Grillo

Grillo contro Rodotà e Gabanelli

Tratto da Huffingtonpost.it del 01.06.2013

“Non ce l’ho con i giornalisti ma non dimentico niente. Un giorno gli faremo un c… così. Faremo i conti con i Floris e i Ballarò ma anche con il Rodotà e la Gabanelli, quelli che ci si sono rivoltati contro”. Lo ha detto Beppe Grillo parlando ad una manifestazione elettorale nel catanese. Grillo ha aggiunto: “Io non ce l’ho con Rodotà ma è lui che vuole fare una sinistra con i rossi, gli arancioni. Noi non siamo né di destra né di sinistra. Le buone idee non sono né di destra né di sinistra, noi siamo sopra”. Il comico genovese ha poi detto: “Se Rodotà mi avesse chiamato glielo avrei spiegato invece ha preferito dire tutto al Corriere della Sera”. Il leader del Movimento si è poi chiesto “perché la sinistra non lo ha fatto eleggere? Perché -ha evidenziato- avrebbe fermato Berlusconi…”. Grillo ne ha per tutti: “Questo è un Paese strano – ha spiegato -. Letta da quando è presidente del Consiglio ha spostato soltanto l’Imu di due metri, perché senza, i Comuni restano senza soldi. Ci stanno prendendo in giro. Berlusconi, poi, tiene tutti per le balle. La prossima volta in campo ci saremo soltanto noi 5 Stelle e Berlusconi, ve lo metto per iscritto”. Il leader M5s ha continuato: “Abbiamo anche un Presidente della Repubblica che ha 85 anni e si è raddoppiato il mandato. Abbiamo ceduto sovranità popolare”.

EZIO MAURO

EziomauroIl direttore della Repubblica Ezio Mauro è stato ospite alla Stampa Estera di Roma, ovviamente la prima domanda che gli abbiamo fatto è stata “Che cosa sta succedendo nella politica italiana?”, vi riporto la sua risposta. “Il risultato delle elezioni ha dato vita a tre minoranze che non sono stati capaci di fare una coalizione. Si pensava che almeno potessero trovare un accordo almeno per eleggere il Presidente della Repubblica perché bastava una maggioranza semplice, ma non sono stati capaci né di fare un’alleanza né di eleggere il capo dello Stato. Siamo arrivati al punto che la politica in parlamento non era in grado di dare una forma alle istituzioni. A questo punto tre i maggiori partiti sono andati a Napolitano a chiedere di fare uno sforzo di responsabilità per rimanere, e Napolitano naturalmente ha detto: ”Se voi mi chiedete uno sforzo per rimanere contrariamente al mio progetto di vita, ai miei programmi e all’età che ho facendo anche uno strappo istituzionale”, – perché la rielezione del presidente della Repubblica è prevista dalla costituzione ed è legittima ma non c’è mai stata nella storia della Repubblica Italiana una situazione così- “in cambio fate uno sforzo anche voi e fate un governo, quindi è nata così per uno stato di necessità quest’alleanza fortemente equivoca e contraddittoria soprattutto per elettorato del PD perché Berlusconi che era a un punto bassissimo del consenso italiano, soprattutto del consenso internazionale, parlo delle cancellerie e dei mercati prima delle elezioni ha confermato quello che abbiamo sempre detto, di essere a nostro giudizio un pessimo uomo di governo ma un formidabile campaigner. Io l’ho sempre sperimentato, qui non ci vuole molta abilità nel vederlo, Berlusconi sa trasformare le campagne elettorali in un’occasione per trovare un senso comune con il paese, capace di trovare sintonia con la gente, bravissimo a interpretare il senso comune degli italiani, è un grande combattente, un uomo che non si arrende mai, è il suo aspetto più importante politicamente. Berlusconi ha risuscitato un partito che era considerato praticamente morto, molti lo stimavano 15% nei sondaggi, eppure è arrivato a 21,5% e quindi pur avendo perso sei milioni e mezzo di voti comunque ha vinto, mentre il PD pur avendo vinto ha perso, perché ha gettato nel mare un’occasione straordinaria che aveva col competitor molto basso nei consensi e con un’occasione di interpretare anche la voglia di cambiamento che gli italiani avevano. E’ stato Grillo che ha saputo vedere “la voglia di cambiamento degli italiani” perché Grillo ha fatto una campagna elettorale tutta di conservazione, si è sdraiato sul patrimonio di voti di energia politica delle primarie, si è preoccupato di tenere insieme quel pacchetto di consensi perdendolo un pochino tutti i giorni e senza rispondere a Berlusconi che è stato il padrone dell’agenda politica per tutto il periodo delle elezioni. Allora la situazione è questa, è nato questo governo che richiede uno sforzo di responsabilità da parte di tutti, e nello stesso tempo è un governo molto difficile da digerire per opinione pubblica del Partito Democratico. In questo paese l’opinione pubblica dei partiti conta poco, contano i vertici. L’opinione pubblica è contraria a questo governo pur capendo che non c’è una soluzione diversa”.

