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LA DIGNITA’ DI BERLUSCONI: “SONO INNOCENTE, SE CONDANNATO VADO IN CARCERE”

AlessandrosallustiIl verdetto per il processo Mediaset è atteso per domani, Berlusconi lo aspetta con assoluta calma ripetendo la sua innocenza  mentre nell’aria politica c’è agitazione per ripercussioni che potrebbe avere una sua condanna definitiva, il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti mi ha spiegato alcuni dei “perché” molto importanti di questa vicenda intricata. L’ascoltiamo.

PERCHE’ ANDARE IN CARCERE E’ MEGLIO CHE STARE A CASA

“Carcere è un valore simbolico, produce una sofferenza fisica per cui mette chi ti ci ha mandato di fronte alla responsabilità di quello che ha fatto, invece gli arresti domiciliari, nella percezione comune… Uno dice va bene, casa sua… Invece la perdita della libertà è una violenza a prescindere da dove la sconti. Io ho provato gli arresti domiciliari, sono umilianti, mortificanti, perché in realtà nessuno può entrare in casa, non puoi comunicare con esterno. Se hai bisogno di qualcosa devi chiedere… -io vorrei andare in farmacia…-devi chiedere al giudice, giudice ti può dire sì o no, quando vuole come vuole. E’ molto più umiliante gli arresti domiciliari che il carcere. Il carcere ha una sua dignità, mi hai voluto mandare? Eccomi sono qui, è come se Gesù Cristo non fosse finito in croce. E’ quasi una vigliaccata quello di dire “no io ti mando ai domiciliari, sei a casa”, ma non è vero, non sono più libero. Dal punto di vista psicologico è peggiore, perché toglie l’egoismo di quello che stai facendo di quello che stai subendo. Mi hanno preso in giro, anche sui giornali, “non faccia la vittima” la mia compagna era On.Santanché, ha una bellissima casa, la casa della Santanché cosa vuoi di più. Non è così. Tanto vero che io sono evaso, non evaso per andare a scappare, evaso per andare in carcere. Perché devi mettere questi magistrati che usano una giustizia in questo modo così violento e non uguale, di fronte alla vergogna di quello che hanno fatto.”

Anche la sua condanna era inaccettabile…

“Inaccettabile per due motivi, il primo perché sulla sentenza c’è scritto che sono delinquente abituale. Uno può scrivere che io sia un pirla abituale, scema abituale, si può discutere, ma delinquente a casa mia è una parola che ha un valore… Se fermano mio figlio per strada e gli dicono tuo padre è un delinquente, lui non può dire non è vero perché è scritto sulla sentenza dello Stato, non può querelarli, lo Stato ha detto che io sono un delinquente. E questo mi ha ferito tantissimo.

La seconda cosa che tutti noi siamo uguali davanti alla legge, ma la legge deve essere uguale con tutti noi. Mi hanno definito delinquente abituale quindi ho perso i benefici di legge e sono stato condannato. Era la settima condanna per omesso controllo. Se ci fosse una legge che dice alla settima condanna sei delinquente abituale quindi perdi, uno dice va bene sarà una legge pazzesca sarà uno Stato non liberale però questa è la legge, ma invece non c’è una legge che dice questo. Perché il direttore della Corriere della Sera ne ha 24 di condanne, il direttore della Repubblica ne ha 28, Travaglio ne ha 11 allora perché io alla settima sono delinquente abituale e quello là alla ventiquattresima no? Perché questo è il giornale di Berlusconi.”

C’è qualcosa che non torna…

“Nel processo che andrà in sentenza definitiva il 30 luglio ci sono due cose che non tornano. La prima è che  proprio per far scattare lo stesso meccanismo che è scattato su di me, cioè per dare una condanna alta che implicasse automaticamente la sospensione dai pubblici uffici da quindi decade da senatore non può più essere eletto, hanno dovuto definirlo “evasore fiscale abituale”. Questo è un aggravante per cui scatta la pena di sospensione dai pubblici uffici per 4 anni, allora io mi chiedo perché e come mai l’uomo che per 18 anni ha pagato più tasse in Italia, è al primo posto come contribuente e in questi 18 anni ha versato 9 miliardi di euro di tasse, può essere definito “evasore fiscale abituale”? Tu puoi dire che il primo contribuente d’Italia ha evaso le tasse, ma non puoi dire evasore fiscale abituale.

