Milano

XIII EUROMEETING ALL’EXPO 2015

IMG_20151007_200736XIII EUROMEETING

Regioni Europee e Turismo Sostenibile

Euromeeting è un seminario a carattere internazionale, un appuntamento annuale organizzato dalla Regione Toscana per NECSTouR, rete di 30 regioni europee di cui la Toscana è capofila, unite per garantire uno sviluppo sostenibile e competitivo del turismo.

La Regione Toscana e la rete NECSTouR hanno da sempre condiviso con la Commissione Europea i temi di Euromeeting e da alcuni anni ha dato un importante contributo all’evento anche il Consiglio d’Europa.

NECSTouR e la Regione Toscana -promotrice e organizzatrice, dal 2001, dell’annuale Seminario dedicato al ruolo delle Regioni europee per lo sviluppo sostenibile del Turismo Euromeeting, riconoscono nei temi e nelle iniziative dell’Expo 2015 di MilanoNutrire il pianeta, energie per la vita” una grande opportunità anche rispetto al turismo e al ruolo che le Regioni possono avere per la creazione di ambienti favorevoli alle piccole e medie imprese per un loro equilibrato sviluppo economico e occupazionale.

20150929_165309-2Per tutte queste considerazioni, condividendo anche i contenuti della cosiddetta Carta di Milano sull’alimentazione e la nutrizione, la Regione Toscana, le Regioni Europee e gli organismi aderenti alla Rete NECSTouR hanno scelto di organizzare, in stretta collaborazione con la Commissione Europea ed in particolare con la Direzione Generale Growd, l’edizione 2015 del Seminario Euromeeting a Milano, nell’ambito di Expo 2015, in due giorni consecutivi il primo a Palazzo delle Stelline a Milano, il secondo all’Expo padiglione Unione Europea. Durante il Seminario il tema “Turismo Sostenibile” è stato affrontato da diversi aspetti. I problemi del settore turistico, i diversi parametri che attirano i turisti, come sono cambiate le esigenze del turista europeo, perché si sceglie un posto specifico, quale tipo di turismo è più interessante.

In particolare, il primo giorno dell’edizione di quest’anno, le Regioni aderenti alla Rete NECSTouR hanno sottolineato alcune questioni molto importanti per porre all’attenzione delle Istituzioni Internazionali, al mondo delle imprese, alle organizzazioni dei lavoratori e delle Istituzioni dell’Unione Europea la necessità di:

. dare seguito all’importante lavoro svolto durante tutto il periodo dell’EXPO Milano 2015 ed in particolare in Euromeeting, mantenendo e sviluppando ulteriormente le idee e le iniziative su cui sono stati avviati il confronto e lo scambio di esperienze;

. promuovere, anche nei confronti della Commissione Europea, un maggiore accordo tra le politiche di sviluppo dei settori: del Turismo, dell’Agricoltura e delle produzioni alimentari; del commercio e della distribuzione delle specialità enogastronomiche locali fortemente legate alle identità dei luoghi e delle relative comunità;

. operare al fine di cogliere, anche rispetto alle attività turistiche, gli obiettivi contenuti nella Carta di Milano, con particolare riferimento agli impegni espressamente richiamati:
contenimento e eliminazione degli sprechi di cibo;
-priorità nell’utilizzo di produzioni collegate ad un’agricoltura sostenibile;
-combattere l’obesità;
-combattere la fame anche promuovendo progetti di cooperazione per lo sviluppo turistico nei paesi in via di sviluppo e in difficoltà economiche;

.promuovere, anche sulla base delle importanti esperienze interregionali già maturate in materia di costruzione e promozione di itinerari turistico-culturali, una formale e fattiva collaborazione con il Consiglio d’Europa e con l’Istituto Europeo degli Itinerari culturali;

.operare in modo coordinato e condiviso per la creazione di un Gran Tour delle identità europee dei sapori e delle produzioni agroalimentari e enogastronomiche;

Tra tutti gli aspetti del turismo, quello più importante e invitante è sempre “il cibo” cioè enogastronomia; il turista si ricorda i sapori che ha assaggiato nei posti visitati, e se questo gli rimane in memoria ci ritorna volentieri. Se il gusto va associato anche ad un “panorama di sfondo” che propone arte, storia, divertimento con i sapori locali come propone Vetrina Toscana il viaggio del turista diventa indimenticabile e che vale la pena di rivivere.

Vetrina Toscana è il progetto di Regione Toscana -a cui collabora anche Unioncamere Toscana ed il sistema camerale toscano, nato per promuovere ristoranti e botteghe che utilizzano i prodotti tipici del territorio.

