Turchia

L’AIA E CASSINETTA DI LUGAGNANO

 

 

Dross nel giardino dell'Aia prima di cominciare alla partita del calcio

Dross nel giardino dell’Aia prima di cominciare alla partita del calcio

Milano è una delle città più affascinanti d’Italia, si sa! La notizia è un’altra, devo dirvi che ci sono tanti altri posti che potete gustare intorno a questa città attraente. Se avete intenzione di vedere Milano o ci andrete per forza a vedere tanto discusso e atteso Expo 2015 (come si fa a non passare! Bisogna vedere il prodotto finale!) vi consiglio spassionatamente di andare un po’ fuori Milano.

 

Cassinetta bella

Cassinetta di Lugagnano

Ho avuto la fortuna di conoscere una piccola cittadina stupenda in provincia di Milano che si chiama Cassinetta di Lugagnano nel cuore del Parco del Ticino (a 25 km da Milano, facilmente raggiungibile in treno o in macchina), famosa per essere uno dei Comuni Virtuosi perché difende l’ambiente rispettando la natura, cementificazione zero, recupero e riqualificazione delle aree dismesse, bioedilizia compatibile con ambiente. Si è parlato molto di Cassinetta di Lugagnano negli ultimi anni sui media, grazie anche al grande lavoro svolto dall’ex sindaco Domenico Finiguerra, un borgo molto ben organizzato situato in riva al Naviglio Grande, immerso nel verde che dopo aver respirato per due giorni quell’aria talmente pulita e fresca ero pronta a correre una maratona! Cassinetta di Lugagnano possiede anche un ristorante di alto livello in cui molti politici si recano per discutere questioni importanti (si suppone). Tutti si ricordano ancora della visita di Berlusconi nel 2006 che era arrivato in elicottero parcheggiandolo nella piazza principale del paese. Lungo il fiume ci sono diverse dimore storiche seicentesche settecentesche appartenenti alle famiglie abbienti che da secoli abitano a Cassinetta di Lugagnano, una di queste, Villa Negri in cui risiedono discendenti della storica Famiglia Negri, oggi viene utilizzata per le cerimonie di matrimoni sia civili che religiose ed eventi meeting aziendali e feste private. Villa Negri è dotata di un grande parco e di numerose sale, che ospitano anche i dipinti degli antenati della famiglia.
Sempre lungo il fiume ho scoperto un Agriturismo altrettanto affascinante quanto Cassinetta di Lugagnano che si chiama l’AIA gestito dai signori Anna Baroni e Massimiliano Radice con l’aiuto del figlio Enea. La cascina è uno storico casale di campagna, con edifici del 1550-1700, che Anna, Massimiliano ed Enea hanno deciso di recuperare per creare un sistema agricolo che operasse nel totale rispetto dell’equilibrio ambientale, il più possibile ecologico. Anche per questo hanno aderito al progetto WWF “Fattorie del Panda”. La superficie aziendale è di circa dieci ettari, dove vengono coltivati secondo il metodo biologico cereali, ortaggi e frutti, privilegiando antiche varietà arboree con nespoli comuni, cotogni, ponciri e azzeruoli. Inoltre, a ridosso della cascina, Anna segue “L’orto dei semplici” con una raccolta di piante officinali ed un orto sinergico in fase sperimentale. L’Aia ha cinque stanze ben curate con tv e bagno, nel prezzo di alloggio è inclusa anche la colazione preparata da Anna con i prodotti locali, biologici e naturali. Tutte queste qualità fanno sì che un semplice biscotto diventi una parte molto importante di una sinfonia indimenticabile! Il biscotto fatto da Anna è davvero favoloso, morbido e leggero grazie alla farina integrale biologica prodotta dall’azienda.
Dal 2007 l’azienda ha aderito al progetto “Fioriture campestri nelle aree coltivate a cereali” reintroducendo i fiordalisi, oltre ai papaveri e camomille già presenti nei campi di grano.