La seconda cosa, in effetti, su quello pasticcio dei transazione dei pagamenti dei film dall’America all’Italia sono stati combinati dei pasticci e Mediaset all’epoca, prima che fosse aperta l’inchiesta, ha licenziato due manager perché li ha beccati a fare dei pasticci e li ha presi e li ha buttati fuori dalla porta. A Berlusconi cosa viene imputato? E’ vero che tu hai licenziato i tuoi manager, però tu non potevi non sapere cosa facevano i tuoi manager. Tra l’altro in un momento in cui lui non aveva la responsabilità giuridica, era Presidente del Consiglio, non era sostanzialmente a capo dell’azienda. In Italia quando vengono scoperti i pasticci nelle piccole e grandissime aziende, non è che viene preso il presidente dicendogli tu non potevi non sapere per cui tu vai in carcere, viene preso il colpevole e viene processato il colpevole. Perché Berlusconi deve essere l’unico capitano d’industria che non poteva non sapere? Se la legge dice che il capitano d’industria non può non sapere, vuol dire tutti i capitani d’industria non possono non sapere. Il Presidente di Banca Intesa che si chiama Bazzoli, il Presidente di Fiat che si chiama Elkann, che si chiama Agnelli, il Presidente del Gruppo De Benedetti che si chiama De Benedetti dovrebbero andare tutti in galera, perché nei loro gruppi sono successi dei pasticci come succedono nel tutti i gruppi del mondo. Queste due anomalie, cioè che viene definito l’evasore fiscale abituale il primo contribuente d’Italia,  e il fatto che l’unico imprenditore che non poteva non sapere cosa stavano combinando i suoi manager… Queste due cose messe insieme mi fanno avere la certezza che questo è un teorema che è costruito semplicemente per mandare Berlusconi in galera.

Non c’è giustizia se la legge non è applicata nello stesso modo nei confronti di chiunque. Se io e te lasciamo la macchina in divieto di sosta, stessa macchina nello stesso punto alla stessa ora provocando lo stesso disagio, a te danno 30 euro di multa, a me ritirano la patente e la macchina, mi mettono in galera, non è giustizia, o tutti i due 30 euro o tutti i due in galera, allora è giustizia. Può essere una giustizia feroce o sbagliata ma il presupposto della giustizia che tutti vengano trattati nella stessa maniera.