E’ un’azione di marketing per promuovere le imprese che ne fanno parte come ambasciatori del territorio. L’enogastronomia è vista come momento privilegiato di accoglienza ed occasione per incontrare l’arte ed il patrimonio di tesori culturali e paesaggistici. Vetrina Toscana ha scelto di promuovere le imprese organizzando eventi che abbiano per protagonisti i prodotti e il territorio dal quale provengono; associando degustazioni, rassegne, cene a tema con musei, siti archeologici, spettacoli, festival, biblioteche, eventi sportivi, ed ogni altra risorsa territoriale presente localmente.

Vetrina Toscana Grand Tour è stato presentato a Milano in occasione di Euromeeting dall’Assessore alle Attività produttive e Turismo della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, che ha sottolineato “l’importanza di stimolare e sostenere i processi di innovazione che aiutano il settore del turismo” come fa la Regione Toscana. L’enogastronomia non è solo un vezzo per palati fini, ma è economia, cultura, storia, tradizione; è valore identitario: questo da 10 anni è quello che comunica Vetrina Toscana. Un progetto di promozione economica e culturale che attraverso gli chef e i loro ristoranti racconta e fa parlare i prodotti, anche grazie ad eventi che legano il cibo alla fruizione di location straordinarie come teatri, musei e luoghi al di fuori del classici circuiti turistici.

www.vetrina.toscana.it

DOMENICO FINIGUERRA


8mqalsecondo-02-3 (1)La prima volta che ho sentito il nome di Domenico Finiguerra è stata due anni fa a Lecco; un mio amico mi ha detto “Devi assolutamente conoscere il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra, se tutti i politici la pensassero come lui vivremmo in un altro mondo!” Da allora lo seguo sia come politico sia come giornalista de “Il Fatto Quotidiano Online”. Ora cerchiamo di conoscerlo un po’ meglio.

So che Lei è famoso per la difesa dell’ambiente e ha delle idee che quando era sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano in provincia di Milano aveva messo in pratica. Ci può spiegare come si può proteggere il territorio in cui viviamo e se si sarebbero potuti limitare i danni anche in occasione delle recenti tragedie come a Genova?

La prima cosa da fare per difendere l’ambiente, sembra banale dirlo, è smetterla di aggredirlo e consumarlo. Viviamo immersi in un modello economico e culturale in cui si dà per scontato che si debba crescere e svilupparsi, assegnando alla parola sviluppo un significato esclusivamente positivo. Ma in realtà non è così. Anche le malattie si sviluppano, i tumori crescono e portano danni, talvolta irreparabili. Il fenomeno del consumo di territorio, che in Italia avanza al ritmo di 8 mq al secondo, ha di fatto realizzato delle vere e proprie città infinite, conurbazioni, agglomerati urbani che spesso sono invivibili ed anonimi. Il dissesto idrogeologico è una delle conseguenze della cementificazione e fermarla, come abbiamo proposto a Cassinetta di Lugagnano, lanciando la campagna Stop al Consumo di Territorio, è la prima e più importante opera di prevenzione. A Genova, come in altre città e aree geografiche interessate da alluvioni, frane e smottamenti, i danni sarebbero stati sicuramente minori se la politica, invece di progettare colate di cemento, palazzi e autostrade, avesse messo in cima alle priorità la tutela di ciò che abbiamo di più caro: la terra ed i suoi equilibri.

Domenico FiniguerraQuanti comuni in Italia attuano le politiche in difesa del territorio oggi?

Non molti. Però sono sicuramente molti di più rispetto a 15 anni fa. L’azione dell’Associazione Comuni Virtuosi che mette l’opzione cementificazione zero tra le linee da seguire, il Forum Salviamo il Paesaggio e le decine di intellettuali che da molti anni lanciano grida di allarme, hanno aumentato la sensibilità rispetto alla cura e al rispetto del territorio. Però, proprio in questi giorni, è stato approvato il cosiddetto Sblocca Italia, che aprirà ad un vero e proprio banchetto ai danni della terra e delle bellezze italiane: autostrade, trivellazioni, cemento. Tutto venduto agli italiani con la solita frase pubblicitaria: “ci serve per rimettere in moto l’economia”. In realtà si tratterà di veri e propri atti di vandalismo ai danni dei beni comuni.

Ho letto nel suo blog che Lei tiene su ilfattoquotidiano.it dell’idea che Lei ha avuto quando era Sindaco di Cassinetta di Lugagnano il progetto “Matrimoni per la Terra” che ha avuto un grande successo, perché vengono tantissime coppie a sposarsi, a pagamento in qualsiasi ora dalle 09.00 a mezzanotte.  Ci può spiegare da dove deriva il nome di questo progetto?

