Firenze

Se pensate che faccia freddo per andare all’Isola d’Elba vi sbagliate!

20160127_210440Per i fiorentini è il momento di conoscere questa meravigliosa isola proprio in questi giorni a Firenze. Com’è possibile sentire l’aria elbana in inverno e in più a Firenze? Ci ha pensato ElbaTaste il consorzio nato per far conoscere cucina elbana e i prodotti enogastronomici, in collaborazione con Regione Toscana e Unioncamere attraverso il progetto Vetrina Toscana, questa grande iniziativa Tra terra e mare: L’Elba in Vetrina propone ancora sei appuntamenti da non perdere per assaggiare le prelibatezze dell’Elba nei ristoranti fiorentini proposte da diversi ristoranti dell’isola insieme allo chef che l’ha ideata. 

I menù sono composti dai piatti principali di Elba così per far gustare i sapori a chi non li conosce o a chi ne è abituato e vorrebbe assaggiarlo di nuovo anche in inverno. 

I primi tre appuntamenti hanno avuto un grande successo e si suppone che per i prossimi appuntamenti bisognerà prenotare in anticipo per essere presente!

Fino ad ora i ristoranti fiorentini che hanno ospitato i ristoranti elbani sono stati:

Il ristorante “Da Burde” con Massimo Poli de “La Taverna dei Poeti”

Il ristorante “La Limonaia di Villa Rospigliosi” con Umberto Giacomelli de “Il Gallo Nero”

Il ristorante “La Leggenda dei Frati” con Marco Olmetti di “Pepenero”

fotoIo personalmente sono stata alla cena che si è svolta nel Ristorante La Limonaia di Villa Rospigliosi di Prato che ha ospitato “Osteria Gallo Nero di Capoliveri” dell’Isola d’Elba. I due chef simpatici hanno fatto un’ottima collaborazione per farci gustare la cena al meglio. Claudio Vicenzo che conosciamo per la sua bravura e il suo sorriso accogliente dice: “questa iniziativa è un’ottima opportunità per crescere anche per i cuochi perché conosciamo nuove ricette, uno scambio meraviglioso, Vetrina Toscana ha progettato una bellissima organizzazione”, Umberto Giacomelli: ” Siamo contentissimi di portare piatti elbani a Firenze così ci verrete a trovare, in più mi piace questa buona contaminazione di idee tra i cuochi.  Il progetto è un vero successo.”

20160127_215015Consiglio vivamente “Tagliata di Palamita in veste di Guanciale con Zuppetta di Ceci” e “Le Cozze ripiene in Temperatura al Nero su Crema di Fagioli”, non ho abbastanza aggettivi per descriverne il sapore di questi due piatti elbani. Dovete assaggiare voi!

Per finire ho assaggiato un panficato al cioccolato che rispecchia anche la storia dell’Isola perché è fatto da una ricetta antica con fichi e miele e cioccolato fondente che era stato portato all’isola dagli americani. Il panficato al cioccolato è un vero successo. Personalmente sto progettando di andarci anche solo per farmi la scorta di questo dolce magnifico!

L’Isola d’Elba rimane sempre un posto da scoprire con tutto quello che ha da offrire. Io a parte i piatti squisiti tipici ho captato anche un’altra qualità degli elbani: sono cordiali e accoglienti. Valter Giuliani, il presidente del Consorzio Elba Taste conferma: “Isola d’Elba è molto conosciuta per il mare e le spiagge, ma noi abbiamo anche una tradizione enogastronomica molto ricca. Con queste cene vogliamo portare L’Elba fuori dall’isola per poi accogliere la gente.” Sicuramente ci andremo per i sapori della cucina, per i colori della natura e per l’accoglienza degli elbani.

Polpo all’elbana, Palamita sott’olio, Stoccafisso alla riese, Sburità di baccalà, Polenta con gli zeri, Penne in barca, Schiaccia briaca sono solo alcuni esempi della tradizione gastronomica elbana, insieme ai dolci antichi quali Il Panficato (ottimo), l’imbollita di fichi o la Schiacciunta accompagnati dai vini Elba Doc Ansonica, Vermentino, Procanico, Sangioveto, Moscato e il più famoso Aleatico DOCG compongono la parte tradizionale dell’enogastronomia dell’Isola d’Elba. Ora per poco tempo bisognerebbe approfittare dell’opportunità di conoscerli a Firenze attraverso le interpretazioni degli chef abilissimi nel rielaborarle per noi. 