In ottobre 2012, aderendo all’iniziativa della “Filiera del pane” del DESR, sono stati seminati sperimentalmente undici grani antichi di frumento, con la partecipazione dell’AIA e della facoltà Agraria di Milano. Si tratta di cultivar risalenti all’inizio del 900, provenienti dalle selezioni agronomi Todaro e Strampelli, che selezionarono i principali grani diffusi in tutto il mondo rurale del tempo. Questi grani sono caratterizzati da un glutine debole e quindi più facilmente digeribile. Sono a taglia alta (140-170 cm), non tollerano i terreni troppo ricchi di azoto, coprono bene il campo riducendo il problema delle erbe infestanti, sono rustici e danno dei risultati accettabili anche in terreni poco adatti, il che li rende adatti a un metodo di coltivazione biologico.
I prodotti dell’azienda in vendita allo spaccio sono:
Cereali biologici, farine (di grane tenero, integrali o semintegrali, di mais, integrale degli “11 grani antichi”, frutta e verdura di stagione (che secondo me con tutte le malattie che siamo circondati, sarebbe il momento di optare per la frutta di stagione come facevamo una volta, ed eravamo tutti più sani), erbe aromatiche, officinali e spontanee (menta, origano, melissa, malva, perilla, pepe dei monaci, rosmarino, limoncina, nepetella, salvia, lavanda, etc.…) tisane raccolte a mano ed essiccate lentamente.
Dopo la colazione se avete voglia di fare lo sport vi aspetta Dross! E’ un border collier (il cane di Fiorello nella pubblicità) dolcissimo, amante di sport e gioco che vi fa compagnia se lo gradite durante la vostra permanenza all’Aia. E’ talmente bravo a giocare calcio in qualità di portiere, se ci fosse nazionale composto dai cani di sicuro verrebbe scelto con il maggior numero dei voti! E sarebbe apprezzato tanto da Buffon! Ha anche gli aiutanti composti da sette gatti dolcissimi di nomi: Musetto Nero, Roby, Filippo, Mariottide, Mini Mariottide, Riccardino, Benito.
Agriturismo l’Aia offre anche molte attività didattiche divertenti e educative molto interessanti rivolte a gruppi, famiglie, centri estivi e Grest. L’azienda dispone di servizi per persone diversamente abili, ci sono luoghi riparati in caso di maltempo e area pic-nic. Luglio è il mese dedicato alla frutta, per chi vuole conoscerla meglio e riscoprire la sua importanza nell’alimentazione, un workshop molto divertente e interessante. Riconoscere i frutti autoctoni, riscoprire quelli antichi, un tempo caduti in disuso e oggi riscoperti per le loro caratteristiche congenite e altri particolari rari.
In queste ultime settimane il regista Giacomo Gatti, insieme al noto regista Ermanno Olmi, autore tra l’altro del film “L’Albero degli Zoccoli” (1978) vincitore della Palma D’Oro al trentunesimo Festival di Cannes, è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare, ha girato alcuni filmati all’Agriturismo l’Aia per valorizzare la coltivazione del grano nell’ambito del tema dell’Expo Milano 2015 “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”. La più antica tipologia del grano esistente, il triticum monococcum è originario della Turchia, ancora coltivato.
La Regione Lombardia sta progettando una superstrada che passerebbe anche da Cassinetta di Lugagnano nel Parco del Ticino danneggiando per sempre l’ecosistema… Speriamo che ciò non accada perché sarebbe un grave peccato!
AGRITURISMO L’AIA
Cascina Piatti
Alzaia del Naviglio Grande, 1
20081 Cassinetta di Lugagnano (MI)
Tel.: 02 94249090
Cell: 347 0023121
www.agriturismoaia.it
Email:agriturismoaia@hotmail.it