Abbiamo fatto di Cassinetta la Perla ambientalista del Naviglio Grande. Dal 2002 Cassinetta di Lugagnano è stata al centro di tante battaglie: da quella contro il mostro Tangenziale che vorrebbero far passare ancora oggi a poche centinaia di metri dal Naviglio Grande a quella contro la legge Ammazzaparchi. Da Cassinetta nel 2009 è partita la campagna nazionale Stop al Consumo di Territorio e nel nostro parco De Andre’ nel 2011 è nato il Forum Salviamo il Paesaggio. Con il grande lavoro di recupero della bellezza e del paesaggio coniugato alla spumeggiante e sobria azione dell’assessore alla Cultura Andrea Frassoni, che in dieci anni ha messo insieme centinaia di iniziative a bassissimo costo per il bilancio comunale, Cassinetta si è trasformata in un cuore pulsante per tutto il territorio. Per molti, sposarsi a Cassinetta, era diventata una specie di sigillo di bellezza una certificazione di rispetto per la natura. Così, visto che la scelta di non svendere il territorio comportava difficoltà economiche per il bilancio, ci è venuta l’idea di coniugare l’azione di tutela ai “fiori d’arancio”. Il messaggio era chiaro: chi si sposava a Cassinetta celebrava un matrimonio per la terra e contribuiva a salvare la terra di Cassinetta dal cemento.

A proposito delle unioni civili, volevo chiederle cosa ne pensa dei matrimoni tra gli omosessuali?

Sono favorevole. Credo che l’amore non debba avere argini e che anche dal punto di vista simbolico occorra rimuovere tutti gli ostacoli, culturali e burocratici, che impediscono a tutte le persone di vivere con serenità e libertà, in pace con se stessi e con gli altri, il proprio amore.

Lei continua a diffondere le sue idee anche tramite i libri che ha scritto, ce ne può parlare brevemente?

La mia esperienza di sindaco e di ambientalista mi ha permesso di entrare in contatto con persone, associazioni e comitati eccezionali, con le quali ho condiviso battaglie, pensieri e prospettive. Grazie a tutte queste relazioni ho potuto apprendere moltissimo. I libri che ho scritto sono piccoli strumenti che ho cercato di mettere a disposizione delle stesse battaglie che quotidianamente si combattono in difesa della natura e dei diritti delle persone. Il “Suolo è dei nostri figli” del 2009 racconta, insieme a Chiara Sasso, storica militante NOTAV Valsusina, l’esperienza di Cassinetta di Lugagnano. “8 mq al secondo, salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento” è invece un libro che cercando di usare un linguaggio semplice e divulgativo affronta il tema generale della tutela della bellezza italiana e del saccheggio del territorio ai danni delle comunità. Una specie di invito ad unirsi rivolto a tutte le realtà civiche e ambientaliste per difendere il proprio paese dagli appetiti del partito del cemento.

Secondo Lei che momento è per la politica italiana? Ha una prospettiva positiva?

L’Italia sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. A livello nazionale sta cercando di consolidarsi un sistema che, spacciandosi per innovatore, in realtà sta accentuando i caratteri peggiori del liberismo (a livello economico) e del berlusconismo (a livello culturale). Il tutto condito con atteggiamenti di arroganza e supponenza tipici di chi una volta insediatosi al potere malsopporta ogni dissenso o critica, bollandola come disfattista. Matteo Renzi incarna alla perfezione tutto questo. Al dialogo tra pari, alla concertazione, al dubbio, si preferisce accelerare con l’imposizione di un pensiero unico calato da un leader su una massa di sudditi, considerati buoni solo se applaudono. Un pensiero unico ripetuto a pappagallo dalla sua ristretta cerchia cortigiana che sgomita per accrescere la propria visibilità agli occhi del capo. Una sorta di sistema neofeudale, che si dichiara democratico e partecipativo utilizzando la retorica delle primarie e del giovanilismo forzuto, ma che in realtà è la versione più moderna del leaderismo plebiscitario che fa affidamento sulla memoria corta dei cittadini sempre più consumatori e meno portatori di diritti.

Quanto alla prospettiva positiva, penso che essa potrà nascere solo se la moltitudine di movimenti, cittadini, ambientalisti, associazioni e realtà diffuse e sparpagliate che lottano per la giustizia sociale e per i diritti dei più deboli, riusciranno a trovare finalmente il coraggio di unirsi tutti. Ma proprio tutti. Solo se le migliaia di entità sparse che fondano la propria visione del paese e del pianeta sui medesimi convincimenti supereranno le difficoltà che impediscono la formazione di uno schieramento, di un’alleanza, insomma di una forza politica che sappia diventare un polo attrattore per tutte le energie positive che oggi sono disunite e quindi non riescono ad incidere e lasciando campo libero al Renzismo ed al turboliberismo. La prospettiva positiva la immagino proprio come un magnete che comincia ad attrarre tutti i simili e gli affini di questo paese, coloro che si indignano di fronte alle ingiustizie e al biocidio quotidiano. Un magnete che non risponde a forze nascoste, lobbies o interessi di parte, ma che ha una sua interna e naturale capacità di cambiamento a favore delle intere comunità, della collettività, e soprattutto dei bambini di oggi e di domani.