I prossimi appuntamenti per gli interessati sono:

11 febbraio Il ristorante “I Ghibellini” ospita Giuseppe Sisillo de “L’Amandolo” prenotazioni: 055214424

17 febbraio Il ristorante “Gustavino” ospita Luigi Muti di “Vento in Poppa” prenotazioni: 0552399806

25 febbraio Il ristorante “Pesce Rosso” ospita Mirko Lanari del “Belmare” prenotazioni: 0552776364

3 marzo Il ristorante “Il magazzino” ospita Amos Rota di “Emanuel” prenotazioni: 055215969

9 marzo Il ristorante “La Sosta del Rossellino” ospita Danilo Ferrara di “Capo Nord” prenotazioni: 05569725

PALAZZO STROZZI OSPITA “BELLEZZA DIVINA TRA VAN GOGH, CHAGALL E FONTANA”

"La Pietà" Vincent Van Gogh

“La Pietà” Vincent Van Gogh

Dal 24 settembre 2015 al 24 gennaio 2016 Palazzo Strozzi a Firenze ospita Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana, un’eccezionale mostra dedicata alla riflessione sul rapporto tra arte e sacro tra metà Ottocento e metà Novecento attraverso oltre cento opere di importantissimi artisti italiani, tra cui Domenico Morelli, Gaetano Previati, Felice Casorati, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova e internazionali come Vincent Van Gogh, Jean-Francois Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Georges Rouault, Henri Matisse.

Bellezza Divina costituisce un’occasione straordinaria per confrontare opere famosissime studiate da un punto di vista inedito, presentate accanto ad altre artisti oggi meno noti, il cui lavoro ha contribuito a determinare il ricco e complesso panorama dell’arte moderna, non solo sacra.

A cura di Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi e Carlo Sisi, l’esposizione nasce da una collaborazione della Fondazione Palazzo Strozzi con l’Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, l’Arcidiocesi di Firenze e i Musei Vaticani e si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Firenze tra il 9 e il 13 novembre 2015, al quale interverrà anche Papa Francesco.

Grandi protagonisti della mostra sono capolavori come l’Angelus di Jean-Francois Millet, eccezionale prestito dal Museo d’Orsay di Parigi, opera che emana una religiosità atavica, un senso del sacro trasversale e universale; la Pietà di Vincent Van Gogh dei Musei Vaticani, fondamentale perché- nonostante la vocazione religiosa e mistica- l’artista ha rappresentato raramente soggetti sacri, e lo ha fatto ispirandosi a opere di altri autori; la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, opera emblematica con un’intensa connotazione politica che esprime, come Guernica, un grido di dolore, la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dal The Art Institute Museum di Chicago, l’opera d’arte più amata da Papa Bergoglio.

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e l’Arcidiocesi di Firenze con la collaborazione dell’Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Musela della città di Firenze, Musei Vaticani e con il sostegno del Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Firenze, l’Associazione Partners Palazzo Strozzi, la Regione Toscana. Con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Un fiorentino eclettico

034Stefano Pecchioli è un businessman molto creativo. Mentre svolge il ruolo di manager nella sua azienda familiare con successo coltiva anche il suo lato creativo. Stefano è un modello, un attore e soprattutto un poeta.

In tv l’abbiamo visto nella pubblicità di “Mercedes” e nella serie tv molto amata “Carabinieri”, ha sfilato per “Conte of Florence” e “Ralph Lauren”, ha posato per “L’Uomo Vogue” ed è stato il volto di “Balmoral” questi sono solo alcuni nomi della pubblicità, sfilate e riviste in cui è apparso. A settembre sta per cominciare la sua seconda avventura del cinema, le riprese del film “Bandiera Rossa” stanno per iniziare prossimo autunno.

Stefano dice: “Se il regista collabora con l’attore insieme possono creare qualcosa di importante. Io non ho figli ma ho un grande bambino dentro di me che continua alimentare la mia immaginazione. Oggi siamo circondati delle cose molto superficiali che non ci servono. Io continuo a creare con l’amore che sento dentro. Comunico attraverso quello che creo. Sto scrivendo un libro per i bambini, mi piace spaziare la mia creatività. Adoro scrivere la poesia, l’ispirazione mi trova ovunque.”
Una delle poesie di Stefano:

004LA PORTA DI LEGNO

L’amore, come una porta di legno,
logorata dal sole, selciata dal vento.
lo sento, la rugosità che hai dentro.
Sfioro, vezzeggio come voler riparare,
il mio dolore che non posso accettare.
Ancora pioggia sulla nuda porta, sfogliata e aggettata
da una lacrima che non è mia.
Posseduto dal dolore, estorto dal pianto,
soffusa luce entri d’incanto.
Porta di legno tu sei sparita davanti all’amore della mia vita.
Stefano Pecchioli
Se volete una poesia da Stefano, è a vostra disposizione. Ama tradurre emozioni degli altri, mentre stiamo pensando ad una collaborazione lo potete contattare per email: stefanopecchioli@libero.it

Per l’anima & ruhunuz icin

Mille Miglia a Firenze

millemigliaIl passaggio della Mille Miglia da Firenze ha entusiasmato gli amanti dei bolidi e Fiorentini. Sandro e Paolo Binelli, presidente e amministratore delegato di MAC Srl hanno organizzato un evento esclusivo per Mercedes-Benz in occasione del passaggio della Mille Miglia a Firenze. 300 ospiti a Villa Cora hanno potuto assistere al passaggio delle auto storiche durante il pomeriggio di ieri. Le auto in corsa erano 450, e tra i piloti famosi c’erano ex-pilota formula uno David Coulthard, premio Oscar Daniel Day Lewis e Matteo Marzotto. 