La Turchia e La Regione del Veneto

Si è tenuto ieri, venerdì 10 maggio 2013, presso la sede Municipale di Venezia, un incontro tra le Autoritá Locali ed una delegazione di Sindaci  turchi della regione della Tracia. “L’importante incontro di oggi tra la delegazione di sindaci della regione della Tracia e la Municipalità di Venezia, – sottolinea Filippo Olivetti, Console Generale Onorario per la Repubblica di Turchia con competenza sulla Regione del Veneto rafforza ulteriormente i rapporti Istituzionali tra la Repubblica di Turchia e Venezia. In qualità di Console Generale di Turchia per la Regione del Veneto ritengo questo incontro odierno molto importante per un maggiore sviluppo dei rapporti economico e culturale tra il nostro territorio e l’importante regione della Tracia.”   Importanti le relazioni economico – commerciali fra Italia e Turchia: in 10 anni le aziende italiane in Turchia sono passate da 200 a 975 ed il livello degli investimenti diretti è cresciuto del 50 per cento. Ad imprese edili ed ingegneri italiani gli appalti per la costruzione del terzo ponte sul Bosforo e dell’autostrada Istanbul-Smirne. L’import-export ha raggiunto un valore di 23,9 miliardi di dollari, con un saldo positivo di circa 7 miliardi. Sul fronte del turismo significativi i dati: 100.000 turchi visitano l’Italia e 350.000 italiani la Turchia.

TURCHIA/ Selin Sanli: stare fuori dall’Ue è stata la nostra salvezza

Tratto da ilsussidiario.net

Se un tempo la Turchia sognava l’Europa, oggi l’Ue non è più sinonimo di progresso ma della miseria e della disoccupazione della vicina Grecia. Lo dimostra il fatto che secondo un sondaggio dell’Università del Bosforo, pubblicato sul quotidiano Vatan, oggi soltanto il 47,1% dei turchi ha un’opinione positiva dell’Europa, contro il 73% del 2003. Se nove anni fa il 74% della popolazione avrebbe votato “sì” a un referendum sull’ingresso nell’Ue, oggi solo il 51% si esprimerebbe in modo favorevole. Selin Sanli, corrispondente da Firenze della radio televisione turca Trt, commenta per Ilsussidiario.net i risultati del sondaggio.

Per quale motivo i turchi che hanno un’opinione positiva dell’Europa sono sempre di meno?

La causa principale è la crisi economica. Abbiamo visto la nostra vicina Grecia sprofondare nel baratro e mettere in svendita ogni cosa. Un tempo l’Unione Europea era una potenza politica ed economica, ma dopo quanto è avvenuto ad Atene e in seguito alla crisi economica e politica dell’Italia che sembra non avere mai fine, le cose sono cambiate. Per tutto questo insieme di fattori l’Unione Europea è diventata meno attraente. Ankara ha retto meglio di Atene alla recessione globale? Non soltanto ha retto, ma oggi la Turchia sta attraversando una fase di boom economico, è in forte crescita e spero che continui su questa strada. Il premier Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che è mancato poco che la crisi toccasse anche noi, ma per fortuna ce l’abbiamo fatta.

Per quale motivo la Turchia è rimasta immune dalla crisi economica?

Soprattutto perché non fa parte dell’Unione Europea. A ciò si aggiunge il fatto che i costi della manodopera nel nostro Paese sono molto più bassi, e i prezzi dei prodotti turchi sono di conseguenza più contenuti. Le aziende tessili italiane, anziché fare cucire le giacche negli stabilimenti del Belpaese, delocalizzano in Turchia dove tutto costa la metà, compresi i viaggi e la stessa dogana. Nello stesso tempo però il nostro Paese è facilmente raggiungibile dall’Europa, i suoi abitanti hanno ricevuto un’educazione di buon livello, lavorano e sono pagati, anche se i salari sono più bassi rispetto agli standard del Vecchio Continente.

C’è qualche settore che sta andando particolarmente bene?