Dieci passi di Tango

Copertina Dieci Passi di TangoVi piace il tango? Siete appassionati a questa danza della passione? Sapete pure ballarlo? O come me avete sempre sognato di ballare tango… Vorrei introdurvi ad un autore Andrea Sardi. Andrea Sardi è un uomo versatile. Un autore che sa sognare e sa esplorare tutti i meandri dell’anima. Leggere “ Dieci passi di Tango” è come scoprire di saper ballare questo ballo che sempre più in voga in tutto il mondo. Una delle cose più belle che la globalizzazione ci ha regalato, milonghe a Istanbul, milonghe a Milano, milonghe a Berlino… emozioni dappertutto!
Andrea Sardi con il suo ultimo libro “Dieci passi di Tango” riesce a farvi provare le emozioni come se lo ballaste con una musica ritmica sottofondo che vi accompagna durante la lettura. Un libro molto bello e dolce, a tratti vi emoziona; a tratti vi fa fare le domande insieme all’autore che in qualche capitolo esplora la vita, cercando di dare un senso alle nostre azioni e emozioni. “Dieci passi di Tango” è un libro scorrevole di facile e piacevole racconto. Se vi piace la filosofia, se vi piace la poesia, e se vi piace il Tango, ve lo consiglio spassionatamente.
Innanzitutto complimenti! La prima domanda: Perché hai voluto scrivere un libro su tango?
Grazie, Selin, per la tua prima risposta, sentita, connessa alla tua esperienza personale. Alla mia condivisione è seguita la tua. Mi ha molto commosso. Anche questo “è Tango”. Sul tango sono stati scritti molti libri, alcuni utili a comprenderne la storia e lo spirito, altri le tecniche di ballo. “Dieci passi di Tango” non è un libro “sul tango”. E’ un dramma. Di fatto, un tango. Per me, scrivere e dipingere sono percorsi per prendere contatto, esplorare, dare voce, alla parte più profonda di ognuno di noi, lontana dalla razionalità. Quella parte luminosa e tuttavia spesso offuscata dalle paure, penetrata dalle radici dell’inquietudine: la nostra Anima. Anche questo “è Tango”. “Dieci passi di Tango” nasce sotto l’impulso della brusca perdita dei miei ultimi riferimenti. Il dolore di quei momenti prende a risuonare nelle struggenti composizioni di Di Sarli, Pugliese, Piazzolla, accelerando il mio viaggio interiore. Un giorno mi propongono di scrivere un testo di tango, per un concorso. Lo scrivo, senza inviarlo. Da quella poesia (“Per l’Argentina”), da ciò che stavo elaborando in me, nasce “Dieci passi di Tango”. Nella vita, come nel Tango, da un “vuoto”, possono partire molti cammini.
Ci puoi spiegare perché i passi sono dieci?
Perché su una tela dipingo determinati simboli? Perché faccio un certo sogno? Non lo so! A volte sarà l’Altro a svelarmi il segreto. L’arte, se sincera, è condivisione, dove ognuno interpreta, comprende e svela. Alfredo Moffat, psicanalista e psicologo sociale argentino, dice che nel Tango, vi sono quattro “Ruoli”: il Cantore che confida la perdita dell’Amato, l’Amato perduto, la Causa della perdita (la morte, il rivale in amore…), chi accoglie la confessione. L’Amato perduto rappresenta, sublimato nella poesia, lo smarrimento della propria “Anima”. Questa frammentazione è statica e riflette, a livello simbolico, quella interiore dell’Uomo, esasperata dalla perdita dei riferimenti esterni. Un altro psicologo argentino mi ha detto:”Il tuo dramma rispetta, nello spirito, la tradizione. Ed è un passo avanti poiché in esso i quattro “ruoli” si riuniscono. E’ ciò che vogliamo raggiungere in un percorso di crescita individuale” . Vedi Selin, io non ho prefigurato questo aspetto, eppure il mio percorso personale si è trasferito, inconsciamente e con sincerità, nel libro. E può essere condiviso.
Nel libro stai cercando di esplorare diversi sentimenti tramite i passi del tango, uno di questi è l’amore… Cosa ne dici a proposito?