34 condanne in 18 anni non le ha subito nemmeno il capo della mafia. Il numero dei processi è l’indice dell’accanimento giudiziario verso di lui, gli sono andati addosso per ogni cosa, hai fatto questo è reato, quindi processo. Al Capone non ha subìto 34 processi, Toto Riina non ha subìto 34 processi. Ce la mettono tutta per riuscire a condannarlo, ancora non sono riusciti a farlo, e secondo loro il motivo di questo che i reati erano andati in prescrizione, ma non è vero. Se i reati erano così evidenti, non potevano andare in prescrizione. Le loro accuse sono dei teoremi che non si basano su prove e fatti certi. In Italia c’è una grande anomalia. L’Italia non è mai stato un paese normale, nel 1992 quando la Procura di Milano decide di sterminare una classe dirigente con famoso tangentopoli dove i fatti erano prevalentemente veri, dove la magistratura di Milano è diventata inaffidabile e inattendibile perché le tangenti del sistema politico c’erano in tutto il sistema politico, la magistratura di Milano ha arrestato quindi delegittimato ucciso politicamente, e alcuni anche fisicamente si sono sparati sono morti in carcere, soltanto due dei tre attori politici di quelli anni, il partito principale era Democrazia Cristiana, il secondo era Pci Partito Comunista, il terzo era Partito Socialista. Democrazia Cristiana e Partito Socialista erano alleati per tenere Pci fuori dalla stanza dei bottoni, guarda caso la magistratura di Milano ha arrestato e decapitato Dci e Psi e non ha toccato Pci, non solo, ma i due magistrati che hanno fatto questa operazione erano Antonio Di Pietro e Gherardo D’Ambrosio sono diventati deputati e senatori del Partito Comunista che dopo ha cambiato nome PD, il che è molto anomalo. La classe politica nel 92-93 di fronte a questa vergogna pubblica, perché si vergognavano ovviamente dell’avvenuto, cosa fece, rinunciò all’immunità parlamentare, si arrese alla magistratura, dicendo va bene. Perché l’Italia nasce con la Costituzione dopo il fascismo, lo Stato ha tre poteri, potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario quasi come in tutti i paesi. Questi tre poteri devono essere indipendenti tra di loro. Siccome tutti i magistrati che c’erano in Italia nel 48 quando è nata la Costituzione erano magistrati già dapprima sotto il regime fascista, allora si sono detti, ma possiamo fidarci dei magistrati che si sono formati sotto il regime fascista? Possono fare un golpe, con loro potere arrestare tutti i politici e reintrodurre il fascismo, per cui  padri costituenti avevano chiaro che il potere politico doveva essere difeso dal potere giudiziario, tanto è vero che i padri costituenti inserirono l’immunità parlamentare, cioè finché io sono nell’esercizio delle funzioni politiche su mandato del popolo cioè sono eletto  e poi io sia onorevole che sia ministro, per tutto il periodo in cui mi hanno eletto almeno che non mi trovino in flagranza di reato o per particolari reati che hanno previsto tipo strage, omicidio, c’è una serie di reati, i magistrati non possono indagarmi tantomeno arrestarmi, se hanno il sospetto che io sia colpevole di qualcosa quando smetto di essere parlamentare mi possono processare, come è successo in Francia a Chirac e  a Sarkozy si aprono processi, finché sei Presidente del Consiglio o Presidente della Repubblica o onorevole non puoi essere processato se non per i reati di un certo tipo, per cui la classe politica italiana è stata al riparo dall’incursione della magistratura per diversi anni, nel 92 sull’onda della vergogna rinunciò all’immunità parlamentare quindi dal 92 la classe politica italiana è nelle mani della magistratura che fa esattamente ciò che vuole. Attacca un gruppo, mette sotto inchiesta un gruppo non un altro, mette nel mirino un leader anziché un altro… E’ questa normalità, la separazione dei poteri va ripristinata. Se no c’è un potere dello Stato che prevarica gli altri. Non è possibile, non può essere possibile. Questo è il problema che abbiamo in Italia.”

Potrà mai cambiare?

“Io credo che finché non cambia questo sistema non si ripristinano delle condizioni di democrazia. Il Pdl sono tanti anni che chiede con insistenza di cambiare la giustizia ma per farlo ci vogliono due terzi dei consensi, o tu vinci le elezioni con 60% dei voti o devi chiedere alla sinistra che purtroppo è alleata con magistrati e così non si esce da questa cosa. Tecnicamente è impossibile.”

Centro destra senza Berlusconi? Ci può essere un altro leader come lui?

“Non ci sarà un altro Berlusconi, non esiste un sostituto a Berlusconi, come non esiste un sostituto di Michelangelo o Leonardo da Vinci, l’Italia è un paese liberale che è sempre stato di una maggioranza non di sinistra. Il centro-destra andrà avanti ma Berlusconi è un leader irripetibile.”

PERCHE’ HO VOTATO PD E RIVOTERO’ PD(2)

