradite durante la vostra permanenza all’Aia. E’ talmente bravo a giocare calcio in qualità di portiere, se ci fosse nazionale composto dai cani di sicuro verrebbe scelto con il maggior numero dei voti! E sarebbe apprezzato tanto da Buffon! Ha anche gli aiutanti composti da sette gatti dolcissimi di nomi: Musetto Nero, Roby, Filippo, Mariottide, Mini Mariottide, Riccardino, Benito.
Agriturismo l’Aia offre anche molte attività didattiche divertenti e educative molto interessanti rivolte a gruppi, famiglie, centri estivi e Grest. L’azienda dispone di servizi per persone diversamente abili, ci sono luoghi riparati in caso di maltempo e area pic-nic. Luglio è il mese dedicato alla frutta, per chi vuole conoscerla meglio e riscoprire la sua importanza nell’alimentazione, un workshop molto divertente e interessante. Riconoscere i frutti autoctoni, riscoprire quelli antichi, un tempo caduti in disuso e oggi riscoperti per le loro caratteristiche congenite e altri particolari rari.
In queste ultime settimane il regista Giacomo Gatti, insieme al noto regista Ermanno Olmi, autore tra l’altro del film “L’Albero degli Zoccoli” (1978) vincitore della Palma D’Oro al trentunesimo Festival di Cannes, è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare, ha girato alcuni filmati all’Agriturismo l’Aia per valorizzare la coltivazione del grano nell’ambito del tema dell’Expo Milano 2015 “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”. La più antica tipologia del grano esistente, il triticum monococcum è originario della Turchia, ancora coltivato.
La Regione Lombardia sta progettando una superstrada che passerebbe anche da Cassinetta di Lugagnano nel Parco del Ticino danneggiando per sempre l’ecosistema… Speriamo che ciò non accada perché sarebbe un grave peccato!
AGRITURISMO L’AIA
Cascina Piatti
Alzaia del Naviglio Grande, 1
20081 Cassinetta di Lugagnano (MI)
Tel.: 02 94249090
Cell: 347 0023121
www.agriturismoaia.it
Email:agriturismoaia@hotmail.it