TERIM MANDA BACI A FIRENZE

Intervista Fatih Terim“Ricordi straordinari. Bel gioco e spettacolo”

TRATTO DA  “LA NAZIONE” di 6 aprile 2012 di SELIN SANLI

L’imperatore: “Torno spesso in città, ho tanti amici”

Un’idea interessante: “Spero di venire presto a giocare col Galatasaray contro la squadra viola”

Dici FATIH TERIM a Firenze e si illuminano: un calcio spettacolare, tanti gol e partite indimenticabili contro il Milan. L’imperatore ha allenato anche i rossoneri, dunque è un doppio ex della partita di oggi.

Come ricorda il suo periodo italiano?

“Ho vissuto giorni bellissimi specialmente a Firenze, e anche a Milano insieme alla mia famiglia. Ho instaurato amicizie che durano tutt’oggi. Lo ripeto da dieci anni che l’Italia soprattutto Firenze è la mia seconda casa. Sono molto legato a Firenze. Ci torno volentieri, appena posso”.

Anche se non ha avuto un’esperienza lunga con la Fiorentina, i tifosi viola la ricordano con tanto entusiasmo. Qual è il motivo di questo amore?

“Innanzitutto è amore reciproco, è scattato sin dal primo giorno ed è cresciuto sempre più grazie al bellissimo gioco della squadra e ai successi”.

Cosa ha imparato dalla sua esperienza in Italia?

“Ho avuto l’opportunità di seguire il calcio italiano da vicino, quindi ho fatto nuove esperienze. Questo è molto importante per un direttore tecnico in termini di crescita professionale”.

Cosa pensa di Milan-Fiorentina di oggi?

“Le partite sono sempre state bellissime e combattute. Anche se non è un derby, è sempre stata una partita giocata con uno spirito molto competitivo. Il Milan vorrà preservare il suo vantaggio in classifica, invece la Fiorentina cercherà di non perdere i punti per non peggiorare la sua posizione in classifica, quindi sarà una partita molto difficile e importante per tutte e due le squadre”.

La Fiorentina sta vivendo un momento molto delicato, ha qualche consiglio?

“Ogni squadra grande o piccolo che sia, può avere periodi o vivere stagioni difficili. Per uscirne fuori, la soluzione migliore è che ci sia unità dentro la squadra, e che la squadra sia unita con la società e i tifosi. Se penso ai fiorentini e all’amore che nutrono per i viola, sono sicuro che la Fiorentina supererà questo momento difficile”.

Abbiamo chiesto ad un tifoso viola perché ancora vuole tanto bene a Terim, e ha risposto: “Perché quando c’era Terim la Fiorentina ha dato spettacolo, ha giocato il miglior calcio della sua storia”. Cosa ne pensa?

“Questo apprezzamento è una delle cose più belle che un direttore tecnico può ricevere, ovviamente mi rende molto felice”.

L’ad della Fiorentina Sandro Mencucci la saluta e dice che vorrebbe un’amichevole tra Galatasaray eFiorentina .

“Avevamo progettato questa amichevole l’estate scorsa ma le squadre avevano impegni diversi. Ci tengo a questo progetto, per me tornare a Firenze è sempre un’emozione grande”.

L’oro luccica ancora?

Dopo il blitz della Guardia di Finanza a Ponte Vecchio, ho parlato con un orafo fiorentino che mi ha spiegato la situazione dell’oro dopo governo Monti e le sue provvedimenti, cos’è cambiato.

Che effetto ha avuto la crisi sul settore dell’oro?

Orafo: La crisi ha prodotto un brutto effetto sul settore orafo: le vendite sono calate e il calo ha colpito soprattutto il prodotto medio-basso, che non si vende più. Si riesce a vendere solo prodotti importanti. Prima della crisi un oggetto costava da 200 a 500 euro era alla portata di molti, ma oggi non è più così. Inoltre c’è un altro fatto: oggi l’oro è troppo caro. Prima con 300 euro si poteva trovare qualcosa di bello, ma oggi i prezzi sono aumentati. Col dimezzamento degli stipendi e il rincaro dell’oro, nessuno spende 700 euro per regalare un oggetto che si può definire bello. Prima si vendeva molto durante i periodi delle comunioni e delle cresime, in quanto la gente aveva un potere d’acquisto sufficiente per poter spendere queste cifre, mentre oggi tutti riflettono prima di un acquisto, anche in occasione di cerimonie importanti.