Dopo perché ho votato M5S e rivoterò M5S, è la volta di Partito Democratico. Ascoltiamo Anna (43 anni, operaia): “Io ho sempre votato PD, prima era PCI ma sempre PD perché vengo da una famiglia di contadini che hanno sempre creduto in una sinistra che al di là delle cose più o meno eclatanti diceva di difendere i diritti dei più deboli. Io ci credevo in questo e ci credo tutt’ora. Con la differenza che negli ultimi anni non hanno fatto molto per i più deboli, hanno incominciato a fare compromessi con quelli “più forti” e di conseguenza sono venuti a mancare le protezioni e gli aiuti veri per i più deboli. Ti faccio subito degli esempi; il primo è stato il compromesso dei sindacati che hanno accettato questi contratti a termine. E’ vero non è più il tempo di lavoro fisso, non ci possono essere più presupposti. E’ cambiata l’economia, è cambiato il mercato, è cambiato tutto. Però per l’epoca aver inserito questa faciloneria di poter assumere solo per un determinato periodo ha fatto in modo nel corso degli anni che certi classi certi dirigenti più forti se ne siano approfittati, non c’è molta tutela per le persone perché oggi se una persona vuole lavorare non ha più il lavoro di un tempo fa, che cominciavi a lavorare e sapevi di poter arrivare alla pensione, oggi ti assumono per tre mesi o sei mesi all’anno, se tu fai una cosa del genere sul mercato del lavoro devi dare la stessa possibilità sul mercato economico. Perché il dramma nasce dal fatto che io lavoratore riuscirò a lavorare solo a tempo “determinato” ma il resto della vita è impostato indeterminatamente. Se io vado a chiedere un mutuo non me lo danno con scadenze in base a quanto lavoro, magari duro cinquanta anni a pagare il mutuo però ho comunque un mutuo della casa che mi si attiva le rate nel momento che mi attiva uno stipendio, e si disattiva nel momento che sono a casa ferma, invece no, io il mutuo lo attivo indeterminatamente dal momento in cui me lo concedono, lo devo pagare tutti i mesi lavoro o non lavoro. Se io lavoro tre mesi dopo sono ferma per due mesi, quei due mesi chi me li paga il mutuo. Qui c’è una bilancia non pari, tutti dovrebbero avere un lavoro fisso a tempo indeterminato, ma il mercato è talmente instabile che non è più possibile. Se non è più possibile garantire il posto fisso questo io lo posso accettare. Ma nel momento i cui una sinistra o un sindacato che accetta di mettere gli operai nelle categorie terminabili cioè periodi di lavoro a tempi determinati, alla stessa maniera tu li devi dare la possibilità comunque di farsi una famiglia, una casa, prendersi una macchina a rate, anche pagandolo determinatamente, allora la bilancia poteva essere più pari, e oggi ci sarebbero stati meno difficoltà. Invece la vita, pagare il mutuo di una casa, bollette di luce e gas va avanti indiscriminatamente mese dopo mese. Ma la sinistra ha messo “operaio” in una condizione di lavoro che va avanti tre mesi si quattro no, l’operaio come deve fare per andare avanti? Sono delusa per questo motivo, la sinistra ha accettato i contratti a termine senza pensare che la vita va avanti. Chi tutela questa gente che vuole lavorare ma ti mandano a casa e tu devi mangiare e campare coi figli? Se la sinistra e i sindacati sono scesi ai compromessi con questi contratti a termine per smuovere il mercato va benissimo ma bisognava pensare anche alle conseguenze. Ora il divario è grande e chi non ha posto fisso non può permettersi un mutuo, così vivi senza costruire un futuro e senza speranza. Chi non ha un posto fisso non può presentare la busta paga per acquistare una macchina, chi non ha posto fisso non può neanche richiedere la cittadinanza, e non solo se non hai posto fisso non puoi neanche affittare un appartamento, perché ti chiedono quattro mensilità in anticipo. Hanno creato un solco, hanno fatto tutto per l’immediato non hanno pensato a dopo, e sarà sempre peggio. Comunque ho votato PD e voterò PD per il semplice fatto che continuerò a credere nei valori in cui ho sempre creduto e posso dire che ho scelto il male minore, non è bello parlare così lo so ma ti dico la verità. Ho creduto in certe persone che quando erano in opposizione dicevano che avrebbero cambiato tante cose quando venivano al potere. Poi hanno vinto e non hanno mantenuto le promesse. Quando non fai le cose di cui avevi promesso perdi di credibilità. E la sinistra ha perso credibilità, da operaia non posso votare per la destra che difende i diritti di ricchi o solo chi ha soldi, devo continuare a votare sinistra che “dovrebbe difendere noi” anche se all’apparenza. Tu puoi parlare solo con il voto, sono loro che sono lì. Gettano fumo negli occhi, fanno poco in maniera eclatante poi gli anni passano e i nodi diventano rovi e non ci passi più. Oggi in Europa la competizione è grande, e vedo che tendono a creare due Europa; una povera, una ricca non so a che scopo ma è quello che vedo. In Italia c’è una corsa a “non pagare le tasse” o pagarle meno, e questa fa una grandissima perdita di capitale. Dopo le elezioni era bello vedere la Boldrini e Grasso a rinunciare al 30% del loro stipendio. Devono farlo tutti. Devono dare esempio. Se ci chiedono dei sacrifici,devono essere loro per primo a cominciare a fare dei sacrifici rinunciando a una parte dei loro privilegi. Poi ogni volta che abbiamo un governo nuovo sempre cercano di fare la riforma delle istituzioni e la riforma della sanità. Non capisco il perché. E’ indecente aspettare un anno per un’ecografia, ti danno appuntamento un anno dopo, magari tu sei già sottoterra finché arrivi la data. Tu la sanità la devi impostare in maniera che funzioni per tutti e per sempre. I tuoi figli vanno alla scuola pubblica e non c’è carta igienica a scuola, ma danno soldi a quelli privati. Insomma un sacco di storture che devono essere corrette. Voto sempre con la speranza che la sinistra un giorno diventerà la vera sinistra e qualcosa cambierà, ma da decenni non vedo cambiamenti. C’è chi prende 580 euro di pensione e c’è chi ne prende 60.000 euro! Non è possibile, qui bisogna far qualcosa! Se ne rubassero meno e ci fosse uguaglianza nella distribuzione dei redditi e ognuno pagasse le tasse, i conti tornerebbero e la gente sarebbe più serena. Pd doveva lavorare su queste cose, uguaglianza dei diritti per tutti e sorvegliare i diritti dei lavoratori sono cose di PD. Li rivoterò perché sono di sinistra.”