L’amore, verso l’Amato, la Madre, l’amico, il luogo d’origine, è tema centrale del tango, non l’unico. Ma, ascolta con attenzione! Si coglie sempre, nelle parole e nella musica del tango, la vibrante espressione della nostalgia: dolore per una “perdita” o “lontananza”. Le origini del tango spiegano, sotto l’aspetto storico e psico-sociologico, le ragioni della “nostalgia per un altrove idealizzato”, accesa dal presente sconfortante. Il Tango parla anche del nostro quotidiano rapporto con la perdita o lontananza dell’Amato. Così possiamo commuoverci sino alle lacrime ascoltando le parole di “Adios Nonino”, rivivendo la perdita del nostro genitore. Ma sopratutto, oltre questa superficie pure così intensa, il Tango esprime, in modo delicato, invisibile ai più, sentimenti più forti: lo sgomento di fronte al Vuoto esistenziale, la Paura che ne deriva. Un Vuoto così profondo, esasperato dall’assenza di certezze e riferimenti esterni, da portare il Cantore a “fuggire”, con le sue parole, le sue emozioni, verso la nostalgia. Il protagonista di “Dieci passi di Tango”, in modo più consapevole ed esplicito, ad un tratto dice: <… “Dammi un pieno totale che io possa riempire il mio vuoto assoluto, e non sentire così paura!” Un pieno di Amore. Un pieno di paura, anche. Un pieno di dolore, anche. Qualunque pieno, anche una grande pena, per non sentire la mia stessa pena… >. Tuttavia quest’uomo decide di non fuggire dal Vuoto e dalla Paura. Dell’Amore si toccano in “Dieci passi di Tango”, altri aspetti che mettono alla prova la relazione. Tra tutti, lo scontro tra le Personalità. Soprattutto, si iniziano a suggerire, pur attraverso una forma interrogativa, delle risposte.
“Dieci passi di Tango” è un libro molto poetico, vedo che ti piace esprimerti con i versi che compongono delle bellissime poesie.
Nella poesia la parola risalta con maggior pienezza nello spazio lasciato da una struttura sintattica rarefatta. Il significato si amplia nel suono, nella metrica, o in una cadenza, un ritmo, suscita suggestioni nelle assonanze. Così supera la barriera della logica, comunica immediatamente attraverso l’emozione. Ho istintivamente scritto “Dieci passi di Tango” ascoltando costantemente Tango. Così anche la prosa segue quel ritmo, spesso si destruttura. Caduta la separazione prosa-poesia, alcuni versi raccontano, alcune frasi evocano. Logica e intuizione si integrano, si completano, canto e controcanto tra violino e bandoneon.
Si può mai riuscire a spiegare un Tango con le parole?
La musica, le liriche di Tango, suscitano emozioni così forti, così intimamente personali che non si possono spiegare e che al più si può avere la fortuna di condividere nel ballo, o nel canto, o nell’ascolto, con una persona che le senta altrettanto intensamente. Vorrei che la milonga vorrei fosse luogo di sincera accoglienza, di rispetto ed attenzione. Come tra veri amici, anche se non ci si conosce neppure, poiché nella vita siamo comunque compagni di viaggio. Vorrei il ballo fosse rispettoso, accogliente, senza esibizionismo. Il Tango esprime metafore bellissime del vivere: nell’abbraccio ciascuno è in equilibrio sul proprio asse, entrambi ruotano attorno all’asse della coppia. Se uno perdesse il proprio asse e l’altro cercasse di forzarlo, questo peggiorerebbe solo le cose. Per entrambi. Quindi: “Cerca e mantieni il tuo asse, e aspetta che l’Altro ri-trovi il suo”. Non sarebbe opportuno anche nella vita? Mi spiace che si associno al Tango l’eros o la sensualità. Vero, c’è chi vi cerca solo un superficiale elemento di “piacevolezza”. Ma anche questo rappresenta una difficoltà nel gestire il proprio Vuoto. E’ una “fuga”.
Quando vedremo “Dieci passi di Tango” nei teatri?
Appena riesco a trovare un produttore, non facile perché sono uno scrittore sconosciuto tra tanti, e perché alla parola “tango” si associa un mondo di adepti, mentre il Tango si rivolge all’umanità intera: accoglie le sue inquietudini, le sue paure, il suo smarrimento. Lo stesso disagio profondo degli emigranti europei di cento anni fa, che oggi viviamo senza neanche dover attraversare un Oceano. Il Tango è vivo, è “ora”.
Il prossimo progetto?
“Dieci passi di Tango”, suggerisce di accogliere il Vuoto, le “ferite primigenie”. Ciò presuppone il ritorno alle proprie origini: quelle dell’infanzia, dove l’Anima è stata per la prima volta ferita. Piuttosto che verso “l’altrove” il nostro viaggio è verso il “qui” interiore. Fronteggiare il dolore antico anziché seguire ciò che indurrebbe a compiere per compensarlo, non è facile né piacevole. Ma libera l’Anima dalla Paura, dall’inquietudine. Dicono: “Solo le salite portano in alto”. Grazie Selin, per aver accolto il mio sentire.