Il nostro è un Paese ricco di materie prime, e quindi tutti i settori stanno trainando. Di recente per esempio c’è stato un boom della fiction turca, che ha registrato il picco nel 2011. Le serie tv prodotte nel nostro Paese sono state vendute in 24 Stati nel mondo, inclusi quelli non islamici come la Romania, l’Ungheria e la Repubblica Ceca, generando un fatturato da 60 milioni di dollari. Noi sappiamo imparare, è questa la chiave del successo turco.

Il giudizio dei turchi sull’Europa deriva anche dalla delusione per il fatto di esserne stati esclusi?

Sicuramente pesa anche questo fatto. Ancora oggi per esempio ai turchi che desiderano visitare l’Ue è chiesto il visto. La forte crescita della nostra economia fa sì che quanti dal nostro Paese si recano in Italia, soprattutto nelle città turistiche come Firenze, lo fanno per spendere e non certo per trovare lavoro. Eppure siamo sempre trattati come potenziali immigrati, e questo un po’ ci indigna. A un cittadino turco che vuole venire in Italia, l’ambasciata chiede quante case possiede, qual è il suo reddito e altre domande un po’ vessatorie che ci mettono abbastanza in soggezione.

Quali sono le conseguenze di questo atteggiamento?

Nei confronti di un potenziale turista che è contento di vivere in Turchia, che non penserebbe di emigrare per nessun motivo, e che vorrebbe soltanto trascorrere tre giorni a Roma e tre giorni a Venezia, diventa un disincentivo a recarsi in Italia. Sono questi piccoli fatti a creare risentimento nei confronti della burocrazia dell’Unione Europea. Noi turchi abbiamo capito che siamo forti anche senza l’Ue, anzi molti di noi pensano che sia una fortuna esserne stati esclusi, perché se le cose non fossero andate così oggi staremmo peggio. Fino a un paio di anni fa il fatto di essere stati lasciati fuori ci pesava, oggi stiamo bene anche senza Ue.

Il 64% dei turchi teme che un’adesione all’Ue andrebbe a scapito dei valori islamici. Quanto conta la religione nel giudizio negativo sull’Europa?

Noi turchi siamo sempre stati diversi dagli altri musulmani: dal punto di vista della mentalità ci sentiamo certo più europei che arabi. Non nego che la gente possa avere paura di quello che non conosce. Io però sono musulmana, ma vado in chiesa quasi tutti i giorni e mi fa tantissimo piacere. Pur nelle rispettive differenze, tanto il Cristianesimo quanto l’Islam sono religioni monoteiste e vedo soltanto punti d’incontro tra di loro. Di recente sto leggendo la Bibbia, e se si conoscessero tutti gli elementi che abbiamo in comune tra turchi ed europei non ci sarebbe più questa paura. Ritengo che in un futuro più o meno lontano, magari tra 50 o 60 anni, il conflitto tra la civiltà occidentale e quella orientale cesserà e gli estremisti smetteranno di esistere.

(Pietro Vernizzi)

Arrivano i Turchi

Da italiana d’adozione e turca d’origine ammetto che questa frase non mi piace per niente. Ma  ultimamente ho cambiato idea perché davvero arrivano i Turchi! E in alcuni paesi sono già arrivati. In Grecia dicono che quando è sera “questi turchi” fanno dimenticare ai greci pure la crisi economica! Vi spiego cosa succede.