Perché ho votato M5S? E rivoterò M5S (1)

Perché ho votato M5S? JEAN 35 ANNI (lav. Dipendente) Roma

Ho avuto sempre un’ideologia di sinistra, soprattutto nel tema dell’economia e della redistribuzione del reddito, sono pertanto antiliberista. Prima della nascita del M5S, ho votato sempre per il PD e prima ancora DS, quest’ultima l’ala che doveva essere la sinistra del PD. Negli anni successivi, con il peggioramento dell’economia italiana legata ai vincoli europei, ho incominciato a sospettare sui “meravigliosi” benefici dell’Eurozona. Purtroppo mi accorgevo della strana sudditanza del PD e pre PD verso le istituzioni autoritarie eurocratiche, quali la BCE, l’UE in generale, tutto quello che veniva dettato da Bruxelles, era preso per oro colato del centro sinistra. Inoltre mi sono reso conto che le belle promesse di Prodi sull’euro si stavano traducendo in cessione di sovranità verso istituzioni non elette da nessuno, svalutazioni interne del mercato del lavoro, perdita di competitività dovuta ad una moneta troppo rivalutata, privatizzazioni… Dinamiche che sarebbero dovute essere contrastate da una vera sinistra, la quale mi stava deludendo giorno per giorno. Il nascere del M5S ha destato la mia curiosità e ho iniziato a partecipare ai famosi VDAY. Il fatto che non si trattasse di un partito tradizionale con sezioni, tesorieri, e cosa molto importante l’uso di internet al posto dei mezzi di comunicazioni convenzionali e il loro rifiuto dei rimborsi elettorali aveva conquistato la mia fiducia. Per me era una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto alla concezione tradizionale di partito che c’è sempre stata in Italia, mi riferisco anche al sistema della partitocrazia. Inoltre ho sempre apprezzato la figura di Grillo, personalità fuori dagli schemi, artista denominato come “pazzo” ma che stato uno dei pochi che si è reso conto del cambiamento della società a partire dall’uso di nuove tecnologie d’informazione, Grillo per questo ha investito sulla rete, perché questa avrebbe posto fine alla passività nella ricezione delle informazioni, strategia usata attraverso l’uso di TV e giornali, inoltre l’Italia è al settantesimo posto nella graduatoria mondiale come libertà di stampa. Insomma un eretico per le mummie della vecchia informazione tradizionale e della partitocrazia, i quali hanno fatto pagare cara a Grillo, cacciandolo via dalla Rai quando fece la famosa battuta nel 1986. I cavalli di battaglia del M5S sono stati quelli che io ingenuamente cercavo prima della nascita del M5S, nella “sinistra” quali: contrasto alle privatizzazioni, Stato forte con acqua, sanità, energia, scuola pubblica, energie rinnovabili e ripudio dell’atomica, la rivendicazione della sovranità monetaria, il ridiscutere i trattati con l’Europa e la non sudditanza verso di essa, tagli dei costi della politica e dell’informazione ormai non libera, uso della rete ed una vera opposizione, tematiche che ormai sono state bandite dal cartello politico PD e PDL, inutile poi parlare dei clamorosi inciuci di questi ultimi.

Come attivista M5S ho visto un’ottima partecipazione nel suo interno da parte di tutti, un movimento democratico aperto a tutti, dal professionista al disoccupato allo studente, senza logiche del partito. A mio avviso il M5S è uno strumento di democrazia diretta, dove il fine non è il partito, ma esso (il movimento) è il mezzo per portare la volontà, le proposte dei cittadini, direttamente nelle istituzioni tramite i cittadini stessi! Mentre nei partiti tradizionali, il fine è il partito in sé per sé o non gli elettori, i quali passano in secondo piano mentre gli eletti non si reputano cittadini ma onorevoli votati per grazia ricevuta.

Rivoterò M5S ovviamente perché sono coerente con le mie idee che ho descritto e non ci tengo consegnare l’Italia a PD e PDL e so che M5S sarà la nostra salvezza.

BEPPE GRILLO/ Video, l’intervista alla televisione turca: saremo più poveri ma più felici

Tratto da ilsussidiario.net

Beppe Grillo ha concesso qualche giorno fa una lunga intervista alla televisione turca, curata dalla corrispondente di quel paese in Italia, Selin Sanli, giornalista giovane, preparata, e osservatrice attenta della realtà del nostro Paese. Una intervista dove Grillo racconta la nascita del suo impegno politico, quando era un comico che faceva spettacoli in cui denunciava le storture del nostro sistema politico ed economico. Poi l’incontro con Casaleggio e la nascita grazie alla Rete del movimento politico. Grillo spiega i punti cardini della sua filosofia politica ormai ben conosciuta in Italia: una politica fatta dai cittadini che rifiutano ogni finanziamento pubblico, ogni appartenenza politica. Spiega il futuro, dicendo che sarà “un mondo dove forse per i primi quattro o cinque anni saremo più poveri ma più felici, questa è la base del nostro movimento”. Non ha paura a vivere in Italia, spiega, se no se ne sarebbe andato. Sono gli italiani che hanno paura perché la disperazione si è trasformata in paura: paura della burocrazia e del sistema fiscale il più alto d’Europa, dice. Quindi spiega che oggi l’Italia è divisa in due, da una parte ci sono loro, l’Italia dei giovani che cercano lavoro e sono costretti ad andare all’estero. L’altra metà è costituita da chi vota Berlusconi e Pd, gli italiani che sono collusi con questi politici perché interessati alle loro promesse: Pd e Pdl hanno governato insieme facendo finta di essere uno contro l’altro.

Intervista breve a Beppe Grillo