Il libro è distribuito in formato e-book su tutti gli e-book stores (Apple, Amazon etc.).
In formato cartaceo, SOLO da Feltrinelli. Va ordinato, o sul sito di Feltrinelli, o presso le librerie, perché è un “print on demand”. diecipassiditango@libero.it o a.sardi@libero.it

L’AIA E CASSINETTA DI LUGAGNANO

 

 

Dross nel giardino dell'Aia prima di cominciare alla partita del calcio

Dross nel giardino dell’Aia prima di cominciare alla partita del calcio

Milano è una delle città più affascinanti d’Italia, si sa! La notizia è un’altra, devo dirvi che ci sono tanti altri posti che potete gustare intorno a questa città attraente. Se avete intenzione di vedere Milano o ci andrete per forza a vedere tanto discusso e atteso Expo 2015 (come si fa a non passare! Bisogna vedere il prodotto finale!) vi consiglio spassionatamente di andare un po’ fuori Milano.

 

Cassinetta bella

Cassinetta di Lugagnano

Ho avuto la fortuna di conoscere una piccola cittadina stupenda in provincia di Milano che si chiama Cassinetta di Lugagnano nel cuore del Parco del Ticino (a 25 km da Milano, facilmente raggiungibile in treno o in macchina), famosa per essere uno dei Comuni Virtuosi perché difende l’ambiente rispettando la natura, cementificazione zero, recupero e riqualificazione delle aree dismesse, bioedilizia compatibile con ambiente. Si è parlato molto di Cassinetta di Lugagnano negli ultimi anni sui media, grazie anche al grande lavoro svolto dall’ex sindaco Domenico Finiguerra, un borgo molto ben organizzato situato in riva al Naviglio Grande, immerso nel verde che dopo aver respirato per due giorni quell’aria talmente pulita e fresca ero pronta a correre una maratona! Cassinetta di Lugagnano possiede anche un ristorante di alto livello in cui molti politici si recano per discutere questioni importanti (si suppone). Tutti si ricordano ancora della visita di Berlusconi nel 2006 che era arrivato in elicottero parcheggiandolo nella piazza principale del paese. Lungo il fiume ci sono diverse dimore storiche seicentesche settecentesche appartenenti alle famiglie abbienti che da secoli abitano a Cassinetta di Lugagnano, una di queste, Villa Negri in cui risiedono discendenti della storica Famiglia Negri, oggi viene utilizzata per le cerimonie di matrimoni sia civili che religiose ed eventi meeting aziendali e feste private. Villa Negri è dotata di un grande parco e di numerose sale, che ospitano anche i dipinti degli antenati della famiglia.
Sempre lungo il fiume ho scoperto un Agriturismo altrettanto affascinante quanto Cassinetta di Lugagnano che si chiama l’AIA gestito dai signori Anna Baroni e Massimiliano Radice con l’aiuto del figlio Enea. La cascina è uno storico casale di campagna, con edifici del 1550-1700, che Anna, Massimiliano ed Enea hanno deciso di recuperare per creare un sistema agricolo che operasse nel totale rispetto dell’equilibrio ambientale, il più possibile ecologico. Anche per questo hanno aderito al progetto WWF “Fattorie del Panda”. La superficie aziendale è di circa dieci ettari, dove vengono coltivati secondo il metodo biologico cereali, ortaggi e frutti, privilegiando antiche varietà arboree con nespoli comuni, cotogni, ponciri e azzeruoli. Inoltre, a ridosso della cascina, Anna segue “L’orto dei semplici” con una raccolta di piante officinali ed un orto sinergico in fase sperimentale. L’Aia ha cinque stanze ben curate con tv e bagno, nel prezzo di alloggio è inclusa anche la colazione preparata da Anna con i prodotti locali, biologici e naturali. Tutte queste qualità fanno sì che un semplice biscotto diventi una parte molto importante di una sinfonia indimenticabile! Il biscotto fatto da Anna è davvero favoloso, morbido e leggero grazie alla farina integrale biologica prodotta dall’azienda.
Dal 2007 l’azienda ha aderito al progetto “Fioriture campestri nelle aree coltivate a cereali” reintroducendo i fiordalisi, oltre ai papaveri e camomille già presenti nei campi di grano.
In ottobre 2012, aderendo all’iniziativa della “Filiera del pane” del DESR, sono stati seminati sperimentalmente undici grani antichi di frumento, con la partecipazione dell’AIA e della facoltà Agraria di Milano. Si tratta di cultivar risalenti all’inizio del 900, provenienti dalle selezioni agronomi Todaro e Strampelli, che selezionarono i principali grani diffusi in tutto il mondo rurale del tempo. Questi grani sono caratterizzati da un glutine debole e quindi più facilmente digeribile. Sono a taglia alta (140-170 cm), non tollerano i terreni troppo ricchi di azoto, coprono bene il campo riducendo il problema delle erbe infestanti, sono rustici e danno dei risultati accettabili anche in terreni poco adatti, il che li rende adatti a un metodo di coltivazione biologico.
I prodotti dell’azienda in vendita allo spaccio sono:
Cereali biologici, farine (di grane tenero, integrali o semintegrali, di mais, integrale degli “11 grani antichi”, frutta e verdura di stagione (che secondo me con tutte le malattie che siamo circondati, sarebbe il momento di optare per la frutta di stagione come facevamo una volta, ed eravamo tutti più sani), erbe aromatiche, officinali e spontanee (menta, origano, melissa, malva, perilla, pepe dei monaci, rosmarino, limoncina, nepetella, salvia, lavanda, etc.…) tisane raccolte a mano ed essiccate lentamente.
Dopo la colazione se avete voglia di fare lo sport vi aspetta Dross! E’ un border collier (il cane di Fiorello nella pubblicità) dolcissimo, amante di sport e gioco che vi fa compagnia se lo gradite durante la vostra permanenza all’Aia. E’ talmente bravo a giocare calcio in qualità di portiere, se ci fosse nazionale composto dai cani di sicuro verrebbe scelto con il maggior numero dei voti! E sarebbe apprezzato tanto da Buffon! Ha anche gli aiutanti composti da sette gatti dolcissimi di nomi: Musetto Nero, Roby, Filippo, Mariottide, Mini Mariottide, Riccardino, Benito.
Agriturismo l’Aia offre anche molte attività didattiche divertenti e educative molto interessanti rivolte a gruppi, famiglie, centri estivi e Grest. L’azienda dispone di servizi per persone diversamente abili, ci sono luoghi riparati in caso di maltempo e area pic-nic. Luglio è il mese dedicato alla frutta, per chi vuole conoscerla meglio e riscoprire la sua importanza nell’alimentazione, un workshop molto divertente e interessante. Riconoscere i frutti autoctoni, riscoprire quelli antichi, un tempo caduti in disuso e oggi riscoperti per le loro caratteristiche congenite e altri particolari rari.
In queste ultime settimane il regista Giacomo Gatti, insieme al noto regista Ermanno Olmi, autore tra l’altro del film “L’Albero degli Zoccoli” (1978) vincitore della Palma D’Oro al trentunesimo Festival di Cannes, è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare, ha girato alcuni filmati all’Agriturismo l’Aia per valorizzare la coltivazione del grano nell’ambito del tema dell’Expo Milano 2015 “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”. La più antica tipologia del grano esistente, il triticum monococcum è originario della Turchia, ancora coltivato.
La Regione Lombardia sta progettando una superstrada che passerebbe anche da Cassinetta di Lugagnano nel Parco del Ticino danneggiando per sempre l’ecosistema… Speriamo che ciò non accada perché sarebbe un grave peccato!
AGRITURISMO L’AIA
Cascina Piatti
Alzaia del Naviglio Grande, 1
20081 Cassinetta di Lugagnano (MI)
Tel.: 02 94249090
Cell: 347 0023121
www.agriturismoaia.it
Email:agriturismoaia@hotmail.it