EZIO MAURO

EziomauroIl direttore della Repubblica Ezio Mauro è stato ospite alla Stampa Estera di Roma, ovviamente la prima domanda che gli abbiamo fatto è stata “Che cosa sta succedendo nella politica italiana?”, vi riporto la sua risposta. “Il risultato delle elezioni ha dato vita a tre minoranze che non sono stati capaci di fare una coalizione. Si pensava che almeno potessero trovare un accordo almeno per eleggere il Presidente della Repubblica perché bastava una maggioranza semplice, ma non sono stati capaci né di fare un’alleanza né di eleggere il capo dello Stato. Siamo arrivati al punto che la politica in parlamento non era in grado di dare una forma alle istituzioni. A questo punto tre i maggiori partiti sono andati a Napolitano a chiedere di fare uno sforzo di responsabilità per rimanere, e Napolitano naturalmente ha detto: ”Se voi mi chiedete uno sforzo per rimanere contrariamente al mio progetto di vita, ai miei programmi e all’età che ho facendo anche uno strappo istituzionale”, – perché la rielezione del presidente della Repubblica è prevista dalla costituzione ed è legittima ma non c’è mai stata nella storia della Repubblica Italiana una situazione così- “in cambio fate uno sforzo anche voi e fate un governo, quindi è nata così per uno stato di necessità quest’alleanza fortemente equivoca e contraddittoria soprattutto per elettorato del PD perché Berlusconi che era a un punto bassissimo del consenso italiano, soprattutto del consenso internazionale, parlo delle cancellerie e dei mercati prima delle elezioni ha confermato quello che abbiamo sempre detto, di essere a nostro giudizio un pessimo uomo di governo ma un formidabile campaigner. Io l’ho sempre sperimentato, qui non ci vuole molta abilità nel vederlo, Berlusconi sa trasformare le campagne elettorali in un’occasione per trovare un senso comune con il paese, capace di trovare sintonia con la gente, bravissimo a interpretare il senso comune degli italiani, è un grande combattente, un uomo che non si arrende mai, è il suo aspetto più importante politicamente. Berlusconi ha risuscitato un partito che era considerato praticamente morto, molti lo stimavano 15% nei sondaggi, eppure è arrivato a 21,5% e quindi pur avendo perso sei milioni e mezzo di voti comunque ha vinto, mentre il PD pur avendo vinto ha perso, perché ha gettato nel mare un’occasione straordinaria che aveva col competitor molto basso nei consensi e con un’occasione di interpretare anche la voglia di cambiamento che gli italiani avevano. E’ stato Grillo che ha saputo vedere “la voglia di cambiamento degli italiani” perché Grillo ha fatto una campagna elettorale tutta di conservazione, si è sdraiato sul patrimonio di voti di energia politica delle primarie, si è preoccupato di tenere insieme quel pacchetto di consensi perdendolo un pochino tutti i giorni e senza rispondere a Berlusconi che è stato il padrone dell’agenda politica per tutto il periodo delle elezioni. Allora la situazione è questa, è nato questo governo che richiede uno sforzo di responsabilità da parte di tutti, e nello stesso tempo è un governo molto difficile da digerire per opinione pubblica del Partito Democratico. In questo paese l’opinione pubblica dei partiti conta poco, contano i vertici. L’opinione pubblica è contraria a questo governo pur capendo che non c’è una soluzione diversa”.