Come vivono gli orafi questo periodo della crisi?

Orafo: Il fatturato è calato tantissimo. Molti orafi sono costretti a tagliare le spese, alcuni hanno dovuto ridurre il personale. Bisogna fare meno prodotti innovativi, meno modelli cercando di farne più leggeri. Questo è molto importante soprattutto per gli orafi più piccoli, perché hanno poco margine.

C’è stato un calo nelle vendite dell’oro dal 2008 inizio della crisi?

Orafo: Certo, ma abbiamo avuto un ulteriore crollo nelle vendite da quando – il 10 Dicembre dell’anno scorso – il governo Monti ha imposto la tracciabilità per gli importi superiori a 1.000 euro, cioè egli ha dichiarato che non si può pagare in contanti più di 1.000 euro; così, il Natale ce lo siamo giocato. La gente era terrorizzata, non voleva essere rintracciata, allora non ha speso. Fino al 10 dicembre sembrava un Natale promettente, invece… Dicembre, Gennaio, Febbraio sono stati mesi in cui la gente non ha comprato nulla, da Marzo abbiamo avuto più clienti, d’altronde bisogna continuare a vivere; forse la gente ha cominciato ad abituarsi a questo nuovo modo di spendere e alla carta di credito obbligatoria.

Dopo il blitz della Guardia di Finanza a Ponte Vecchio, che cosa è cambiato?

Orafo: Non è cambiato niente. Perché sono andati nei negozi dove tutto era regolare, certo gli scontrini sono aumentati, ma a Ponte Vecchio gli scontrini li facciamo tutti. La Guardia di Finanza viene di sorpresa, ti sta tutto il giorno lì e ti dice: “Oggi tu hai fatto 100 scontrini fiscali, l’anno scorso in questo periodo ne hai fatti 50.” Allora ti fanno la multa. Io un giorno posso farne 10, il giorno dopo 100, non è giusto. A Ponte Vecchio, in una bottega oggi può entrare un russo per spendere 100 mila euro e domani posso avere cinque clienti che ne spendono 100. Questo blitz è una cosa per terrorizzare tutto il sistema, ma non è giusto. Dovrebbero fare un bilancio su tutto l’anno, non su un giorno. E’ ridicolo, dov’è scritto che io oggi debbo fare tanti scontrini quanto l’anno scorso. E’ stato più un deterrente per far sapere che anche a Firenze ci sono. Ho sentito che alcuni negozi sono stati avvisati.

Chi compra oro? E chi compra di più: i turisti o i fiorentini?

Orafo: Pochissimi, il mercato medio-basso non esiste più. C’è solo il mercato alto. Non c’è differenza tra i turisti e i fiorentini: lo compra chi è benestante.

Si può pensare che forse la gente in tempi come questi scelga l’oro come un investimento sicuro?

Orafo: No, è più facile che la gente investa in diamanti perché i diamanti si acquistano meglio; oppure, le pietre preziose in generale. La gente ora, mi riporta l’oro, perché costa caro e per questo viene utilizzato come moneta di scambio, e di solito la tendenza è vendere oro per prendere le pietre preziose oppure per realizzare soldi.

A lungo termine l’oro è ancora un investimento sicuro?

Orafo: Speriamo di sì, speriamo che non cali; è importante che rimanga alto.

I “compro oro” a cosa servono?

Orafo: E’ facile aprire un compro oro, serve una licenza ridicola. Ce ne sono tantissimi, perché danno un terzo del valore dell’oro, una presa in giro per chi non se ne intende; essendo l’oro molto caro, comunque la gente molte volte non capisce la differenza tra vendere ad un orafo e vendere ai  “compro oro”. Non si riesce a capire come mai sono nati così tanti. Con un semplice scambio riescono a guadagnare.

Le fiere servono?

Orafo: Certo, le fiere sono sempre servite. Perché in fiera ti fai conoscere, non sempre vendi. Ma sono in crisi anche le fiere, prima per Vicenza c’era una lista di attesa, ora ti cercano loro.

Ad Arezzo Oro dicono che c’è stato un calo dei partecipanti, sempre dovuto alla crisi. Gli orafi che vanno avanti a cosa devono “il non soffrire”?

Orafo: Alla clientela storica e al sapersi reinventare. Comunque, non possiamo fare un prodotto basso, quello arriva dalla Cina e non costa niente, e noi non possiamo fare concorrenza al niente. La nostra differenza è il prodotto, e lo stile.

21-05-2012