SANAT: MATISSE’DEN BACON’A MILANO PALAZZO REALE SARAYI’NDA…

MadamMatisseMilano’nun Palazzo Reale Sarayi’nda sergilenen yaklasik 80 eser Paris’in Ulusal Modern Sanatlar Pompidou Merkezi’nden (Musée National d’Art Moderne Centre Pompidou) geldi. Sergi 1900’lu yillarin insanin resimde tasviri ile ilgilenen sanatcilarinin ozellikle portre calismalarindaki stil ve karakter farkliliklarini ve zamanin sanatcilarin eserlerinde yarattigi degisimi anlatiyor. Sergi sadece 20. yuzyilin sanat tarihinde meydana gelen degisikliklere degil, ayni zamanda insanlik tarihinde meydana gelmis ve sanati da etkilemis degisikliklere de isik tutuyor. Sergide Matisse, Gino Severini, Francis Bacon, Maurice de Vlamick ve Robert Delaunay gibi sanatcilarin otoportreleri de analiz ediliyor. Sergide eserleri bulunan sanatcilar sunlar: Matisse, Gino Severini, Francis Bacon, Maurice de Vlaminck, Robert Delaunay, Constantin Brancusi, Max Ernst, Joan Mirò, Fernand Leger, Giorgio De Chirico, Georg Baselitz, Picasso, Alberto Giacometti, Tamara di Lempicka, Errò, Elisabeth Peyton. 25 Eylul 2013 tarihinde baslamis olan sergi 9 Subat 2014 tarihine kadar sanat severlere acik olacak. Serginin kuratoru Jean-Michel Bouhours.