Perché ho votato M5S? E rivoterò M5S (1)

Perché ho votato M5S? JEAN 35 ANNI (lav. Dipendente) Roma

Ho avuto sempre un’ideologia di sinistra, soprattutto nel tema dell’economia e della redistribuzione del reddito, sono pertanto antiliberista. Prima della nascita del M5S, ho votato sempre per il PD e prima ancora DS, quest’ultima l’ala che doveva essere la sinistra del PD. Negli anni successivi, con il peggioramento dell’economia italiana legata ai vincoli europei, ho incominciato a sospettare sui “meravigliosi” benefici dell’Eurozona. Purtroppo mi accorgevo della strana sudditanza del PD e pre PD verso le istituzioni autoritarie eurocratiche, quali la BCE, l’UE in generale, tutto quello che veniva dettato da Bruxelles, era preso per oro colato del centro sinistra. Inoltre mi sono reso conto che le belle promesse di Prodi sull’euro si stavano traducendo in cessione di sovranità verso istituzioni non elette da nessuno, svalutazioni interne del mercato del lavoro, perdita di competitività dovuta ad una moneta troppo rivalutata, privatizzazioni… Dinamiche che sarebbero dovute essere contrastate da una vera sinistra, la quale mi stava deludendo giorno per giorno. Il nascere del M5S ha destato la mia curiosità e ho iniziato a partecipare ai famosi VDAY. Il fatto che non si trattasse di un partito tradizionale con sezioni, tesorieri, e cosa molto importante l’uso di internet al posto dei mezzi di comunicazioni convenzionali e il loro rifiuto dei rimborsi elettorali aveva conquistato la mia fiducia. Per me era una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto alla concezione tradizionale di partito che c’è sempre stata in Italia, mi riferisco anche al sistema della partitocrazia. Inoltre ho sempre apprezzato la figura di Grillo, personalità fuori dagli schemi, artista denominato come “pazzo” ma che stato uno dei pochi che si è reso conto del cambiamento della società a partire dall’uso di nuove tecnologie d’informazione, Grillo per questo ha investito sulla rete, perché questa avrebbe posto fine alla passività nella ricezione delle informazioni, strategia usata attraverso l’uso di TV e giornali, inoltre l’Italia è al settantesimo posto nella graduatoria mondiale come libertà di stampa. Insomma un eretico per le mummie della vecchia informazione tradizionale e della partitocrazia, i quali hanno fatto pagare cara a Grillo, cacciandolo via dalla Rai quando fece la famosa battuta nel 1986. I cavalli di battaglia del M5S sono stati quelli che io ingenuamente cercavo prima della nascita del M5S, nella “sinistra” quali: contrasto alle privatizzazioni, Stato forte con acqua, sanità, energia, scuola pubblica, energie rinnovabili e ripudio dell’atomica, la rivendicazione della sovranità monetaria, il ridiscutere i trattati con l’Europa e la non sudditanza verso di essa, tagli dei costi della politica e dell’informazione ormai non libera, uso della rete ed una vera opposizione, tematiche che ormai sono state bandite dal cartello politico PD e PDL, inutile poi parlare dei clamorosi inciuci di questi ultimi.

Come attivista M5S ho visto un’ottima partecipazione nel suo interno da parte di tutti, un movimento democratico aperto a tutti, dal professionista al disoccupato allo studente, senza logiche del partito. A mio avviso il M5S è uno strumento di democrazia diretta, dove il fine non è il partito, ma esso (il movimento) è il mezzo per portare la volontà, le proposte dei cittadini, direttamente nelle istituzioni tramite i cittadini stessi! Mentre nei partiti tradizionali, il fine è il partito in sé per sé o non gli elettori, i quali passano in secondo piano mentre gli eletti non si reputano cittadini ma onorevoli votati per grazia ricevuta.