Come sono arrivati questi turchi a casa degli stranieri? Tramite la tv! Un caso unico che ha attirato l’attenzione di molti media mondiali, tanto che i giapponesi hanno realizzato un documentario di cinquanta minuti sulle fiction turche.

kivanctatlitug4Dal 2005 in Turchia è iniziata un’ondata di fiction senza precedenti. Ogni anno ne vengono prodotte tantissime andando in onda in media due per ogni canale televisivo, registrando share molto elevati. Quindi tutti contenti, chi le guarda e chi le produce, questi ultimi incamerano elevati guadagni. Nel 2011 le vendite estere di queste fiction che incollano ogni sera alla tv milioni di turchi hanno raggiunto un volume d’affari di sessanta milioni di dollari; a dispetto della crisi globale, nel 2011 le vendite di fiction sono aumentate del 30%,un dato da non sottovalutare. Una puntata costa da quindici a cinquanta mila dollari(dati del 2011), mentre nel 2005 una puntata costava da cinquecento a quindici mila dollari. Alcuni paesi verso i quali la Turchia ha esportato più di sessantacinque fiction sono: Azerbaigian, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Grecia, Israele, Iran, Kazakhistan, Malesia, Polonia, Qatar, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Singapore e quasi tutto il Medio Oriente. Anche se “la primavera araba” ha intaccato un po’ l’andamento delle vendite, il successo continua. Nonostante la “primavera araba” e la crisi tra la Turchia e Israele, gli ascolti, invece, non sono calati, perché la vita è più forte di qualsiasi crisi politica ed economica.

kivanctatlitug1Qual è il segreto del successo di queste fiction? E’ nelle storie: sin dall’inizio dell’era della televisione, i turchi hanno guardato tutte le serie americane e brasiliane, hanno imparato dai maestri e dopo hanno cominciato a pensare ”se loro possono, anche noi possiamo” e si sono messi a studiare, all’estero e in casa, ma sempre a scuola e quindi, sono ben istruiti e sanno applicare quello che hanno studiato. Non hanno inventato niente di nuovo hanno solamente ripetuto la magica (in realtà molto semplice) formula televisiva: una storia avvincente e prestazioni di gente bellissima che genera, poi, ascolti altissimi che attirano tanta pubblicità e movimentano tanti soldi.

La cosa interessante è che non una o due fiction  bensì quasi tutte, dal 2005 in poi, hanno sempre avuto successo. Le storie narrano di fatti e vicende umane alcune sono ambientate nella società contemporanea, altre raccontano la vita di provincia, talvolta sono tratte da romanzi turchi classici e ambientate in periodi storici del passato, talune trattano della vita di donne in carcere. In ciascuna si trovano i luoghi classici dell’esistenza umana: l’amore, l’amicizia, il tradimento, gli intrighi (mamma e figlia che s’innamorano dello stesso uomo), il sesso, la tragedia, il trionfo…

In tutte ci sono attori belli, se non bellissimi (non so se le foto vi convincono, ma una delle mie amiche milanesi, appena vista la foto di Kivanc, ha esclamato: ”che bel bagai!” che, tradotto in italiano, suonerebbe come “che ragazzo carino!”) che raccontano, o meglio vivono, una vita che vale la pena di essere raccontata e che vi distrae dai problemi quotidiani, tanto che con la mia amica rumena non riusciamo mai a parlare i mercoledì con le nostre rispettive mamme perché dedite a guardare in TV la loro fiction preferita turca!

BerenfotoUna storia interessante e ben raccontata fa sempre ascolto. Spero che le storie italiane faranno ritorno presto ma nel frattempo forse possiamo dare un’occhiata a quelle turche, anche su youtube! Se volete consigli… avete bisogno di amici turchi, non esitate a interpellare me. Comunque “Muhtesem Yuzyil”, “Fatmagul’un sucu ne?”, ”Kavak Yelleri”, “Gumus”, “Yaprak Dokumu”, “Asmali Konak” e tanti altri vi catturerebbero in profondità. Ma attenti perché una fiction in media dura cinquanta puntate! Alcuni produttori hanno girato i finali dal vivo, una maniera molto innovativa per un produttore televisivo. Per fare gli ascolti tutto è lecito! Se avrete l’opportunità di guardare queste fiction, scoprirete che ci somigliamo molto di più di quello che credete. E’ banale ripetere ma siamo tutti figli dello stesso Dio!