Italya ve Peskate

Letorrette1Milano’ya her gidisimde hic usenmeden trene binip Como sehrinin yakinlarinda olan Pescate(Peskate diye okunur)’de kaliyorum. Neden diyeceksiniz Milano gibi guzel, unlu bir sehri birakip, isin gucun yok, butun gunun yorgunlugu uzerine 45 dakikalik bir tren yolculugu daha ekliyorsun? Evet Milano cok guzel, cok cekici, heyecan verici, havasindan is ve moda merkezi oldugu ve bu iki dunyanin nabizlarini kontrol ettigi kolayca anlasiliyor. Magazalarin vitrinleri moda dergilerinin sayfalarina benziyorlar, surekli kendini yenileyen bir moda, takip etmesi her zaman mumkun olmayan bir hizi var ve Milano’yu guzel yapan etkenlerden biri de bu hiz. Ama bu hiz, ozellikle siz de hiz gerektiren bir is yapiyorsaniz bazen yorucu oluyor. Milano’yu gorduyseniz mutlaka Duomo’yu da bilirsiniz, gercekten cok gorkemli cok guzel, icinde karanlik, gizemli, sizi iceri davet eden buyulu bir atmosferi var. Ben de her Milano’ya gittigimde roportajlarimi bitirdikten sonra mutlaka guzel vitrinlere goz atiyorum, ve aksamustu kahvemi ictikten sonra mutlaka Duomo’yu ziyaret ediyorum. Ondan sonra da Milano benim icin bitiyor ve sicak evime benzeyen bir yer ariyorum. Iste bunun icin isim bittikten sonra Milano’da kalmak yerine kisa bir tren yolculuguna da katlanip Peskate’ye gidiyorum konaklamak icin. Cunku Lekko Golu’ndeki bu kucuk sirin ve de cok temiz sehirde cok hos bir otel kesfettim. Otelin sahibi Riva ailesi ve cok temiz, guler yuzlu, biz Turkler gibi insanlar. Otel uc yildizli ama inanin kendinizi bes yildizli oteldeymis gibi hissediyorsunuz, size tavsiyem eger Como veya Milano’ya yolunuz duserse mutlaka bu oteli denemeniz ve de benim gibi yapin en ust kattaki Lekko Golu’ne bakan odalardan birini ayirtin, inanin pisman olmayacaksiniz. Muhtesem bir sabah kahvaltisi sunuyorlar size ve sef Luigi(Luici diye okunur, beni okumaya devam ederseniz mutlaka italyancaniz gelisecek size soz veriyorum!)’nin balikli pilavini tatmadan sakin otelden ayrilmayin. Otelin cevresi cok hos ve dilerseniz otelden bisiklet kiralayarak sehri turlama sansina sahipsiniz. Peskate temizligi itibariyla Isvicre’yi andiriyor, gercekten kafa dinlenilecek cok hos bir yer. Daha fazla bilgi icin www.hotelletorrette.com

Lago di Lecco e Le Torrette

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Ogni volta che sono a Milano, vado a dormire vicino a Lecco, precisamente in località Pescate posticino sul lago di Lecco, perché il lago mi affascina. Milano è molto intrigante, possiede quell’energia frizzante di ogni città importante, rinomato centro di moda e affari. Passeggio volentieri dopo aver fatto le mie interviste per il centro di città, visito il Duomo e finito il mio dovere-piacere, mi metto in viaggio verso Lecco che da Milano dista solo una cinquantina di chilometri. Lecco è piccola e dolce, ordinata e pulita e visitandola si ha la sensazione di essere in una piccola Svizzera. Mi sposto da Lecco circa di due chilometri e raggiungo Pescate, dove ho scoperto un albergo proprio sul lago che si chiama “Hotel Le Torrette”, è situato sul Lago di Lecco, ed è un albergo meraviglioso, un locale in cui vi sentirete sempre a casa perché troverete il sorriso dei proprietari e le prelibatezze del Chef Luigi, se posso, vi consiglio di ordinare il “Risotto con il Pesce Persico”, un pesce di lago molto delicato. Alloggiando in quest’albergo se chiederete una stanza all’ultimo piano, vedrete una vista mozzafiato che guarda tutta la frazione del lago, tutte le stanze sono belle ma io preferisco guardare il panorama cosi in alto, prima del riposo notturno perché quando vedo le luci riflesse nell’acqua mi ricorda la mia città, Izmir e i ricordi mi portano là e il sonno tarda a venire. La mattina nella grande sala di color giallo sole, c’è ad accogliervi una ricca colazione servita sulla terrazza del ristorante che si affaccia su un “quadro naturale” raffigurante le bellissime montagne che nascono dal lago limpido e proseguono in alto fino al cielo azzurro… uno spettacolo! In fine per godersi l’aria frizzante del mattino, una bella camminata lungo il sentiero che percorre la riva del lago per tutta la sua lunghezza , percorribile anche con una bicicletta a noleggio messa a disposizione dall’albergo. E’ un programma per cui vale la pena di spostarsi da Milano a Lecco. L’albergo è di tre stelle ma vi offre un servizio come se ne avesse cinque! Cortesia, ospitalità, buona cucina e un sorriso vale tutto, la famiglia Riva con la loro accoglienza mi ha colpito e io “i sorrisi” non li dimentico. Vi consiglio spassionatamente un bel fine settimana a Lecco! Buona permanenza… Per saperne di più www.hotelletorrette.com