Rivoterò M5S ovviamente perché sono coerente con le mie idee che ho descritto e non ci tengo consegnare l’Italia a PD e PDL e so che M5S sarà la nostra salvezza.

Intervista integrale a Beppe Grillo

BRUNO VESPA

brunovespa15Bruno Vespa è un giornalista molto seguito e rispettato, ormai fa parte della vita quotidiana di ogni italiano con il suo programma “Porta a Porta” in onda su Rai Uno. Dott. Vespa fosse rispettabile lo sapevo, ma si è dimostrato anche molto umile concedendomi un’intervista alla Rai dove stava preparando una puntata molto impegnativa del suo programma. Ha una voce molto bella e si fa ascoltare volentieri anche per questo, molto simpatico e gentile come gli altri collaboratori del suo programma. Abbiamo parlato della politica e ha dato qualche consiglio anche ai giornalisti esordienti.

E’ diventato giornalista per scelta o per caso?

Per scelta naturalmente. All’età di sedici anni, il caso ha voluto che mentre frequentavo il circolo del tennis nella mia città, un ragazzo più grande di me mi ha detto: “Perché non vieni a collaborare con me al giornale?” e allora sono entrato e non l’ho più smesso.

Lei è sempre sotto pressione, quando si prende due giorni di relax che cosa ama fare?

Io amo fare tutto nel senso mi piace il mare, mi piace la montagna, mi piace la campagna, quindi vado al mare, vado in montagna, vado in campagna. L’Italia è talmente bella che c’è da scegliere.

Secondo Lei quali saranno le prime tre mosse del prossimo primo ministro?

Guardi, credo che ci sia un’emergenza economica, quindi penso prossimo governo cercherà subito di dare dei soldi agli italiani e di alleggerire le tasse, probabilmente. Non è facile ma probabilmente sarà questo… E’ la cosa più attesa onestamente.

Di che argomento tratterà il suo prossimo libro?

Il mio prossimo libro farà un viaggio abbastanza personale dal momento in cui sono nato fino al momento in cui uscirà il libro però, visto in chiave molto personale.

Che cosa ne pensa del Movimento 5 Stelle?

Un movimento importante visto che ha preso il 25% dei voti, ho la sensazione che alcuni voti siano frutto di un equivoco  nel senso che Grillo secondo me è un movimento di sinistra radicale, nonostante abbia anche degli atteggiamenti tipici della destra. Molta gente ha votato senza capire esattamente che cosa fosse. Infatti, credo che progressivamente perderà un po’ di voti ma resta comunque un movimento importante.

Perché perderà i voti progressivamente?

Perché intanto chi aspettava Grillo per condizionare il potere ha visto che per esempio Grillo ha perso l’occasione di eleggere il capo dello stato con il centro sinistra e anche di fare un governo con il centro sinistra. Questo non è piaciuto ad alcuni evidentemente, e poi molti elettori di centro destra hanno capito che Grillo è di sinistra e quindi non lo voteranno più.

Che cosa succederà nel PD? Secondo Lei Bersani dove ha sbagliato?

Ha sbagliato secondo me nell’insistere troppo con Grillo per fare un governo. Aveva il diritto di provarci ma era chiaro fin dall’inizio che Grillo non avrebbe accettato, allora avrebbe potuto smettere prima.

Che futuro vede Lei per Berlusconi?

Berlusconi è resuscitato varie volte. Questo dipende da quando si vota, se si vota presto ed io spero che non si voti presto, Berlusconi correrebbe ancora per la presidenza del Consiglio, ma io spero che lui faccia ”padre nobile” del centro destra con un ruolo sempre molto importante.

Lei sa bene che ad un giornalista esordiente viene offerto 10 Euro per un articolo, secondo Lei come si deve comportare il giornalista per affermarsi?

Senta all’inizio si accontenti anche di 10 euro, io ho cominciato gratis. Ho avuto uno stipendio di 5.000 lire che era molto molto poco quando io ho cominciato nel 1960. Molti lavorano gratis, molti continuano a lavorare gratis, poi se il giornalista vale, andrà avanti. So che c’è molto sfruttamento ma credo che migliorerà.

24.04.2013